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Intesa Sanpaolo 100 miliardi da convertire in risparmio gestito

Nell'immagine l'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina

Per Intesa Sanpaolo non ci sono ulteriori spazi di crescita in Italia, almeno non per linee esterne. Già troppo grandi le dimensioni e la quota di mercato per poter pensare di effettuare acquisizioni senza attivare l’antitrust. “Saremmo costretti a rivendere l’80% di quello che dovessimo acquistare” ha commentato l’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, nel corso della conferenza stampa di presentazione dei risultati 2023 del gruppo bancario.

Né è possibile pensare in questo momento a target esteri, in assenza di un’unione bancaria che chissà mai se si farà. Le aree più interessanti per il gruppo bancario sono quelle del wealth e dell’asset management ma, in questo caso, sono le valutazioni a essere elevate e a impedire operazioni che “non creerebbero valore per i nostri azionisti”. Secondo il numero uno del gruppo bancario, tuttavia, il vero tesoro si trova già all’interno del gruppo e “su quello ci vogliamo concentrare” ha sottolineato.

L’opportunità risparmio gestito per Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo gode di una condizione ottimale per la crescita dei ricavi derivante dalle attività di wealth management, protection e advisory. Tutte e tre sono presenti all’interno del gruppo e questo rappresenta un unicum che diventerà ancora più importante in una prospettiva di tassi di interesse in riduzione. Con 1.300 miliardi di euro di attività finanziarie della clientela, oltre 16.000 professionisti dedicati, un’offerta digitale all’avanguardia e la presenza di società assicurative e di asset management, Carlo Messina ritiene che il tesoro stia già all’interno di Intesa Sanpaolo.

“Abbiamo identificato 100 miliardi di attività finanziarie dei clienti per dare impulso alla crescita del risparmio gestito del nostro gruppo – ha spiegato rispondendo alle domande dei giornalisti -. Questo progetto vale più di qualunque acquisizione noi dovessimo immaginare di fare nel corso del prossimo anno”.

Intesa Sanpaolo si concentrerà dunque nel cercare di convertire in risparmio gestito la massa di risparmi attualmente presenti nei depositi o nel risparmio amministrato. “Per noi è più semplice lavorare su ciò che conosciamo bene, l’Italia” ha aggiunto.

In questo lavoro il gruppo bancario sarà favorito dal contesto di riduzione dei tassi di interesse, una discesa che secondo Messina è inevitabile, indipendentemente da quando poi effettivamente il primo taglio verrà effettuato. “Per noi è un’opportunità unica per far crescere il risparmio gestito – ha spiegato – perché la gran parte dei clienti con investimenti in titoli di Stato o altre attività saranno molto più disposti a monetizzare i capital gain e passare ad altre forme di investimento nel mondo del risparmio gestito”.

 

Italia: prospettive positive, bene il risparmio

L’ad di Intesa Sanpaolo ha approfittato del tema risparmio gestito anche per sottolineare le aspettative sull’Italia. Messina ha spiegato che il risparmio degli italiani rappresenta, insieme alla struttura industriale del Paese, fatta di piccole e medie imprese molto dinamiche e diversificate, un punto di forza. “Il Paese sta avendo uno sviluppo positivo, non vedo elementi di fragilità – ha commentato -. Continua a crescere e credo che le previsioni, anche quelle che noi abbiamo inserito nei nostri calcoli, potrebbero essere battute alla fine del prossimo anno. Ci aspettiamo comunque un’accelerazione nel 2025 e nel 2026. C’è il problema del debito pubblico, che va guardato con attenzione per la sua dimensione, ma oggi è certamente sostenibile. È importante accelerare la crescita del PIL e consentire, attraverso la crescita, di migliorare gli equilibri sul debito”. Ha poi concluso con un invito a “non parlare solo dei punti di debolezza del Paese ma abituarsi a parlare anche dei tanti indiscutibili punti di forza, come fanno tutti gli altri in Europa”.

 

https://www.youtube.com/watch?v=-eJ4Dse2d7I

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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