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Le grandi banche tagliano nell’investment banking in Cina, ecco perché

Le grandi banche tagliano i posti di lavoro nell'investment banking in Cina, ecco perché

Le grandi banche internazionali si stanno allontanando dalla Cina tagliando i posti di lavoro nel settore dell’investment banking. Secondo i più recenti rapporti annuali, sette grossi istituti finanziari (JPMorgan Chase, Morgan Stanley, Goldman Sachs, UBS, Credit Suisse, Deutsche Bank e HSBC) nel 2023 hanno registrato un calo del 13%, a 1.781 unità, della forza lavoro impiegata rispetto al 2022. Ciò è avvenuto in seguito alle perdite nel business o alla diminuzione dei profitti, per via della contrazione importante delle operazioni straordinarie, come le IPO, nel Paese. Secondo i dati forniti da Dealogic a maggio, attualmente le offerte pubbliche iniziali in Cina hanno raggiunto il livello più basso del 2009, il che si aggiunge alle attività di fusioni e acquisizioni rimaste deboli.

Quanto accaduto lo scorso anno contrasta vivamente con l’anno 2021, allorché ci fu il record di profitti da parte delle banche d’investimento nelle loro operazioni di finanza straordinaria. All’epoca la repressione di Pechino non aveva fatto breccia nel mercato cinese e una nuova ondata di Covid-19 non aveva messo knock-out l’economia del Paese. “Le banche d’investimento occidentali sono intrappolate in un circolo vizioso” ha detto Han Lin, direttore della società di consulenza The Asia Group. “Un numero di operazioni basso significa meno investimenti nella capacità onshore, il che limita un ulteriore flusso”. Alcune banche “stanno esaurendo la pazienza anche perché le opportunità in India, nel sud-est asiatico e negli Stati Uniti sembrano più promettenti”, ha aggiunto.

 

Banche: ecco la situazione dettagliata in Cina

L’unica tra le banche del gruppo ad aver registrato un miglioramento dei ricavi e del risultato netto nell’investment banking in Cina è stata HSBC. Il colosso britannico ha riportato un incremento, tra il 2022 e il 2023, da 131 a 150 milioni di yuan di ricavi nel settore, con un risultato netto passato da una perdita di 52 milioni di yuan a un guadagno di 132 milioni di yuan. “Questo slancio è arrivato grazie alla crescente base di clienti di HSBC e all’espansione della capacità di prodotto” ha dichiarato un portavoce.

JP Morgan ha visto una riduzione dell’utile da investment banking da 38 a 10 milioni di yuan, mentre il fatturato si è ridotto da 263 a 119 milioni di yuan. A maggio l’amministratore delegato Jamie Dimon aveva affermato che parte dell’attività dell’investment banking in Cina “era caduta in un precipizio” anche se aveva aggiunto di non preoccuparsi in quanto “ci sono alti e bassi” e la banca avrebbe continuato a investire ovunque.

L’unità cinese di Morgan Stanley ha registrato una perdita per la prima volta dal 2019 a 68 milioni di yuan da un utile di 19 milioni del 2022, riferendo nel rapporto annuale di un “ambiente impegnativo”. Le entrate sono scivolate da 181 a 72 milioni di yuan.

Goldman Sachs China lo scorso anno si è separata da una joint venture con Beijing Gao Hua Securities e l’utile è migliorato sensibilmente a 193 milioni di yuan, dopo una perdita di 401 milioni del 2022. Tuttavia si è trattato del peggior risultato del 2019, di fronte a ricavi crollati da 569 a 15 milioni. Nel contempo l’organico nella sua unità di titoli cinesi è sceso da 500 a 370 impiegati poiché la banca ha tagliato posti di lavoro in tutto il mondo. In verità, alcuni dipendenti sono stati spostati in altre unità della banca, mentre altri sono rimasti con il suo ex partner.

Deutsche Bank, che possiede il 33% dell’unità ZhongDe Securities attraverso la quale opera in Cina, ha migliorato lievemente il risultato nel 2023 su base annua, riducendo la perdita da 79 a 77 milioni di yuan. La banca però ha visto ridursi il fatturato da 187 a 160 milioni di yuan.

Per quanto riguarda UBS, la banca svizzera ha subito una contrazione forte dell’utile 2023 a 19 milioni di yuan, se si fa il paragone con un profitto di 224 milioni realizzato nell’anno precedente, con i ricavi passati da 195 a 108 milioni di yuan. L’istituto finanziario zurighese è l’unico del gruppo ad aver mantenuto stabile il numero dei dipendenti a 383 unità nel 2023. A differenza di Credit Suisse, acquisita proprio da UBS a marzo 2023, che ha visto un crollo del 46% a 126 unità della forza lavoro. Ciò si aggiunge a una contrazione delle revenue nell’investment banking da 66 a 40 milioni di yuan, mentre la perdita si è ridotta da 245 a 199 milioni di yuan.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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