BofA: comprare Corona norvegese e vendere Corona svedese

BofA: comprare Corona norvegese e vendere Corona svedese

Corona norvegese da comprare per BofA, vendere la Corona svedese
BofA fa il punto sul mercato valutario, focalizzando la sua attenzione sulla Corona norvegese e la Corona svedese. Le due divise del Nord Europa hanno vissuto un 2021 dall’andamento opposto. La prima si è rinforzata rispetto alle principali 10 divise del mondo, la moneta di Stoccolma ha vissuto una lunga fase di debolezza in rapporto alle valute del G10, eccezion fatta per lo Yen giapponese che ha affrontato e sta affrontando una fase particolare determinata da bassa crescita e deflazione nel Paese. E ora cosa attendersi per il 2022? Secondo Bank of America queste tendenze della Corona norvegese e della Corona svedese continueranno anche nell’anno in corso e per diverse ragioni, vediamo quali sono.

BofA: perché comprare la Corona norvegese

Gli strategist della banca d’affari americana individuano 2 fattori che faranno da catalizzatori per l’aumento delle quotazioni della moneta di Oslo. Il primo riguarda il petrolio, di cui la Norvegia è un grande esportatore. Negli ultimi 10 anni il prezzo del greggio si è rivelato fondamentale per determinare l’andamento della Corona, sottolinea l’istituto bancario.
Oggi il Brent quota a 87,60 dollari al barile, ovvero al massimo dal 2014, per effetto dell’attacco con i droni da parte dei combattenti Houthi dello Yemen agli Emirati Arabi e poiché sembrano svanite le percezioni da parte dei trader in merito alle minacce della variante Omicron sulla catena produttiva. BofA stima che le quotazioni dell’oro nero si assesteranno a 85 dollari in questo primo trimestre, per poi arrivare a 95 dollari nel secondo.
Il secondo catalizzatore fa riferimento alla politica monetaria restrittiva da parte della Norges Bank. L’istituto centrale ha già incrementato i tassi d’interesse di 25 punti base, portando il costo del denaro all’1,75%. Gli analisti di BofA prevedono altri 3 ritocchi al rialzo nel 2022 e una stretta nel 2023. Alla luce di questi fattori, la banca pensa che il cambio EUR/NOK possa scendere a 9,50 da 9,95 e il cross USD/NOK arrivare a 8,64 da 8,72. Tale posizionamento potrà essere messo in discussione da 3 rischi: una volatilità della Corona norvegese più elevata della media, il rallentamento della crescita cinese che farà diminuire la domanda di petrolio e infine un restringimento troppo rapido della politica monetaria della Federal Reserve.

BofA: perché vendere corone svedesi

Il principale motivo per cui BofA vede la Corona svedese deprezzarsi quest’anno concerne la politica monetaria accomodante da parte della Riksbank. Contrariamente a quanto prevede il mercato, ossia di un aumento dei tassi nel 2022 e 2 nel 2023, gli strategist di BofA ritengono che la Banca Centrale svedese non toccherà il costo del denaro, in considerazione del fatto che l’inflazione del 3,9% che si è registrata a dicembre sarà ritenuta transitoria.
Questo spingerà i trader a liberarsi di corone svedesi, con il cambio EUR/SEK visto stabile a 10,2, mentre quello USD/SEK in rialzo da 9,02 a 9,27. Lo scenario si modificherà però l’anno prossimo a seguito di un’inflazione che persisterà a mantenersi alta e una Banca Centrale Europea che diventerà più aggressiva. Di conseguenza BofA stima che EUR/SEK scenderà a 9,80, mentre USD/SEK addirittura a 8,52. I rischi al ribasso invece saranno determinati dall’outlook negativo sull’economia cinese e dall’atteggiamento estremo da falco da parte della Federal Reserve.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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