È tempo di tornare a guardare al mercato delle obbligazioni per diversificare i portafogli di investimento, sbilanciatisi sull’azionario durante l’era Tina (There is not alternative). La convinzione è stata espressa dal responsabile investimenti di Amundi, Vincent Mortier, durante un incontro con i giornalisti a Milano. In particolare Mortier ha tracciato un percorso in tre fasi, la prima delle quali ormai giunta alla sua conclusione:
- C’è stato un forte riprezzamento della curva dei rendimenti, soprattutto in Europa, dove solo sette mesi fa solo il 10% dei bond rendeva più dell’1% mentre oggi sono oltre il 95% le obbligazioni che rendono oltre il punto percentuale;
- L’attenzione dei mercati si sta spostando gradualmente dall’inflazione alla crescita. Ciò porta gli esperti di Amundi a ritenere che il processo di riprezzamento sia vicino alla conclusione e a prevedere una riduzione della volatilità dei rendimenti;
- C’è una maggiore visibilità sul percorso che seguiranno i prezzi al consumo dopo il balzo sorprendente che ha preso di sorpresa le Banche centrali (come ha ammesso il governatore BCE Christine Lagarde) , costringendole a reagire con decisione. Ora però l’incertezza sulle loro prossime decisioni è diminuita, il percorso è chiaro e i mercati obbligazionari lo hanno già scontato. I prezzi attuali sul mercato obbligazionario rappresentano quindi degli interessanti punti di ingresso.
Obbligazioni investment grade con valutazioni attraenti
In particolare, secondo gli strategist di Amundi, è l’Investment grade ad avere in questo momento le valutazioni più attraenti. Secondo Mortier l’IG è da preferire anche in ottica di riduzione della volatilità, destinata a rimanere elevata ancora per qualche tempo. Il consiglio è di adottare prudenza nell’investimento in parti del mercato più rischiose. Il Treasury e anche i bond europei appaiono, da questo punto di vista, delle interessanti opportunità e anche l’Italia, che si mantiene ai confini dell’Investment grade, potrebbe essere interessante a livelli di spread superiori ai 300 punti. La valutazione attuale, che vede il differenziale tra il BTP e il Bund decennali oscillare tra i 200 e i 250 punti viene considerata corretta da Mortier. Una posizione di equilibrio tra le spinte al rialzo derivanti dalle incertezze politiche (elezioni in Italia) e un processo di integrazione europea che ha fatto molti passi avanti. Senza dimenticare lo scudo anti-spread (il Transmission Protection Instrument) che la BCE è pronta a utilizzare nel caso il mercato metta sotto pressione alcune parti del mercato europeo delle obbligazioni sovrane.









