Outlook 2023 di Anima Sgr: recessione, svolta per gli investimenti - Borsa&Finanza

Outlook 2023 di Anima Sgr: recessione, svolta per gli investimenti

Una lente di ingrandimento inquadra un panorama in lontananza

Dopo un anno come il 2022, il 2023 non potrà che essere benvenuto per chi investe. Anch’esso, tuttavia, avrà i suoi problemi e le sue incertezze. In particolare, secondo l’outlook 2023 del team Anima Research, la prima parte dell’anno sarà quella in cui si soffrirà ancora.

 

Crescita asfittica per Stati Uniti ed Europa

Secondo le analisi del team di ricerca di Anima, presentate alla stampa da Fabio Fois, responsabile Investment Research and Advisory, e da Filippo Di Naro, responsabile Direzione Investimenti, il bilancio complessivo della crescita nel 2023 sarà molto magro per gli Stati Uniti e ancora di più per l’Europa. Complice una recessione che Oltreatlantico arriverà tra il secondo e il terzo trimestre e in Europa si estenderà dal trimestre attuale ai primi tre mesi del prossimo anno, gli Stati Uniti dovrebbero chiudere il 2023 +0,4%, l’area euro a +0,1%. La Cina è invece attesa ripartire e tornerà a crescere al suo potenziale a partire dal secondo trimestre, anche grazie all’abbandono della politica zero-Covid e salvo impennate del tasso di contagio.

 

La tabella con le previsioni sulla crescita 2023 in Europa, Stati Uniti e Cina, di Anima
La crescita 2023 in Europa, Usa e Cina. I dati cinesi sono in % annua, quelli di Europa e Usa in % trimestrale – Fonte: Anima Research

 

L’inflazione rallenta di più negli Stati Uniti

La seconda tessera del puzzle dell’Outlook 2023 di Anima è l’inflazione. I prezzi al consumo inizieranno a scendere nel 2023, ma mentre negli Usa questa discesa sarà più netta ed è già in corso, per l’Eurozona bisognerà aspettare il picco nel corso del primo trimestre dell’anno per poi assistere a una discesa più lenta. Una differenza legata alla presenza di alcuni fattori tecnici che hanno spinto i prezzi negli Stati Uniti e che ora verranno meno. Tra questi Fabio Fois ha citato la riduzione del costo degli affitti che “costituisce il 40% dal paniere della core inflation statunitense e che dovrebbe iniziare a scendere nel corso del primo trimestre, insieme a prezzi delle auto usate e spese sanitarie”. “Inoltre – ha proseguito Fois – l’Eurozona ha il problema dello shock energetico. L’inflazione è stata generata in parte da un evento esogeno ed è necessaria una contrazione della domanda per abbassarla”.

 

La tabella con le previsioni sull'inflazione nel 2023 in Europa, Cina e Stati Uniti, di Anima
Le previsioni di inflazione per il 2023. Fojnte: Haver Analytics, Anima Research

 

Banche centrali vicine alla fine del ciclo restrittivo

Il bilancio finale tra andamento della crescita e dell’inflazione nel 2023 lo faranno le Banche centrali, in particolare Fed e Bce, e su questa base muoveranno le loro politiche monetarie. La strada in parte è già tracciata per gli analisti di Anima Research: “Nel 2023 il ciclo di rialzi dovrebbe interrompersi e nella seconda metà dell’anno potrebbe addirittura essere avviato un ciclo di tagli”.

Tuttavia, anche in questo caso Stati Uniti ed Europa potrebbero andare in direzioni differenti. “Ci aspettiamo che la Federal Reserve entri in una fase di stasi nella manovra sui tassi di interesse, prima di svoltare e iniziare a ridurli nella seconda parte dell’anno. Per la Bce, partita in ritardo rispetto alla Fed nella lotta all’inflazione, la gestione potrebbe essere più difficile.

Secondo l’outlook 2023 di Anima Research, la Fed attuerà altri 125 punti base di restrizione tra dicembre 2022 e maggio 2023, portando il tasso sui Fed Funds dagli attuali 3,75%-4% a 5%-5,25%. “il presidente della Fed Jerome
Powell – ha commentato Fabio Fois – ha ripetuto più volte che la Fed vuole evitare di ripetere gli errori degli anni ’70 e ’80 e preferisce una stretta monetaria aggressiva e prolungata rispetto a una debole e breve”. Per quanto riguarda la Bce, l’attesa degli analisti di Anima è di avere i tassi di interesse al 2,75% a maggio 2023.

 

L’asset allocation dell’outlook 2023 di Anima Sgr

In conseguenza di quanto detto finora, Anima prevede una prosecuzione della volatilità sui mercati azionari anche nel 2023. Lo scenario migliorerà nella seconda parte dell’anno, una volta superata la fase recessiva e quando le Banche centrali avranno assunto atteggiamenti più accomodanti. I settori difensivi sono pertanto da preferire nella prima parte del 2023, per poi spostarsi gradualmente verso i settori ciclici, in particolare titoli finanziari e industriali. Simile lo scenario per il debito emergente, asset class rischiosa molto legata alle variazioni del dollaro e alle scelte di politica monetaria degli Stati Uniti.

Le prospettive sono invece positive per l’obbligazionario governativo dei paesi sviluppati. Il mercato, dopo il violento riprezzamento del 2022, si posiziona per la fine dei rialzi dei tassi di interesse della Banche centrali nel secondo trimestre dell’inflazione. “Anche il rallentamento marcato della crescita – ha aggiunto Filippo Di Naro – è supportivo per questa asset class”. Anche il comparto dell’Investment grade corporate avrà qualcosa di positivo da raccontare nel 2023. Dopo il 2022 drammatico, i rendimenti offerti da società solide sono molto interessanti. Inoltre l’asset class è meno vulnerabile al deterioramento delle metriche di credito che potrebbe verificarsi nel corso della prossima recessione e che impatterebbe in maggiore misura il segmento dell’alto rendimento.

Per quanto riguarda il mercato valutario, infine, Anima Research si attende un anno più favorevole all’euro che al dollaro, ma il biglietto verde non cederà facilmente lo scettro. “Siamo costruttivi su euro,yen e renminbi – ha sottolineato Di naro – mentre sulla sterlina manteniamo un giudizio più neutrale”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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