La trade war tra Usa e Cina tiene in ostaggio le borse euroee
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LA TRADE WAR USA-CINA TIENE IN OSTAGGIO LE BORSE EUROPEE

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Parigi è la peggiore (-2%). Corsa ai beni rifugio: Franco Svizzero, Oro (ai massimi dal 2013),  Yen e obbligazioni

Non si arresta il bagno di sangue avviato venerdì per le borse europee. La Cina risponde agli Stati Uniti svalutando lo Yuan, ai minimi dal 2008, per rendere appetibili le loro merci dopo le nuove tariffe annunciate da Donald Trump al 10% su 300 miliardi di dollari di prodotti destinati all’export, in aggiunta a quelle già attive. E così, dopo la chiusura negativa dei mercati asiatici, che soffrono anche le proteste di Hong Kong, Parigi è la peggiore con perdite superiori ai due punti percentuali, seguono Francoforte e Milano in area -1,5%. Gli investitori si affidano ai beni rifugio: Franco Svizzero (cambio con l’euro ai minimi dal 2017), oro (ai massimi da maggio 2013), Yen e obbligazioni, soprattutto Usa. Petrolio poco mosso di nuovo sotto i 55 dollari al barile. Ancora perdite per la Sterlina, aggiornati i minimi dal 2017 nei confronti con la moneta unica, il nuovo minimo storico del Bund è -0,537%.

EQUITY

Dax 11.697 punti (-1,47%)
Nuovo record negativo per l’indice Pmi composito: il punteggio di luglio a 50,4 è il più basso degli ultimi sei anni, oltre a essere inferiore alle attese (51,4) e alla rilevazione di giugno, sempre pari a 51,4. Delude il mercato l’indice dei direttori degli acquisti nel settore dei servizi: 54,5. Il dato è sotto il 55,4 previsto dagli analisti e il 55,4 registrato il mese precedente.

Ftse Mib 20.728 (-1,51%)
Non è il peggior listino del vecchio continente Piazza Affari, ma le perdite restano consistenti: -1,3% dopo 90 minuti di contrattazioni, a 20.776 punti. Si va verso lo sfondamento dei supporti a 20.650 segnalati venerdì per un trend negativo ormai già avviato. I 20.729 sono il minimo dal 18 giugno scorso. Prossimo target a 20.400.

Cac 40 5.245 (-2,12%)
Le vendite maggiori nelle borse europee si registrano sull’indice francese, dove è sotto i riflettori il titolo Renault, dopo la notizia della possibile riapertura delle trattative con Fca. Al momento è tra i pochi sopra la parità a +0,3%, ma i 48,170 euro raggiunti alla vigilia sono il minimo storico dal 2013, affossato dai pessimi conti di Nissan.

Ibex 8.775 (-1.38%)
Anche in Spagna i direttori agli acquisti del settore servizi deludono le attese: 52,9. Il dato è più basso del 53,6 previsto dal mercato che si aspettava un punteggio in linea con quello di giugno. Si attende l’indice della fiducia dei consumatori alle 12.30, e soprattutto che si sblocchi l’impasse sul governo.

VALUTE
Terza seduta di guadagni per l’Euro nei confronti del Dollaro, ma è poca roba: +0,6%, il cambio rimane ben al di sotto dell’1,2. Sterlina ancora in sofferenza, complici i guai all’interno del governo di Boris Johnson, che a due settimane dal suo insediamento a Downing Street si ritrova con una maggioranza di un solo seggio: 320 a 319. Si parla già di elezioni anticipate e prima del 31 ottobre, data che lo stesso Johnson a segnato come deadline per la Brexit. Vola il Franco Svizzero.

Euro / Dollaro 1,1149 (+0,4%). Euro / Sterlina 0,9180 (+0,55%). Euro / Franco Svizzero 1,086 (-0,46%)

COMMODITY
Il prezzo del petrolio supera i 55 dollari al barile durante le contrattazioni delle borse europee ma rimane poco mosso. Al contrario, l’Oro ritocca i massimi dal 2013 a 1.459 dollari l’oncia mentre il Rame, il cui andamento è molto legato a quello dei mercati internazionali, raggiunge i minimi dal 2 gennaio 2019, a 2,599.

TASSI D’INTERESSE
Il Bund tedesco continua ad aggiornare i record negativi, a conferma che gli investitori preferiscono depositare le proprie liquidità rimettendoci qualcosa, pur di affidarsi a un bene rifugio come il titolo decennale tedesco: -0,537 è il nuovo minimo storico. iL Btp decennale è italiano poco mosso a 1,51%.

 

 

 

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Redazione

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