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Fed: tassi aumenteranno fino a quando inflazione non sarà dimezzata

Fed: i tassi aumenteranno fino a quando l'inflazione non sarà dimezzata

Sale la febbre degli investitori in attesa della riunione della Fed della prossima settimana, che deciderà sui tassi d’interesse. Il momento è particolarmente delicato, perché il mercato azionario sta provando qualche tentativo di rimbalzo dopo che gli indici borsistici americani viaggiano in territorio ribassista da diversi mesi. Le trimestrali delle aziende statunitensi finora hanno tenuto, facendo rilevare più luci che ombre. Questo è importante perché manifesta come, nonostante tutte le difficoltà e soprattutto una recessione in arrivo, il sistema produttivo si è mantenuto abbastanza resiliente.

Quanto lo sarà in futuro è strettamente legato alla politica monetaria della Federal Reserve, che ancora al momento non ha dato alcun segnale incoraggiante verso qualche forma di accomodamento. Oltre alle scelte sul costo del denaro, il 2 novembre gli operatori di mercato presteranno particolare attenzione alle parole che il Governatore Jerome Powell pronuncerà in conferenza stampa. Da lì si capirà quanto la Banca Centrale abbia intenzione di lasciare l’economia USA al destino di una recessione inevitabile oppure mitigherà le sorti con interventi mirati.

 

Fed: un sondaggio indica un aumento dei tassi dello 0,75%

Nel prossimo meeting vi sono pochi dubbi che la Fed alzerà i tassi d’interesse di 0,75 punti percentuali per la quarta volta consecutiva. Un sondaggio condotto da Reuters tra 90 economisti ha riportato che 86 pensano a una stretta di questa portata, mentre solo 4 sono persuasi che l’istituto centrale adotti una misura più cautelativa di 50 punti base. La maggioranza degli intervistati, inoltre, ritiene che i tassi saliranno di un altro 0,50% a dicembre, arrivando così all’intervallo 4,25%-4,50% a fine 2022. Quanto al tasso terminale, 49 economisti su 80 reputano che si collocherà tra il 4,50% e il 4,75% entro il primo trimestre del prossimo anno. Quando la Fed interromperà i rialzi? Dallo studio si evince che in prevalenza gli interpellati pensano quando si dimezzerà l’inflazione e ciò avverrebbe non prima del secondo trimestre del 2023. A tal riguardo, secondo il sondaggio, l’indice dei prezzi al consumo sarà in media dell’8,1% nel 2022, del 3,9% nel 2023 e del 2,5% nel 2024.

“I funzionari della Fed hanno indicato che la pausa è possibile solo dopo prove chiare e convincenti che l’inflazione si è moderata”, ha detto Brett Ryan, economista senior statunitense di Deutsche Bank. Questo comporta che “con la Fed che continua la sua stretta aggressiva per frenare l’inflazione persistente, le aspettative sono di una recessione moderata che probabilmente inizierà nel 3° trimestre del prossimo anno, poiché la crescita reale sarà negativa e il tasso di disoccupazione aumenterà sostanzialmente”, ha aggiunto l’esperto. Secondo Jan Groen, US macro-strategist di TD Securities, “la Fed sta segnalando che prevede di passare dal front-loading fino a dicembre, verso un ritmo più intenso di rialzi da quel momento in poi”.

 

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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