Gran Bretagna: la crisi dei fondi pensione è solo all'inizio
Cerca
Close this search box.

Gran Bretagna: la crisi dei fondi pensione è solo all’inizio

Gran Bretagna: per gli hedge fund la crisi dei fondi pensione è solo all'inizio

La Gran Bretagna ha trovato un attimo di respiro nei mercati finanziari dopo l’incredibile dietrofront sul piano dei tagli fiscali che era stato proposto dall’ex-Cancelliere Kwasi Kwarteng. I rendimenti dei Gilt a 10 anni sono scivolati intorno al 4%, mentre la sterlina staziona sopra 1,13 sul dollaro USA. Il nuovo Ministro delle Finanze Jeremy Hunt ha in pratica annullato quasi tutti i provvedimenti del suo predecessore, il che implica un risparmio di circa 32 miliardi di sterline. Nel contempo la Bank of England ha affermato che il quantitative tightening tarderà a partire proprio per dare il tempo ai mercati obbligazionari di calmarsi.

Rimane un grosso punto interrogativo: come è la situazione dei fondi pensione britannici che sta all’origine del caos di queste ultime settimane? Per 15 giorni la BoE è intervenuta a più riprese nel mercato con l’acquisto di bond fino a 10 miliardi di sterline al giorno proprio per dare il tempo ai fondi di mettere i conti in ordine smantellando le attività più esposte. Ora che questo supporto è terminato, bisogna vedere se effettivamente la paura è passata o gli organismi pensionistici si trovano ancora in alto mare.

 

Gran Bretagna: previsioni inquietanti dagli hedge fund

Alcuni hedge fund non sono affatto convinti che la crisi dei fondi pensione in Gran Bretagna sia terminata. Anzi, per Paul Marshall, co-fondatore della società d’investimento Marshall Wace, siamo solo all’inizio. La ragione starebbe nel fatto che i rendimenti sono destinati a salire ancora, in quanto le Banche centrali di tutto il mondo aumentano i tassi d’interesse e disattivano i loro piani di allentamento quantitativo. A suo giudizio, mantenendo in modo artificioso i tassi d’interesse bassi per anni, gli istituti monetari hanno creato “l’ambiente perfetto per i cattivi investimenti”. A causa di ciò, “l’industria LDI della Gran Bretagna risulta essere la prima vittima del sistema”, secondo Marshall, che la definisce “il primo pesce morto a galleggiare in superficie”.

I fondi pensione britannici per anni hanno costruito i loro investimenti in titoli di Stato sulle passività aumentando la leva finanziaria, grazie a tassi d’interesse quasi azzerati. Questo ha funzionato permettendo di coprire agevolmente le uscite pensionistiche, ma fino a quando i rendimenti non sono saliti facendo diminuire il prezzo delle obbligazioni in portafoglio. A quel punto i fondi sono stati costretti a una svendita repentina per coprire la richiesta di margini, con il riflesso sui mercati dei Gilt che è sotto gli occhi di tutti. Secondo una stima di JP Morgan le perdite degli schemi pensionistici sono cresciute da inizio agosto di 150 miliardi di sterline.

Adesso cosa succederà? La profezia di Marshall è di quelle che lasciano senza fiato, in quanto prevede che il prossimo a essere colpito potrebbe essere il mercato dei titoli sovrani europei. Per questo, l’esperto non esclude che le Banche centrali interrompano il loro processo di inasprimento di fronte a un sistema finanziario estremamente fragile. “Il percorso doloroso porterà vittime e sarà interessante vedere come reagiranno le Banche centrali quando queste vittime fluttueranno in superficie. Il tempo lo dirà. Ma per il momento, crediamo che le migliori opportunità rimangano nella parte corta”, ha scritto Marshall.

Anche Crispin Odey, gestore dell’hedge fund Odey Asset Management ha avvertito che la crisi LDI è appena cominciata. “Gli investitori LDI sono costretti a vendere per pagare le loro perdite e non sembra che si fermeranno”, aveva scritto in una lettera agli investitori. Con riferimento al trambusto all’interno del Governo britannico, Odey ha detto che “tutti hanno dato la colpa del tracollo a Kwasi Kwarteng, ma tutto ciò è stato determinato dall’inarrestabile aumento dei prezzi”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *