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Petrolio: per l’AIE nel 2023 la crescita della domanda diminuirà ma resterà alta

Petrolio: per l'AIE nel 2023 la crescita della domanda diminuirà ma resterà alta

Le quotazioni del petrolio si sono riprese negli ultimi giorni dopo che il WTI aveva toccato quota 70 dollari, livello che non vedeva da un anno. La rimozione dei vincoli legati al Covid-19 in Cina ha instillato negli investitori la convinzione che la domanda da parte del più grande importatore al mondo di greggio possa aiutare a sostenere le quotazioni.

Secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE), in questo 2022 la domanda da Pechino è diretta verso 15,4 milioni di barili giornalieri, il che significa una contrazione di 400 mila barili al giorno. Tuttavia, nel 2023 vi sarà un recupero di quasi 1 milione di barili, secondo l’agenzia con sede a Parigi. La preoccupazione per la domanda cinese, unita ai timori di una recessione globale, hanno contribuito a cancellare una buona parte dei guadagni del petrolio quest’anno sebbene, sottolinea l’AIE, in alcune aree la richiesta di greggio si sia mantenuta robusta.

 

Petrolio: la situazione della Russia

Quest’anno la produzione russa è cresciuta di 90 mila barili al giorno a novembre, raggiungendo una quota di 11,2 milioni giornalieri, appena 200 mila barili al giorno al di sotto dei livelli di prima dello scoppio della guerra Russia-Ucraina. Questi risultati sono andati al di là delle previsioni dell’AIE, ma l’agenzia osserva che le entrate di Mosca sono diminuite di 700 milioni di dollari a 15,8 miliardi di dollari, poiché i prezzi globali si sono abbassati e il petrolio russo ha dovuto attuare sconti molto forti dopo le sanzioni occidentali.

Da 5 dicembre, inoltre, è entrato in vigore l’embargo europeo oltre che il price cap imposto da Unione Europea, G7 e Australia. Questo potrebbe far scendere ulteriormente i prezzi del greggio proveniente dalla Russia, diminuendo ancora di più le entrate del Governo per finanziare il conflitto in Ucraina. Per il prossimo anno, l’AIE prevede che la produzione russa diminuirà di 1,4 milioni di barili al giorno.

 

Cosa attendersi per il 2023

Volgendo lo sguardo al prossimo anno vi sono alcuni elementi da considerare. Innanzitutto la variabile Cina, da cui dipende gran parte della domanda globale. “Mentre i livelli di restrizione in Cina rimangono elevati, il palcoscenico è ora pronto per una riapertura progressiva nel 2023”, ha affermato l’agenzia. Quindi, per il 2023 “prevediamo un aumento di 40 mila barili al giorno“, ha aggiunto.

Un altro fattore concerne l’arrivo dell’inverno e quanto sarà rigido, in quanto da questo dipende la quantità di combustibile richiesto. “Mentre ci muoviamo attraverso i mesi invernali e verso un bilancio petrolifero più stretto nel secondo trimestre del 2023, non si può escludere un altro rally dei prezzi“, ha affermato l’AIE.

Tenuto conto di tutti questi aspetti, l’ente energetico ha aumentato la stima per la crescita della domanda di petrolio di 100 mila unità al giorno a 1,7 milioni di barili giornalieri, in diminuzione rispetto alla crescita di 140 mila barili al giorno a 2,3 milioni del 2022.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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