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Lavoro USA: le Borse apprezzano il piccolo passo indietro

Mercato del lavoro US, i dati

I dati sul mercato del lavoro USA appena pubblicati dal Bureau of labor statistics statunitense hanno fatto un piccolo passo nella direzione desiderata dalla Federal Reserve e dal mercato. I non-farm payrolls USA, ossia le nuove buste paga nei settori non agricoli create ad agosto, sono state 315.000, in forte calo rispetto alle 526.000 del mese di luglio ma oltre oltre le 298.000 previste dagli analisti. Non basta per fermare la politica restrittiva della FED, né per pronosticare le tempistiche della fine della sua manovra. Ma, come detto, è un passo nella giusta direzione.

Anche sul fronte salari si vede una frenata leggera: sono cresciuti dello 0,3% m/m poco meno dello 0,4% previsto dal consensus e dello 0,5% del mese precedente. Su base tendenziale la crescita dei salari si è confermata così al 5,2% contro il 5,3% pronosticato dagli analisti.
Il dato che ha sorpreso in maggiore misura è il tasso di disoccupazione, salito al 3,7% contro il 3,5% precedente e del consensus. Tuttavia è da segnalare anche l’aumento del tasso di partecipazione, passato dal 62,1 al 62,4%.

 

Troppo poco per frenare la mano della FED

Il check-up del mercato del lavoro statunitense ad agosto ha mostrato una frenata ma ciò non basta a frenare la mano della Federal Reserve. Jerome Powell vuole vedere ben di più per essere certo che il tasso di inflazione possa rientrare sui livelli desiderati, intorno al 2%. Lo conferma Federico Vetrella, market strategist di IG Italia:

 

“Crediamo che, al momento, l’economia statunitense stia subendo una fase di assestamento dopo i due aumenti consecutivi dei tassi di interesse da ben 75 punti base. Inoltre, pensiamo che la Federal Reserve comincerà a tenere sotto stretta osservazione i dati sul lavoro che potrebbero mostrare un ulteriore deterioramento nei prossimi mesi anche se nella prossima riunione la banca centrale potrebbe continuare con il terzo rialzo da 75 punti base. Infatti, siamo sicuri che la FED continuerà ad agire aggressivamente sui tassi di interesse nel breve termine fino a che non registrerà un consistente allentamento dell’inflazione”.

 

Lavoro USA, reazione positiva per i mercati

Il dato è stato apprezzato dai mercati, nonostante sia lontano dal poter cambiare la politica monetaria restrittiva della Federal Reserve. I future di Wall Street hanno accelerato al rialzo sull’uscita della comunicazione, trascinando con sé anche le Borse europee. La Borsa USA ha poi aperto in guadagno con i mercati europei che mostravano guadagni superiori al 2%. In apprezzamento anche l’euro contro il dollaro con un ritorno al di sopra della linea di parità. Per Callie Cox, US investment analyst di eToro, la situazione delle Borse rimane comunque molto complessa in quanto il mese di settembre non è stato quasi mai brillante per i mercati visto che statisticamente dal 1950, è stato il mese peggiore per l’S&P 500 in base ai rendimenti medi mensili. È stato anche il mese peggiore per il Bitcoin dal 2011.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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