Gran Bretagna: in arrivo peggior contrazione economica degli ultimi 50 anni - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Gran Bretagna: in arrivo peggior contrazione economica degli ultimi 50 anni

Gran Bretagna: in arrivo la peggiore contrazione economica degli ultimi 50 anni

L’economia della Gran Bretagna potrebbe subire la peggiore contrazione degli ultimi 50 anni a causa della guerra Russia-Ucraina. A rivelarlo è un rapporto della Resolution Foundation, un importante think tank britannico indipendente. Secondo lo studio, l’invasione di Mosca ha contribuito ad aggravare la crisi inflazionistica, con l’aumento dei prezzi del gas e del petrolio che potrebbero portare il carovita a superare l’8% già durante questa primavera. Le ultime rilevazioni degli Uffici di Statistica britannici hanno riportato un indice dei prezzi al consumo del 5,5% per il mese di gennaio e ora si attende con trepidazione il rilascio per l’ultimo mese.

L’inflazione prevista dalla fondazione sarà di gran lunga superiore alla crescita salariale e sfiorerà i livelli dell’8,4% del 1991. Resolution mette in luce come l’aumento del costo della vita farà abbassare del 4% i redditi tipici in termini reali nel prossimo anno finanziario, una caduta che si è vista solo verso la metà degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’80, a seguito degli shock petroliferi (ndr). In particolare saranno colpite le famiglie a medio-basso reddito, con tasse e bollette energetiche destinate ad aumentare già nel mese di aprile.

Per un certo tempo gli effetti si farebbero sentire in maniera intensa, a meno che non vi sia un notevole miglioramento delle prospettive di produttività e dei salari. Il reddito familiare nel 2025-26 sarebbe inferiore rispetto a quello odierno e la percentuale dei bambini che vivono in povertà assoluta sarebbe destinata a crescere fino a raggiungere il punto massimo nel 2026-27.

 

 

Gran Bretagna: quale soluzione per una contrazione dell’economia?

In questo stato di cose, Resolution prevede che la Banca d’Inghilterra aumenti i tassi d’interesse per cercare di riportare il tasso d’inflazione al target del 2%. La crisi andrà quindi affrontata dal punto di vista istituzionale, per questo il rapporto sollecita il Cancelliere Rishi Sunak affinché anticipi i benefici fiscali alle famiglie in modo da attutire l’impatto dell’inflazione in maniera particolare su quelle più povere. Una soluzione questa che cerca di coniugare l’esigenza di interrompere il ciclo malefico di aumento dei prezzi, per via soprattutto dell’impennata dei prezzi delle materie prime, con quella di evitare che il Paese sprofondi in una recessione gravissima.

Questo è un problema che non riguarda solamente la Gran Bretagna, ma che può essere tranquillamente esteso all’Europa e agli Stati uniti. Il ruolo delle Banche centrali in questo è fondamentale, per quanto la posizione dei Governatori è in questo momento storico di una scomodità forse mai vista. Washington da un lato è in una condizione migliore rispetto all’Europa, perché risente meno rispetto della dipendenza dalla Russia su gas e petrolio.

La Fed tuttavia non può rinviare l’aumento dei tassi d’interesse per frenare un’inflazione giunta al 7,5%, anche se correrà il rischio di mandare indietro l’economia. La BCE non ha in programma una stretta sul costo del denaro per quest’anno, perché la preoccupazione di una recessione è più forte, ma la crisi energetica che si inasprisce con l’escalation delle tensioni tra la Russia e l’Occidente mette in primo piano anche l’aspetto inflazionistico. I prezzi al consumo nell’Eurozona sono saliti al 5,8% nell’ultimo rapporto dell’Eurostat, mai così alti dalla nascita della moneta unica.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *