Mps, battaglia per il board: Lovaglio licenziato, Delfin ago della bilancia

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L’assemblea del 15 aprile si avvicina come la più tesa nella storia recente di Monte dei Paschi di Siena. In tre settimane, il consiglio di amministrazione ha revocato le deleghe al proprio amministratore delegato, ne ha deliberato il licenziamento per giusta causa e si ritrova a fronteggiare in assemblea la lista che lo stesso manager ha costruito dopo essere stato escluso dal board. Con un’affluenza attesa intorno al 70% del capitale, l’esito dipenderà in larga misura da Delfin, primo azionista con il 17,5%, e dal Ministero dell’Economia, in uscita con il 4,8%, entrambi ancora privi di una posizione dichiarata.

 

In questo articolo:

 

  • Mps, la rottura definitiva tra Lovaglio e il board
  • Monte dei Paschi, gli schieramenti in campo
  • Delfin ago della bilancia, le incognite che pesano sul voto

 

Mps, la rottura definitiva tra Lovaglio e il board

Il Consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, riunito sotto la presidenza dell’avvocato Nicola Maione, ha deliberato la risoluzione unilaterale per giusta causa del rapporto di lavoro con Luigi Lovaglio, nella sua qualità di direttore generale. Il provvedimento segue la revoca delle deleghe deliberata il 25 marzo, a sua volta preceduta da tre giorni consecutivi di riunioni consiliari. La causa della rottura risiede nella decisione di Lovaglio di presentare una propria lista per il rinnovo del consiglio in vista dell’assemblea del 15 aprile, con sé stesso al vertice operativo, senza alcuna comunicazione preventiva al board, alla banca o al mercato, annunciandola il giorno stesso della scadenza per il deposito delle liste. Il consiglio ha tentato di convincere il manager a fare un passo indietro, senza successo.

La tesi del board è che Lovaglio avrebbe dovuto rendere nota la propria intenzione in via preventiva. Tale condotta è stata qualificata come causa di perdita di fiducia, presupposto giuridico per il licenziamento per giusta causa. Sul piano legale, un’eventuale azione di Lovaglio contro la revoca delle deleghe o la sospensione presenterebbe margini ridotti: tali decisioni rientrano nelle prerogative ordinarie degli organi societari e, in assenza di irregolarità procedurali o violazioni contrattuali evidenti, difficilmente produrrebbero effetti concreti. Dall’altro canto, in un’intervista rilasciata a Bloomberg, Luigi Lovaglio ha dichiarato di sentirsi completamente a suo agio nel candidarsi per un nuovo mandato e di essere fiducioso sul fatto “il mercato riconoscerà il lavoro svolto e i risultati raggiunti”.

 

Monte dei Paschi, gli schieramenti in campo

L’assemblea del 15 aprile vede fronteggiarsi due liste distinte. La lista del consiglio di amministrazione candida Fabrizio Palermo come futuro amministratore delegato. A sostenerla si sono dichiarati Francesco Gaetano Caltagirone, con l’11,5% del capitale, i Benetton con l’1,4%, il fondo Mediolanum con l’1%, Enpam con lo 0,3% ed Enasarco con l’1,15%. La lista alternativa, promossa da PLT Holding, la holding della famiglia Tortora con l’1,2% del capitale, e da Giorgio Girondi, patron di UFI Filters con una quota superiore al 3%, candida Lovaglio alla guida operativa della banca e l’ex Unicredit Cesare Bisoni alla presidenza del consiglio. Il differenziale tra i due schieramenti, considerando le sole posizioni dichiarate, appare strutturalmente a favore della lista del board. La partita resta aperta in ragione di due posizioni azionarie rilevanti ancora non formalizzate: quella di Delfin, primo azionista con il 17,5%, e quella del Ministero dell’Economia e delle Finanze, titolare del 4,8% e in procinto di uscire dal capitale. Entrambe le posizioni sono suscettibili di incidere in modo determinante sull’esito del voto.

 

Delfin ago della bilancia, le incognite che pesano sul voto

Delfin, la finanziaria guidata da Francesco Milleri e riconducibile alla famiglia Del Vecchio, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore avrebbe confermato la propria presenza all’assemblea depositando le azioni. Nelle settimane precedenti la holding aveva valutato l’ipotesi di disertare la riunione dei soci, ritenendosi critica su alcune scelte strategiche del board, tra cui l’esclusione di Lovaglio dalla lista del consiglio, manager che gode della stima di Milleri. 

Nelle ultime settimane i proxy advisor Iss e Glass Lewis hanno appoggiato la lista del consiglio di amministrazione, anche se Iss ha sollevato perplessità sulla gestione del processo di formazione della lista da parte del board, giudicato opaco, e raccomanda esplicitamente voto contrario sul nome del presidente Maione nella seconda tornata, quella che scatterebbe qualora la lista del consiglio risultasse vincente. Maione siede nel cda di MPS dal 2017 e ne presiede il board dal 20 aprile 2023; dal maggio 2025 ricopre anche la presidenza delle due joint venture assicurative della banca, Axa MPS Vita e Axa MPS Danni — circostanza che, secondo ISS, è destinata a fargli perdere i requisiti di indipendenza.

Sul fronte regolatorio, la Banca Centrale Europea avrebbe contattato il board in due occasioni, prima e dopo l’approvazione della lista, per verificare che Palermo possedesse una solida esperienza nel settore bancario. La Bce non considererebbe la guida della Cassa Depositi e Prestiti, ente privo di licenza bancaria ordinaria e non soggetto alla medesima vigilanza degli istituti di credito, equivalente a un’esperienza bancaria in senso stretto. Qualora i dubbi non venissero dissipati, l’autorità di vigilanza potrebbe allegare alla propria valutazione di routine cosiddette disposizioni accessorie: condizioni concrete e giuridicamente vincolanti, con scadenze precise, che possono includere percorsi di formazione obbligatoria.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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