Quadrivio e Microsoft investono nell’AI Made in Italy con un fondo di private equity

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Si chiama AI Private Equity Fund (Artificial Intelligence Pe Fund) il fondo europeo lanciato da Quadrivio Group in collaborazione con Microsoft per investire nelle realtà hi-tech che sviluppano prodotti e sistemi operativi per l’AI e accompagnare le Pmi nell’adozione dell’intelligenza artificiale. Uno tra i maggiori operatori nel settore del private equity e degli investimenti alternativi ha unito le forze con il colosso di Redmond, partner tecnologico dell’iniziativa, per plasmare quella che sarà a tutti gli effetti una filiera IT Made in Italy.

Presentato alla fine del 2024, il fondo è attivo dal 2025 ed è il primo nel ramo del private equity a puntare su aziende ad alto contenuto tecnologico attive nel segmento B2B che utilizzano e implementano soluzioni scalabili, sicure e sostenibili legate all’intelligenza artificiale. La raccolta chiuderà nel 2026 con il closing finale: il fondo prevede dieci investimenti complessivi con partecipazioni di maggioranza. Tuttavia, a seconda delle evoluzioni del mercato, il processo di fundraising potrebbe essere allungato.

 

In questo articolo:

 

  • Quadrivio e Microsoft, un fondo per l’AI Made in Italy
  • Qual è la missione di Artificial Intelligence Pe Fund
  • Il team che guida il fondo europeo da 300 milioni

 

Quadrivio e Microsoft, un fondo per l’AI Made in Italy

Artificial Intelligence Pe Fund è un fondo tematico di Quadrivio che si affianca ai quattro già attivati dalla società d’investimenti per il Made in Italy (fashion, design, beauty, food & wine, accessori per l’abbigliamento), la silver economy (prevenzione, qualità della vita, assistenza domiciliare avanzata) e l’industria 4.0 (innovazione tecnologica e transizione digitale nel manifatturiero e nei servizi). Il focus, in questo caso, è su imprese del B2B attive nei settori:

 

  • software e system integration;
  • cybersecurity;
  • data analytics;
  • edtech;
  • fintech;
  • robotica e automazione.

 

Il target di raccolta è di 300 milioni di euro, con limite massimo fissato a quota 400 milioni. Il primo closing è arrivato a 100 milioni. Il fondo investirà il 70% del capitale in Italia e il restante 30% tra Europa e Stati Uniti. Nel mirino di Quadrivio ci sono imprese con un Ebitda compreso fra i 5 e i 15 milioni di euro. I principali investitori sono europei, in maggioranza istituzionali e family office italiani. L’infrastruttura tecnologica è affidata a Microsoft, che mette a disposizione la sua rete di partner, le competenze maturate sul campo, le piattaforme cloud e i modelli avanzati di intelligenza artificiale generativa.

 

Qual è la missione di Artificial Intelligence Pe Fund

“La missione di Artificil Intelligence Pe Fund – si legge nel comunicato di lancio – sarà quella di promuovere investimenti strategici e di maggioranza in aziende di piccole medie dimensioni, leader nel proprio mercato di riferimento e con una forte predisposizione all’internazionalizzazione”. “La strategia di investimento – prosegue la nota – punta a creare valore nelle società attraverso l’applicazione e l’integrazione di soluzioni AI, a favorire strategie buy & build, oltre che a promuovere l’espansione e il consolidamento internazionale delle stesse”.

Quadrivio vuole supportare le Pmi a compiere il salto definitivo per l’introduzione dell’AI nei processi produttivi grazie a una serie di fusioni e acquisizioni tra operatori IT. L’attenzione alle piccole e medie imprese attive nel segmento B2B è rivolta a cascata al manifatturiero, il cuore dell’economia italiana tra agroalimentare, meccanica di precisione, moda e design. In Italia le Pmi sono oltre 4 milioni, impiegano più di 16 milioni di persone e rappresentano il 78% dell’occupazione totale del settore privato. Ma sul fronte tecnologico stentano ancora, con un tasso di adozione dell’intelligenza artificiale inferiore alla media europea.

L’accelerazione del processo di transizione tecnologica attraverso le partecipate punta a riunire le frammentate realtà IT in un unico ecosistema industriale, creando valore e competenze, un decisivo cambio di mentalità dei management e soprattutto uno scatto di competitività. Si stima infatti che l’adozione dell’intelligenza artificiale nei modelli di business delle aziende italiane di piccole e medie dimensioni possa accrescerne il valore di 122 miliardi di euro nei prossimi 15 anni.

 

Il team che guida il fondo europeo da 300 milioni

L’amministratore delegato del gruppo Alessandro Binello e il ceo Walter Ricciotti hanno affidato la gestione del fondo al managing partner Fabio Boschi, manager che in passato ha guidato Pmi innovative nei settori manifatturiero e dei consumi. Nel consiglio consultivo senior sono presenti Roberto Crapelli (il managing partner di Industry 4.0 Fund), Francesco Profumo (ex presidente del Cnr, ex ministro dell’Istruzione del governo Monti e attuale presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo) e Vincenzo Esposito, l’ad di Microsoft Italia.

“L’intelligenza artificiale non rappresenta un asteroide che una volta arrivato rimodellerà tutto, ma piuttosto una nuova linfa che sta rigenerando i modelli di business di molte aziende – ha dichiarato Boschi –. In tutti i settori caratterizzati da un elevato numero di dati necessari a definire un percorso efficiente ed efficace e in particolare laddove i cosiddetti Wins (Words, Images, Numbers, Sounds) ne costituiscono il fulcro, l’AI sta aprendo una nuova era dove prevarranno le Pmi che sapranno comprenderla, accompagnarla ed evolvere con essa il proprio core business”.

“Dopo qualità e creatività, la nuova frontiera del Made in ltaly si gioca sull’intelligenza artificiale – ha affermato Roberto Crapelli, il managing partner di Quadrivio Group –. Vogliamo passare dal Made in Italy al Made in AI”. “Il system integrator del futuro non sarà solo un esperto di tecnologia – ha aggiunto Christian Parmigiani del value creation team di Quadrivio –, ma dovrà comprendere a fondo il business dell’azienda e misurare il ritorno sull’investimento delle iniziative AI”. L’obiettivo è chiaro: cogliere il potenziale fortemente trasformativo dell’intelligenza artificiale e metterlo a disposizione del sistema economico italiano.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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