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Obbligazioni: Barclays, per un vero rimbalzo serve un crollo delle azioni

Obbligazioni: Barclays, per un vero rimbalzo serve un crollo delle azioni

Le vendite di obbligazioni sui mercati globali hanno segnato una tregua nelle ultime ore, dopo che i rendimenti hanno camminato per giorni su livelli record. Negli Stati Uniti, i Treasury Bond a 10 anni sono scesi al 4,73% in termini di rendimento dopo aver toccato il massimo di 16 anni al 4,88%. I Bund tedeschi decennali rendono il 2,92% dal 3%il livello più alto dal 2011.

Il rallentamento della corsa dei rendimenti dei titoli a reddito fisso è arrivato dopo i dati pubblicati ieri sull’andamento dell’occupazione nei settori privati (ADP) degli Stati Uniti. Le assunzioni sono cresciute al ritmo più lento degli ultimi due anni e mezzo. In vista dei più importanti dati di domani sui non-farm payrolls, i numeri rilasciati fanno ben sperare per un raffreddamento del mercato del lavoro che possa spingere la Federal Reserve a indugiare nella sua politica monetaria restrittiva.

 

Obbligazioni: per Barclays le vendite riprenderanno 

Tuttavia non è ancora il caso di parlare di una svolta nel mercato obbligazionario, finito sotto pressione da quando la Fed ha ribadito, al termine della riunione del 19-20 settembre, che i tassi d’interesse rimarranno alti per un periodo di tempo lungo. Gli analisti di Barclays sono convinti che le vendite riprenderanno copiose, a meno che non vi sia un crollo prolungato delle azioni che indirizzi gli investitori verso gli asset a reddito fisso per coprirsi dalla volatilità. “Non esiste un livello magico di rendimento che, una volta raggiunto, possa attirare automaticamente abbastanza acquirenti per innescare un rally obbligazionario. Nel breve termine possiamo pensare a uno scenario in cui le obbligazioni si rialzino se gli asset rischiosi scenderanno bruscamente nelle prossime settimane” hanno scritto gli esperti della banca londinese.

Il sell-off insomma è pronto a riprendere, soprattutto se i dati sull’occupazione americana di questo venerdì saranno più forti del previsto. In ogni caso, Barclays reputa improbabile che la Fed allenti il suo programma di stretta quantitativa. “Inoltre, l’aumento dell’offerta obbligazionaria dovuto all’aumento del deficit sta anche facendo salire il premio a termine” ha riferito l’istituto di credito.

Un contributo al calo dei prezzi delle obbligazioni probabilmente verrà dagli investitori esteri, soprattutto dal Giappone, a giudizio di Barclays. “È probabile che gli investitori giapponesi, i maggiori detentori esteri di titoli del Tesoro, favoriscano il debito interno poiché i rendimenti aumenteranno quando la Banca del Giappone adeguerà la sua politica accomodante”. Al riguardo, il grande gestore patrimoniale PIMCO è convinto che entro la fine dell’anno l’istituto centrale nipponico abbandonerà il controllo sulla curva dei rendimenti dei titoli di Stato nazionali, dando una mano agli investitori che preferiscono investire nel debito nazionale.

 

Tutto nelle mani delle azioni

In definitiva, tutto dipende dalle azioni, per Barclays. Negli ultimi tre mesi, l’indice S&P 500 ha perso circa il 5% del suo valore, riducendo la performance da inizio anno all’11,05%. Tuttavia la banca britannica reputa che il calo trimestrale sia ancora troppo limitato per innescare un rimbalzo delle obbligazioni. “L’entità del sell-off obbligazionario è stata così sorprendente che le azioni sono probabilmente più costose di un mese fa, dal punto di vista delle valutazioni” hanno scritto gli analisti. “Riteniamo che l’eventuale percorso verso la stabilizzazione delle obbligazioni risieda in un ulteriore riprezzamento degli asset rischiosi”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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