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Mercati globali: come potrebbero essere colpiti da uno shock giapponese

Mercati globali: come potrebbero essere colpiti da uno shock giapponese

L’8 aprile 2023 sarà una data molto importante per il Giappone e di riflesso per i mercati globali. Al vertice della Bank of Japan vi sarà un avvicendamento tra Haruhiko Kuroda, in scadenza di mandato, e il successore che deve ancora essere scelto. Le conseguenze di questo passaggio di consegne saranno tutt’altro che banali. Kuroda fino ad ora ha mantenuto una politica monetaria ultra-accomodante, controllando la curva dei rendimenti dei titoli di Stato a 10 anni e adeguando il mese scorso la banda di oscillazione di 25 punti base.

Tutto ciò nell’intento di rilanciare la crescita del paese che procedeva a rilento e combattere contro lo storico problema della deflazione. Il risultato è stato che lo yen è precipitato al minimo di oltre 30 anni nei confronti del dollaro Usa e l’inflazione è avanzata al massimo degli ultimi 40 anni, più del doppio dell’obiettivo del 2% della Banca centrale giapponese. L’aspetto più interessante è che il governatore della BoJ ha resistito a tutte le pressioni, esercitate da più parti, per rivedere la sua politica monetaria.

 

Mercati globali: la svolta da falco della BoJ un grave rischio

Immaginare che il successore di Kuroda possa continuare sulla stessa linea tenuta dal predecessore risulta quantomeno azzardato. È anzi molto probabile che proprio ad aprile sarà decretata la fine dell’accomodamento monetario. Il punto è capire quali possono essere le conseguenze. Il Giappone ha un debito pubblico monstre, esattamente del 240% in rapporto al PIL. I tassi d’interesse lasciati in territorio negativo hanno permesso al Tesoro di non sostenere costi sul debito. Ma nel momento in cui gli oneri finanziari dovessero crescere perché la BoJ alza il costo del denaro, cosa succederà? Soprattutto, quanto tale peso potrà strozzare la già flebile crescita del paese? Sotto la montagna del debito, le prospettive di crescita del Giappone non sono molte, considerando che la popolazione nipponica sta invecchiando e potenzialmente il PIL è previsto in salita appena dello 0,5% nei prossimi anni. Ciò potrebbe portare il caos sui titoli di Stato giapponesi con conseguenze anche all’esterno, come accaduto lo scorso anno con i Gilt britannici dopo la manovra espansiva e finanziata a debito proposta e poi ritirata dal governo Truss. La svolta restrittiva della BoJ arriverebbe finirebbe per togliere  liquidità ai mercati finanziari mondiali in un periodo in cui Fed e Bce sono impegnate in una stretta quantitativa. I mercati azionari e obbligazionari di tutti i paesi potrebbero finire nuovamente sotto pressione.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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