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Fed: stasera la decisione sui tassi, ecco cosa aspettarsi

Fed: stasera la decisione sui tassi, ecco cosa aspettarsi

L’attesa per la decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve (Fed) di questa sera si fa rovente dopo i dati sull’inflazione USA rilasciati poche ore fa dal Bureau of Labor Statistics. La lettura riporta un rallentamento del costo della vita al di là delle aspettative e questa è una buona notizia per i mercati in prospettiva di tagli futuri del costo del denaro. L’indice dei prezzi al consumo attinente al mese di maggio è scivolato al 3,3% su base annua, a fronte di attese del 3,4%, mentre su base mensile è risultato dello 0%, rispetto allo 0,1% stimato dal consensus. La Fed non dovrebbe toccare i tassi, attualmente fermi nell’intervallo 5,25%-5,5%, ma questi dati sull’inflazione sono molto importanti per ciò che dirà il governatore Jerome Powell in conferenza stampa a chiusura della riunione di due giorni. Inoltre, i membri del FOMC calibreranno probabilmente le loro prospettive trimestrali sul versante inflazionistico tenendo conto degli aggiornamenti di oggi.

 

Fed: quanti tagli nel 2024?

Un’inflazione che scende verso l’obiettivo della Fed al 2%  è un buon segnale perché la Banca centrale diventi accomodante. La Banca centrale europea ha già fatto il primo passo, invertendo la tradizione secondo cui è la Fed che indica la direzione della politica monetaria agli altri istituti centrali. Tuttavia, la meta del 2% è ancora distante e molti analisti si aspettano che la proiezione “dot plot” della Fed per il tasso di riferimento mostri una previsione di soli due tagli dei tassi di un quarto di punto percentuale entro la fine di quest’anno, rispetto ai tre previsti a marzo. “Dato che l’inflazione staziona al di sopra dell’obiettivo e l’attività rimane robusta, la Fed può esercitare pazienza nel determinare quando adeguare il suo tasso di riferimento” hanno scritto gli economisti di Bank of America.

Nei commenti finali prima del meeting della Fed, gli alti funzionari della Banca centrale USA hanno espresso molta cautela, sottolineando che occorrono diversi mesi di miglioramento dei dati sull’inflazione prima che si arrivi ad abbassare il costo del denaro. Il mercato ha tradotto questi messaggi nel rinvio del primo taglio all’incontro del 17-18 settembre. Stando però a quanto segnalano i Fed Swap, la prima riduzione dovrebbe scivolare a novembre, mentre al momento è escluso che l’istituto monetario possa aumentare i tassi di interesse quest’anno. La lettura sull’inflazione di oggi pomeriggio dovrebbe rimuovere qualsiasi velleità. “Se c’è qualche rischio, è che ci sarà solo un taglio dei tassi di 25 punti base quest’anno” ha detto Joe Brusuelas, capo economista di RSM US.

I mercati comunque stanno incorporando nelle quotazioni in Borsa l’aspettativa di una Fed dai toni accomodanti, per effetto dell’indice dei prezzi al consumo più basso del previsto. Lo confermano gli acquisti nella giornata di oggi, con gli indici europei e statunitensi che registrano guadagni ben al di sopra dell’1%.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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