Il mercato europeo del crowdfunding è risultato in crescita nel 2024, con un ruolo chiave per il finanziamento di Pmi e startup innovative. Lo rivela il primo rapporto sul mercato del crowdfunding nell’Unione europea stilato dall’Esma, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati. L’indagine ha esaminato le diverse forme di crowdfunding, approfondendo il profilo degli investitori e soprattutto fornendo un’analisi dettagliata sulle dimensioni di questo particolare settore.
Mercato europeo del crowdfunding nel 2024: il rapporto Esma
Basato su dati forniti dalle Nca (le autorità nazionali di vigilanza), il Market Report on Crowdfunding in the EU 2024 dell’Esma si è concentrato sul lavoro di 98 fornitori di servizi di crowdfunding attivi in 17 Stati membri. L’importanza dei dati elaborati è notevole in un contesto di consolidamento e sviluppo di questa forma di finanziamento: si tratta del primo resoconto pubblicato dall’entrata in vigore dell’Ecspr (European Crowdfunding Service Providers for Business Regulation), il regolamento europeo 2020/1503 per gli intermediari autorizzati nelle operazioni di lending-based e investment-based crowdfunding.
Chi sono gli investitori
Il report dall’Esma rappresenta un punto di riferimento essenziale per comprendere le dinamiche, l’andamento e il futuro del mercato del crowdfunding in Europa. Nel 2023 è stato raccolto oltre 1 miliardo di euro tramite le tre tipologie di crowdfunding più diffuse: il 65% via lending (quasi 5.000 progetti), il 17% con il debt crowdfunding e il 6% con l’equity crowdfunding. L’87% degli investitori appartiene alla categoria retail (privati) e ha investito somme minori rispetto agli investitori sofisticati (il 12%) e professionali (appena l’1%).
Ai progetti di lending crowdfunding hanno partecipato oltre 1,7 milioni di investitori. L’importo medio raccolto per progetto nel lending-based è stato di circa 15.000 euro, molto inferiore rispetto ai valori corrispondenti per i progetti debt-based (53.000 euro) ed equity-based (46.000 euro). I principali settori economici finanziati dal crowdfunding nell’Unione europea sono due: i servizi professionali, scientifici e tecnici (consulenza di gestione, servizi legali, ricerca e sviluppo scientifico e pubblicitario) con il 33% dei fondi raccolti (390 milioni di euro) e le costruzioni (da quella civile all’edilizia) con il 21% per 240 milioni.
In termini di numero di investitori, il settore leader per i progetti di crowdfunding è quello immobiliare con 380.000 investors coinvolti. Nel mercato complessivo, l’importo medio investito da ciascun retail è di circa 590 euro, mentre per gli investitori sofisticati e professionali le cifre sono rispettivamente di 990 euro e 4.200 euro. Un’istantanea che restituisce un dato importante: la maggior parte degli investitori coinvolti nel crowdfunding nell’Unione europea nel 2023 appartiene alla categoria retail ma investe cifre modeste rispetto a sofisticati e professionali, tuttavia il loro numero elevato fotografa il potenziale di democratizzazione nella raccolta di capitali.
La distribuzione geografica
Il 17% dei finanziamenti è stato raccolto cross-border, ovvero a livello transfrontaliero tra diversi Stati membri dell’Ue, la grande maggioranza dei quali all’interno dello Spazio economico europeo (See). Francia e Paesi Bassi sono i maggiori hub di crowdfunding nell’Unione europea con il più alto capitale raccolto e il maggior numero di piattaforme. La Francia è al vertice del mercato europeo: conta 30 provider autorizzati (tra cui 15 dedicati all’equity crowdfunding e un numero cresciuto a 56 autorizzazioni al 30 giugno 2024) e 292 milioni di euro raccolti. Nei Paesi Bassi, i player sono pochi (17) ma molto forti, con WeFunder (una delle piattaforme di equity crowdfunding più grandi al mondo) a trascinare l’intero settore con 291 milioni di raccolta.
L’Italia ha un numero minore di operatori, ma nel 2024 ha raccolto oltre 52 milioni di euro nei fornitori di servizi presi in esame, seconda soltanto alla Francia. Nonostante le 11 piattaforme, la Lituania si è rivelata leader inaspettato del settore: la repubblica baltica ha il più alto numero di investitori residenti (500.000) attivi nella maggior parte dei progetti (2.840). Le piattaforme in Austria ed Estonia hanno registrato una quota molto alta di finanziamenti (l’80%) provenienti da residenti esteri, mentre in nove Paesi questa quota si è rivelata inferiore al 10%.
La situazione in Italia
Alla fine del 2024, secondo il nono report dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, le piattaforme di crowdfunding italiane autorizzate dalla Consob a operare in tutta Europa secondo l’Ecspr sono arrivate a 33. Nel 2023 i provider lending-based hanno raccolto oltre 500 milioni di euro, una cifra cresciuta significativamente rispetto all’anno precedente grazie alla maggiore fiducia degli investitori e alla regolamentazione chiara. La raccolta scende nel crowdfunding investment-based, con le piattaforme di equity che sono arrivate a circa 200 milioni.
Il rapporto dell’Osservatorio Crowdinvesting, pubblicato nel mese di luglio e il primo dopo l’applicazione del regolamento comunitario, focalizza l’attenzione su lending, debt e equity crowdfunding: la raccolta complessiva è stata di 302,35 milioni di euro (-5,3% rispetto ai 343,79 milioni precedenti), con l’equity in calo (106,53 milioni, -25,5%) e il lending in ascesa (167,82 milioni, +7,7%). In entrambe le tipologie, è trainante il settore real estate. Il crowdfunding immobiliare ha raccolto 191,56 milioni di euro (+7,2%), con un rendimento medio annuale del 13,22% per le offerte equity e del 10,01% per le offerte lending.









