Gas e petrolio: ecco il piano energetico di Trump

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L’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump rischia di inferire un colpo letale alla transizione energetica, con il rilancio di gas e petrolio. Secondo fonti che hanno familiarità con la questione, la squadra di governo sta per mettere a punto un ampio pacchetto che dovrebbe essere lanciato entro pochi giorni dal 20 gennaio 2025, data in cui Trump sarà ufficialmente in carica come presidente degli Stati Uniti. Le misure saranno orientate a rafforzare l’industria del gas e del petrolio messa sotto pressione dall’amministrazione Biden e a levare alcune delle agevolazioni relative alle forme di energia alternativa.

Il problema è che alcune di queste misure dovrebbero passare attraverso il Congresso, il che richiederebbe del tempo. Per accelerare il corso, Trump ha intenzione di dichiarare un’emergenza energetica già dal suo primo giorno di carica e così imporre le modifiche in un programma più rapido. In campagna elettorale, il magnate 78 enne aveva promesso di dare priorità alla sicurezza energetica e all’industria statunitense, mettendo in secondo piano gli sforzi fatti finora dal suo predecessore sotto il profilo della transizione. In questo contesto, molti temono che Trump ripeterà quanto fatto durante il suo primo mandato presidenziale del 2016-2020, allorché uscì dall’Accordo di Parigi.

 

Gas e petrolio: ecco il piano Trump

Uno dei piani in gestazione di Trump e il suo team è quello di sbloccare i nuovi permessi per l’esportazione di gas naturale liquefatto congelati dall’attuale presidente USA Joe Biden. Se non hanno i permessi di esportazione, i costruttori non possono avviare nuovi progetti e questo potrebbe essere un problema per gli Stati Uniti, primo produttore ed esportatore mondiale di GNL. Alla questione sarà interessata anche l’Europa, dal momento che il gas arrivato dall’altra sponda dell’Atlantico è stato fondamentale per sopperire alla mancanza delle forniture russe conseguenti alla guerra in Ucraina. I progetti di esportazione di GNL già approvati dalla Federal Energy Regulatory Commission sono cinque, ma attendono ancora il via libera da parte del Dipartimento dell’Energia.

Trump ha tutta l’intenzione di accelerare anche le trivellazioni di petrolio al largo delle coste degli Stati Uniti e sui terreni federali. In sostanza, il tycoon dovrebbe rendere più rapida l’approvazione dei permessi in sospeso e offrire i terreni che hanno una maggiore probabilità di sfornare petrolio. Secondo i dati federali, nei quattro anni dell’amministrazione Biden, il tempo medio per la concessione di un permesso di trivellazione è stato di 258 giorni, a fronte di appena 172 giorni del precedente periodo trumpiano.

Il neo presidente eletto ha in programma anche di chiedere al Congresso nuovi fondi per ricostituire la riserva strategica di petrolio degli Stati Uniti, utilizzata da Biden durante la crisi ucraina per rispondere alle pressioni inflazionistiche. Ciò sarebbe molto importante perché farebbe aumentare la domanda di petrolio e le relative quotazioni. Non finisce qui, perché Trump intende fare pressione sull’Agenzia Internazionale per l’Energia affinché ammorbidisca le sue politiche in tema di riduzione delle emissioni di carbonio. In sostanza, gli Stati Uniti potrebbero trattenere i finanziamenti all’agenzia se non assume una posizione più favorevole a gas e petrolio.

Se da una parte l’amministrazione Trump darebbe una spinta notevole ai combustibili fossili, dall’altra colpirebbe le energie pulite. Ad esempio, i repubblicani vorrebbero eliminare i crediti d’imposta per le auto elettriche e rivedere i nuovi standard delle centrali elettriche pulite che mirano all’eliminazione graduale di carbone e gas naturale. “Il popolo americano può contare sul fatto che il presidente Trump usi il suo potere esecutivo fin dal primo giorno per mantenere le promesse che ha fatto durante la campagna elettorale”, ha detto Karoline Leavitt, portavoce della transizione di Trump, in una dichiarazione.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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