Inflazione: per Mastercard picco raggiunto ma nel 2023 rimarrà alta - Borsa&Finanza

Inflazione: per Mastercard picco raggiunto ma nel 2023 rimarrà alta

Inflazione: per Mastercard picco raggiunto ma nel 2023 rimarrà alta

Quella che si è appena aperta sarà una settimana cruciale per l’inflazione. Stati Uniti, Unione Europea e Gran Bretagna pubblicheranno i dati sull’indice dei prezzi al consumo (IPC) del mese di novembre e gli analisti aspettano conferme del raffreddamento del carovita. In particolare negli Stati Uniti, dove nel mese scorso c’è stato un segnale molto forte, con l’IPC che è sceso al 7,7%, ben al di sotto dell’8% stimato dal consensus.

Ora l’attenzione massima è rivolta a martedì, quando il Bureau of Labour Statistics rilascerà i risultati che, secondo le aspettative, dovrebbero mostrare un’inflazione americana al 7,3%. Questa conferma sarebbe importantissima, perché lo stesso giorno inizia la riunione della Federal Reserve, che terminerà mercoledì. Da questa risulterà la politica monetaria attuata nel prossimo anno, con gli effetti sull’economia e sui mercati finanziari.

Anche l’IPC britannico è dato in rallentamento, dall’11,1% al 10,9%, mentre per quanto riguarda l’Unione Europea si attende un’inflazione pressoché stabile al 10%. Questa settimana ci sarà la il meeting anche della Bank of England e della Banca Centrale Europea. Qui probabilmente l’attenzione degli istituti centrali verso gli effetti sull’economia di una decisione sulla politica monetaria nei prossimi mesi sarà ancora più spiccata, sia perché una recessione è più probabile se si fa il raffronto con l’economia americana, sia perché l’inflazione è più alta e stenta maggiormente a regredire. Le mosse dei Governatori quindi potrebbero essere più misurate, per i riverberi che ogni ulteriore stretta avrebbe sulla produzione e l’occupazione.

 

Inflazione: nel 2023 rimarrà ancora alta?

Questi dati, se confermati, dovrebbero segnalare che l’inflazione probabilmente ha raggiunto il picco, come sostiene David Mann, capo economista per Asia-Pacifico, Medio Oriente e Africa presso il Mastercard Economics Institute. L’esperto sottolinea però che il costo della vita si manterrà per tutto il 2023 al di sopra dei livelli pre-Covid. A suo giudizio, ci vorranno alcuni anni per ritornare allo status del 2019, dove l’inflazione viaggiava al di sotto del target del 2% delle Banche centrali.

“L’inflazione è diventata una grande sfida”, ha affermato, sottolineando che sarebbe rischiosa una politica di ritiro anzitempo dalla stretta sui tassi da parte degli istituti monetari. “Sarebbe uno scenario serio se le Banche centrali finissero per andare un po’ troppo lontano e poi dovessero invertire rapidamente”, ha aggiunto. L’inflazione alta rischia di comprimere i consumi, ma l’economista ritiene che gli americani siano ancora disposti a effettuare spese discrezionali come i viaggi. Anzi, a suo avviso, i consumatori preferiscono spendere per viaggiare piuttosto che per beni materiali.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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