Mercati finanziari: come proteggere il portafoglio da dazi, volatilità e geopolitica

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Il giro di boa dei primi sei mesi dell’anno sui mercati finanziari è accompagnato da alcuni segnali promettenti. La tregua tra Israele e Iran tiene e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato i primi accordi commerciali. A mettere tensione rimane la scadenza del 9 luglio, quando termineranno i 90 giorni di pausa concessi da Trump prima di applicare i “dazi reciproci”. I mercati finanziari, in ogni caso, rimangono prudenti. Borsa&Finanza ha interpellato Mathias Scheiber, responsabile delle soluzioni multi-asset di Allspring, per capire come mettere al riparo gli investimenti dall’elevata volatilità che potrebbe palesarsi anche nel secondo semestre dell’anno.

 

Dr Scheiber, nel corso del 2025, finora,i mercati finanziari hanno attraversato uno scenario con poche certezze e molti rischi, a partire da quello geopolitico. Come affrontare, dal punto di vista degli investimenti, una situazione che sembra destinata a perdurare?

“Il punto cruciale è stato essere diversificati sia geograficamente che per classe di attivi, dato che gli asset internazionali hanno sovraperformato quelli statunitensi. Le azioni internazionali hanno sovraperformato le azioni Usa grazie a valutazioni più contenute, al calo dei tassi d’interesse e agli stimoli fiscali che hanno sostenuto i mercati azionari europei e asiatici. Le obbligazioni internazionali hanno offerto diversificazione rispetto alla volatilità dei mercati azionari, beneficiando dei continui tagli dei tassi a livello globale mentre la Federal Reserve è rimasta ferma. L’oro ha beneficiato di un indebolimento del dollaro Usa e i prezzi del petrolio sono aumentati a causa dell’aggravarsi dei rischi geopolitici in Medio Oriente”.

 

Ci sono investimenti in grado di fornire stabilità a un portafoglio? Quali sono?

“I diversificatori tradizionali del rischio azionario, come obbligazioni e materie prime, sono stati in grado di attenuare gli alti e bassi nei rendimenti dei portafogli. Tuttavia, la diversificazione non è stabile e varia nel corso del ciclo economico. Gli investitori possono aumentare ulteriormente la diversificazione utilizzando strategie di gestione del rischio focalizzate sulla protezione dai rischi estremi. Quando ad aprile i mercati azionari hanno subito una brusca correzione, con le azioni statunitensi in calo di quasi il 20%, queste strategie hanno fornito ulteriore stabilità a un portafoglio multi-asset”.

 

Le difficoltà del commercio internazionale, tra dazi e protezionismo, hanno un impatto maggiore sull’aumento dell’inflazione o sulla riduzione della crescita?

È probabile che i dazi vengano trasferiti ai consumatori, in questo caso ai consumatori statunitensi. Ciò potrebbe portare a una maggiore cautela nella spesa a causa dei prezzi più alti. L’impatto sull’economia Usa sarà verosimilmente più ‘stagflazionistico’. La politica monetaria sarà probabilmente più restrittiva fino a quando l’effetto inflazionistico dei dazi non sarà pienamente assorbito. Per i Paesi esportatori netti come l’Europa o l’Asia, l’impatto si farà sentire attraverso la riduzione delle esportazioni, che frenerà la crescita. Una crescita più bassa sta generando un contesto disinflazionistico per queste nazioni. La politica monetaria sarà quindi più espansiva per sostenere la crescita economica, poiché l’inflazione non rappresenta una preoccupazione”.

 

Tra Cina, Stati Uniti ed Europa, quale di queste tre principali aree geografiche è quella che soffre di più in uno scenario come quello attuale?

“Tutte e tre le aree geografiche sono svantaggiate dall’aumento dell’incertezza legata ai dazi. Gli Stati Uniti devono affrontare un aumento dei prezzi all’importazione nel breve termine, mentre i mercati internazionali registrano dati di crescita più deboli. La differenza nella risposta delle Banche centrali farà la differenza in termini di crescita. I mercati internazionali potrebbero vedere una stabilizzazione grazie ai tassi più bassi, mentre la crescita economica degli Stati Uniti potrebbe rallentare gradualmente a causa del mantenimento di tassi elevati”.

 

Siete ottimisti o pessimisti sull’evoluzione dei fattori attualmente in gioco, ovvero dazi e conflitto Israele-Iran?

L’incertezza è destinata a persistere, sia sul fronte dei dazi che su quello geopolitico. Detto ciò, ci aspettiamo un miglioramento graduale su entrambi i fronti. I dazi dovrebbero stabilizzarsi su livelli accettabili sia per gli Stati Uniti che per i loro partner commerciali, data l’importanza del commercio globale per entrambe le parti. Gli sforzi internazionali dovrebbero portare a una stabilizzazione della situazione geopolitica in Medio Oriente, con l’obiettivo di riportare tutte le parti al tavolo delle trattative e raggiungere una tregua mediata dagli Stati Uniti”.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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