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Investimenti: tra gli italiani aumenta la preoccupazione

Una strada in un territorio pianeggiante sotto un cielo coperto di nuvole nere

L’anno scorso, alla fine del mese di aprile l’indice azionario globale MSCI World perdeva il 13% di capitalizzazione. Allo stesso tempo le obbligazioni, tradizionale rifugio degli investitori, perdevano terreno schiacciate dalla manovra di rialzo dei tassi di interesse di Federal Reserve e Banca centrale europea. Oggi, con gli indici di Borsa che conservano rialzi in doppia cifra e le Banche centrali nel tratto finale del percorso di rialzo dei tassi, tra gli italiani cresce la preoccupazione per gli investimenti.

L’osservazione, controintuitiva, emerge dall’Osservatorio investitori appena pubblicato da BVA Doxa e commissionato dal gruppo assicurativo CNP Vita Assicura. Il sondaggio, condotto con 2.400 interviste, ha evidenziato che il 66% delle persone coinvolte è più preoccupato per l’andamento dei suoi investimenti rispetto a 12 mesi fa.

In effetti, se da un lato i mercati finanziari offrono in questo momento condizioni migliori rispetto all’anno passato, permangono diverse incertezze che non permettono di avere una percezione chiara sul futuro. La guerra tra Russia e Ucraina, il persistere dell’inflazione, la crisi bancaria sono i temi che non lasciano tranquilli gli investitori.

 

Investimenti: italiani sulla difensiva

L’incertezza spinge gli investitori italiani sulla difensiva. Infatti, secondo l’Osservatorio, 59 su 100 degli intervistati ha dichiarato di investire per mettere da parte soldi per ogni evenienza. In questo momento la scelta migliore per il 49% dei partecipanti al sondaggio con riferimento ai loro investimenti è di non fare niente in attesa di capire cosa accadrà nel futuro. Chi ha patrimoni più ampi ritiene invece, nel 34% dei casi, che il momento attuale sia positivo per investire contro il 17% che invece vorrebbe incassare il proprio denaro.

Il tema dell’essere pazienti e non intervenire sui propri investimenti spinti dall’impulso della paura potrebbe essere legato alla presenza dei consulenti finanziari. Il 73% degli intervistati, infatti, ha dichiarato di consultare la propria banca o il proprio consulente. Il 59% si affida alla rete, il 56% si informa su quotidiani e periodici, il 53% segue le quotazioni di Borsa.

In generale quindi, gli investitori italiani appaiono bene informati. Sono anche consapevoli delle proprie conoscenze finanziarie in quanto si ritengono competenti in materia di investimenti (molto o abbastanza per il 68%), in tema di inflazione (67%), in tema di assicurazioni contro i datti (68%). Non si tratta tuttavia di una conoscenza approfondita per il 15% degli intervistati.

Per esempio, meno di un intervistato su 2 (48%) conosce gli investimenti sostenibili e/o responsabili, mentre il 39% dichiara di averne sentito parlare. Solo il 63% dichiara di conoscere le obbligazioni societarie (il 29% ne ha solo sentito parlare e l’8% non le conosce proprio). Il grado di padronanza della materia cresce quando si parla di azioni (conosciute dall’84% degli investitori), di fondi di investimento e titoli di stato (86%) e polizze vita/ investimento/previdenza (90%).

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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