Joe Biden esce di scena, ecco la reazione dei mercati

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Joe Biden abbandona la partita e si ritira dalla corsa alle presidenziali USA di novembre. La decisione era nell’aria dopo le numerose pressioni ricevute da più parti. Il confronto televisivo con lo sfidante Donald Trump il mese scorso aveva destato parecchie preoccupazioni sulle condizioni generali di Biden, soprattutto in prospettiva di dover guidare la più grande potenza economica mondiale per i prossimi quattro anni. Ora però, dopo un tira e molla di tre settimane, l’81enne della Pennsylvania ha ritenuto più saggio farsi da parte per “il bene della nazione e dei democratici”.

Biden ha indicato nella vicepresidente Kamala Harris la candidata ideale a sostituirlo come antagonista di Trump tra circa quattro mesi, ma prima dovrà esserci il sostegno ufficiale del Partito democratico il mese prossimo durante la Convention nazionale, nella quale verrà effettuata la nomina. Se Harris fosse scelta, si eviterebbe il caos interno, quantunque altri nomi potrebbero essere in lizza, come quello del 77enne senatore centrista del West Virginia, Joe Manchin, o del governatore della California, Gavin Newsom.

 

La reazione dei mercati al ritiro di Joe Biden

La mossa di Joe Biden finora si è rivelata positiva per i mercati azionari. Le Borse europee sono in rialzo e anche i future sugli indici americani preannunciano un inizio di seduta in verde. Un candidato più “forte” da anteporre a Trump viene visto in chiave positiva dagli investitori, che in questo momento sembrano non gradire un ritorno alla Casa Bianca del magnate. Diversamente da quanto è avvenuto nel 2016, il mercato teme che con Trump gli Stati Uniti potrebbero andare incontro a una crisi di natura geopolitica e anche economica, a causa soprattutto della promessa di dazi più elevati a livello generalizzato.

Inoltre, Trump intende attuare stimoli fiscali che possono mettere sotto pressione l’enorme debito pubblico statunitense. Di conseguenza, secondo i mercati, i titoli di Stato potrebbero soffrire oltremodo con un’amministrazione di stampo repubblicano. I rendimenti dei Treasury a 10 anni oggi sono infatti  in leggero calo sui mercati obbligazionari.

Il dollaro USA sta invece perdendo terreno, nonostante gli investitori si aspettino un biglietto verde più forte senza Trump, in quanto la spinta verso tassi di interesse più bassi da parte del leader repubblicano indebolirebbe la valuta nazionale. I trader stanno anche comprando oro, perché comunque quanto è appena accaduto rischia di gettare la politica americana e i mercati finanziari in un territorio inesplorato e il metallo giallo è un bene rifugio.

 

Cosa succederà adesso?

Le opinioni degli esperti di mercato sul quadro politico, economico e finanziario dei prossimi giorni sono le più disparate. Michael Brown, senior research strategist presso il broker australiano Pepperstone, si aspetta una volatilità in aumento in tutte le asset class in quanto “la corsa per la Casa Bianca ora è notevolmente più aperta”. In particolare, Brown vede un dollaro USA più debole “man mano che il trade Trump si esaurirà”. Quanto alle azioni, ritiene che nel breve periodo saranno in calo, ma ciò costituisce “un’opportunità di acquisto a medio termine, dato che la Federal Reserve dovrebbe ancora tagliare i tassi e sia la crescita economica che quella degli utili rimangono resilienti”.

A giudizio di Takeo Kamai, responsabile dei servizi di esecuzione di CLSA Securities a Tokyo, il quadro generale non è cambiato più di tanto, perché “gli investitori probabilmente vedono ancora Trump in vantaggio” alle prossime elezioni. Secondo l’esperto i mercati asiatici seguiranno quelli americani. A proposito di mercati asiatici, Hebe Chen, analista di IG Markets, è convinto che “l’ondata accelerata di avversione al rischio potrebbe colpire le azioni della regione più duramente a settimana scorsa, poiché gli investitori hanno a che fare con un contesto politico sconosciuto”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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