Indici di Borsa: cosa sono e quali sono i più importanti Europa - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Indici di Borsa: cosa sono e quali sono i più importanti Europa

Indici di Borsa: cosa sono e quali sono i più importanti Europa

Quali sono gli indici di Borsa più importanti in Europa? Andiamo a scoprire i benchmark che meglio rappresentano l’andamento delle azioni europee. In alcuni casi si tratta di panieri che raggruppano le principali aziende dei singoli Stati, in altri di basket composti da big company quotate su diverse Borse valori tra quelle presenti in Europa. Ovviamente va sottolineato come esistano indici di Borsa generici, ossia che riguardano una moltitudine di titoli sparsi su vari settori e indici di Borsa specifici, ossia relativi a particolari categorie di titoli. Di seguito entreremo più nel dettaglio degli indici di Borsa europei, scoprendo i più importanti benchmark e come sono costituiti.

 

Indici di Borsa: i più importanti in Europa

Per quel che riguarda l’Europa, gli indici di Borsa fanno in gran parte riferimento alle società del Vecchio Continente, ma negli ultimi anni hanno accolto parecchie aziende cinesi, visti i rapporti di consolidamento o dipendenza tra Cina ed Europa a livello commerciale. I listini borsistici più considerevoli riguardano:

 

Euro STOXX 50

L’Euro STOXX 50 è il principale tra gli indici di Borsa in Europa, rappresentando le società dell’eurozona nei più importanti settori industriali. Il paniere comprende 50 titoli di 11 Paesi, quali Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Paesi Bassi, Austria, Belgio, Irlanda, Finlandia e Lussemburgo. Il benchmark è stato creato il 26 febbraio 1998 dalla STOXX Limited, una joint venture tra Deutsche Börse AG, Dow Jones & Company e SWX Group. La sua composizione viene rivista ogni anno nel mese di settembre.

 

STOXX Europe 600

Lo STOXX Europe 600 è un indice azionario costituito dalle 600 società più capitalizzate di 17 Borse europee, che coprono il 90% del valore di mercato complessivo in Europa. I Paesi riguardano: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia e Svizzera. L’indice è stato creato dalla STOXX Limited il 16 settembre 1998, con un valore base di 100 punti. Dello STOXX Europe esistono varie versioni a seconda del settore di appartenenza.

FTSE-100

Il FTSE-100 è l’indice che rappresenta le 100 azioni più capitalizzate quotate alla Borsa di Londra, che formano circa l’80% del valore di mercato complessivo. Nato il 3 gennaio del 1984, il FTSE – acronimo di Financial Times Stock Exchange – inizialmente aveva un valore di 1.000 punti. L’indice è gestito da FTSE Group, società nata da una joint venture tra Financial Times e London Stock Exchange, e viene aggiornato ogni trimestre.

 

DAX

Il DAX – acronimo di Deutscher Aktienindex – rappresenta l’indice azionario tedesco e comprende le 40 società più capitalizzate e con maggiori volumi del portafoglio ordini che vengono negoziate alla Borsa di Francoforte. Nato il 1° luglio 1988 con un valore iniziale di 1.000 punti, inizialmente il paniere riguardava soltanto 30 società. Il 24 novembre 2020 Deutsche Börse – che gestisce il mercato azionario tedesco – ha deciso di aggiungere altre 10 società a partire dal terzo trimestre del 2021, per permettere all’indice di definire in modo più preciso la struttura moderna dell’economia della Germania.

 

CAC 40

Il CAC 40 è l’indice azionario francese che definisce le 40 società più capitalizzate alla Borsa di Parigi, che possono essere aziende nazionali o estere. Acronimo di Cotation Assistée en Continu, il benchmark è nato il 31 dicembre del 1987 con un valore base di 1.000 punti. Dal 1° dicembre 2003 il paniere viene costruito selezionando i quaranta titoli a maggior capitalizzazione flottante al posto della capitalizzazione totale di mercato. Il peso massimo che una società può avere all’interno dell’indice è del 15%. Il CAC40 è soggetto a revisione trimestrale da parte del Conseil Scientifique, organo di controllo dell’Euronext. Inoltre, a settembre di ogni anno vi è la revisione relativa ai flottanti. Altre revisioni sono previste ogni volta che si verificano eventi societari in grado di alterare il prezzo, il peso o il flottante.

 

FTSE Mib

Tra gli indici di Borsa in Europa di una certa rilevanza vi è anche il FTSE Mib. Questo rappresenta il principale indice di Borsa Italiana e include le 40 società più capitalizzate e con maggiore flottante e liquidità quotate sull’MTA e sul MIV. Le società devono rappresentare oltre l’80% della capitalizzazione complessiva e quasi il 90% del controvalore degli scambi. L’origine del FTSE Mib è da attribuire al 31 dicembre 1992 quando prendeva il nome di COMIT 30, con un valore base di 100 punti e che includeva i 30 titoli più capitalizzati di Piazza Affari.

Il 17 ottobre 1994 avvenne il primo cambiamento, con Borsa Italiana che rilevò i diritti sull’indice da Banca Commerciale Italia e lo rinominò Mib30, con un valore fissato a 10.000 punti. Il 2 giugno 2023 subentrò a Mib30, S&P Mib, dopo una partnership tra Borsa Italiana e l’agenzia di rating Standard & Poor’s. Il nuovo benchmark rimase quotato fino al 29 maggio 2009, allorché avvenne la fusione tra Borsa Italiana e London Stock Exchange, con l’indice che divenne FTSE Mib e comprendeva 40 titoli. Ogni trimestre avviene la revisione ordinaria. Mentre, quando si effettuano operazioni straordinarie sul capitale – incremento numero di azioni superiori al 5% – e sul flottante, oppure a seguito di spin-off, fusioni, delisting e nuove quotazioni, ha luogo la revisione straordinaria.

 

IBEX 35

L’IBEX 35 è l’indice azionario che rappresenta le 35 azioni più capitalizzate della Borsa di Madrid. Nato il 14 gennaio 1992 con un valore base di 3.000 punti, l’indice è calcolato e gestito dalla Sociedad de Bolsas, una filiale di Bolsas y Mercados Españoles, che gestisce i mercati mobiliari in Spagna. Il benchmark viene rivisto dal Comitato consultivo tecnico due volte l’anno, nei mesi di giugno e dicembre. Se in quell’occasione ci sono modifiche, queste entrano in vigore il giorno successivo del terzo venerdì del mese in cui avviene la mutazione. Per far parte dell’indice, è necessario che la media del flottante deve essere almeno lo 0,3% della capitalizzazione complessiva del paniere. Inoltre, nei sei mesi precedenti quell’azione deve essere stata negoziata in almeno un terzo di tutti i giorni di negoziazione o classificarsi tra le prime venti in assoluto come valore di mercato.

 

AUTORE

Picture of Redazione

Redazione

Composta da professionisti dell’informazione finanziaria di lungo corso, la redazione di Borsa&Finanza segue in modo trasversale i contenuti offerti dal portale. Oltre a seguire le news e le novità più importanti del panorama finanziario italiano e internazionale, il team dedica ampio spazio a realizzare guide e approfondimenti educational utili a migliorare le conoscenze degli investitori sia sul fronte della finanza personale che su quello degli investimenti, spiegando strutture, funzionamento, pregi e difetti dei diversi strumenti finanziari presenti sul mercato.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *