Mercati finanziari: per le Borse ottobre sarà peggio di settembre, ecco perché
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Mercati finanziari: per le Borse ottobre sarà peggio di settembre, ecco perché

Mercati finanziari: per le Borse ottobre sarà peggio di settembre, ecco perché

Oggi inizia l’ultima settimana di settembre per i mercati finanziari e la sensazione è che questo mese sarà annoverato tra i mesi grami per gli investitori. In questo periodo sono successe diverse cose che invitano gli investitori a riconsiderare molti aspetti delle loro scelte finanziarie. Wall Street è stata bersagliata dalle vendite, soprattutto dopo che mercoledì scorso la Federal Reserve ha annunciato il terzo rialzo consecutivo dei tassi dello 0,75% e in particolare ha spento le speranze a chi immaginava una Banca Centrale più accomodante, o comunque non così aggressiva, nei prossimi mesi. La Fed ha fatto capire senza alcun dubbio che di strette ce ne saranno ancora parecchie e saranno molto austere, almeno fino a quando l’inflazione americana non sarà definitivamente domata. Questo significa che “non vi sarà altra strada che una recessione”, per usare le parole del Governatore Jerome Powell.

La scorsa settimana il Dow Jones ha chiuso con un calo del 4%, portando al 19,6% la perdita dal suo massimo storico. Ciò è molto importante, perché l’indice sta per entrare nel territorio che delinea un mercato ribassista. Spostandosi dalle azioni alle obbligazioni, la musica non cambia. I titoli di Stato USA a 2 anni sono crollati, con il rendimento arrivato al 4,2%, massimo da 15 anni. Mentre i Treasury bond a 10 anni hanno raggiunto una resa del 3,75%. Il mercato valutario ha conosciuto la baraonda di divise come la sterlina e lo yen, che hanno subito la straripante forza del dollaro USA. La moneta britannica all’inizio di questa settimana è precipitata al minimo storico sul dollaro USA a 1,035, dopo che in Gran Bretagna è stato annunciato un piano imponente di riduzione fiscale. Tuttavia, la sterlina già a partire dalla mattinata ha effettuato un recupero prodigioso a 1,093 dollari. L’USD/JPY è volato fino a quasi 146 la scorsa settimana, costringendo le Autorità giapponesi a intervenire direttamente sul mercato valutario per la prima volta dal 1998.

 

Mercati finanziari: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Molti si stanno chiedendo se questo caos nei mercati finanziari continuerà nei prossimi mesi fino alla fine dell’anno. Posto che in questa settimana non ci dovrebbero essere grandi sconvolgimenti da muovere il mercato, almeno sul fronte delle notizie macroeconomiche e societarie, tutta l’attenzione ora si concentra su ottobre. Nelle prime due settimane del prossimo mese arriveranno i rapporti su occupazione e inflazione, seguiti poi dall’inizio della stagione degli utili per le società di Wall Street. Le notizie in arrivo potrebbero essere di importanza vitale, perché l’intreccio dei dati darà la misura di quanto l’aggressività della Federal Reserve sarà forte e di quanto la crisi economica andrà a impattare sui guadagni delle aziende e quindi sulla valutazione delle azioni.

Tutto ciò è strettamente legato ai rendimenti dei bond e al superdollaro. In sostanza, se l’economia americana mostra una certa resilienza dal punto di vista occupazionale e l’inflazione non darà cenni di cedimento, la Fed rimarrà sul piede di guerra e il mercato tenderà a scontare un atteggiamento feroce nella riunione di novembre. Questo inevitabilmente potrà determinare un ulteriore calo delle azioni, un incremento del rendimento dei T-Note USA e un rafforzamento ulteriore del biglietto verde. Tuttavia, ci sarà l’incognita degli utili, perché potrebbero fare da buffer se daranno un segnale che le società di Wall Street si sono mostrate resilienti. Ciò vorrebbe dire che una recessione non è imminente e che l’inasprimento dell’istituto centrale potrebbe non comportare un atterraggio troppo duro.

Un’altra variabile potrebbe essere quella delle elezioni di medio-termine negli Stati Uniti, anche se dovrebbe tendere a influenzare i mercati finanziari con meno forza. Storicamente, infatti, il guadagno o la perdita a Wall Street sono sganciati nel tempo dai seggi raccolti al Congresso. Al limite ci potrebbe essere qualche turbolenza legata all’incertezza dell’esito, ma pronta a sparire nel momento in cui tale incertezza si è dissolta.

Il mese di dicembre potrebbe fare la differenza, in quanto per tradizione è un mese stagionalmente forte per il mercato, anche perché con gli eventi natalizi aumentano le vendite delle aziende. Inoltre, a dicembre le letture dell’inflazione dovrebbero cominciare a dare segnali di rallentamento e a quel punto il mercato non si aspetta più sorprese da falco da parte della Federal Reserve.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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