Obbligazioni: 3 motivi per cui ora sono un'opportunità - Borsa&Finanza

Obbligazioni: 3 motivi per cui ora sono un’opportunità

Obbligazioni: 3 motivi perché nel 2023 sono un’opportunità

“Nel 2023 i risparmiatori avranno la possibilità di tornare a far fruttare i propri risparmi nella maniera più semplice e immediata”. Mondher Bettaieb-Loriot, portfolio manager e credit analyst di Vontobel AM, ha semplificato con queste parole il ritorno in auge dell’investimento obbligazionario, in particolare di quello investment grade. L’era dei tassi zero, che avevano portato le quotazioni delle obbligazioni a livelli insostenibili, è finita nel 2022 tra grandi sofferenze. Ora guardare al mercato obbligazionario significa poter spuntare rendimenti medi del 4,3% sui bond corporate europei. “È un valore medio – ha sottolineato Bettaieb-Loriot –, all’interno del mercato si trovano società come Generali che rendono di più”.

 

L’occasione sul mercato delle obbligazioni

Che sia finita l’era del tasso zero non significa che sia tornata quella delle obbligazioni come asset class difensiva. Nonostante l’opportunità che si è generata a seguito delle vendite che hanno caratterizzato l’anno in corso, ritornare a inserire in portafoglio i bond per perseguire obiettivi di stabilizzazione è una strada che non percorrerà Gianluca Ungari, head of portfolio management Italy di Vontobel. “Non è tanto la performance negativa dei mercati finanziari che ha reso particolare il 2022 – ha commentato – quanto la correlazione che si è sviluppata tra azioni e obbligazioni. Fino a quando ci sarà inflazione in un portafoglio multi asset è bene fare entrare le obbligazioni solo in funzione del rendimento che possono offrire”.

E nel 2023 questo rendimento ci sarà. Anzi, per Bettaieb-Loriot c’è già ora e sarebbe bene sfruttarlo in quanto sul mercato “ci sono spread ampi e rendimenti alti” mentre “lo scenario sta cambiando su tre fronti”:

 

  1. L’inflazione sta iniziando a scendere;
  2. L’atteggiamento delle banche centrali sta cambiando;
  3. La crisi energetica mostra segnali di miglioramento.

 

I rendimenti del mercato obbligazionario sono, secondo Mondher Bettaieb-Loriot, interessanti e destinati a scendere. Il che significa che acquistare obbligazioni ora può permettere di realizzare anche guadagni in conto capitale (la discesa del rendimento provoca un aumento delle quotazioni, oltre che incassare cedole elevate. “Oggi non c’è più bisogno di andare a cercare rendimento negli high yield o in mercati alternativi e questa è una buona notizia” ha affermato il portfolio manager di Vontobel AM, secondo cui il cambio di scenario a cui assisteremo nel 2023 si porterà via molti dei timori che hanno funestato il 2022.

In primis l’inflazione che “scenderà tanto velocemente quanto è salita. Possiamo già vederlo nei prezzi delle automobili usate, dei servizi sanitari, degli affitti. Erano saliti tantissimo, ora stanno iniziando a scendere o si stanno stabilizzando” ha affermato Bettaieb-Loriot che sottolinea come l’offerta di moneta sui mercati sia collassata.

 

Il grafico mostra l'andamento dell'aggregato monetario M2 versus quello dei prezzi al consumo
L’aumento dell’offerta di moneta M2 durante il periodo pandemico ha fatto salire i prezzi ma ora è diminuito con forza – Linea celeste: M2 Cina e G7 a/a % traslata in avanti di nove mesi; linea nera: prezzi al consumo globali % a/a – Fonte: Vontobel, elaborazione su dati Citi (settembre 2022).

 

Come conseguenza le Banche centrali, in particolare la Fed, hanno quasi terminato il loro lavoro. “Non sorprendetevi se la Fed taglierà i tassi di interesse il prossimo anno” ha detto con convinzione Bettaieb-Loriot, secondo cui oggi la Banca centrale statunitense ha una politica monetaria restrittiva. “Se guardiamo alle aspettative sull’inflazione a 5 anni forward elaborate dall’Università del Michigan, un termometro molto seguito dalla Federal Reserve, oggi le vediamo al 3%. I tassi di interesse sono stati portati dalla Fed nell’intervallo 3,75%-4% con l’ultima riunione, siamo già oltre, siamo già in restrizione”.

Per questo motivo, a cui si affiancano i segnali di rallentamento dell’economia, il portfolio manager di Vontobel AM ritiene che avremo due soli rialzi prima della fine della manovra della Banca centrale americana: “A dicembre 0,5 punti base e poi nel 2023 un altro rialzo di 25 punti base”. La Banca centrale europea potrebbe seguire un percorso simile con un picco dei tassi di interesse non così elevato come prezzato dai mercati. Anche perché l’Europa subirà un rallentamento economico più forte degli Stati Uniti.

Il terzo fattore che perderà forza con il nuovo anno è la crisi energetica. Dalla fine di agosto le quotazioni dei future sul gas naturale sono si sono ridotte di quasi tre volte. Anche nel settore energetico, come più in generale nelle catene di fornitura globali, ci si sta assestando su un nuovo equilibrio. “I prezzi del gas TTF ad Amsterdam rimarranno bassi dopo essere scesi, dati che i livelli delle riserve sono ora vicini al 90% e che gli europei sono molto più propensi a salire sul carro del risparmio energetico” ha confermato Bettaieb-Loriot.

 

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *