Renminbi al più grande calo mensile della sua storia, ecco perché

Renminbi al più grande calo mensile della sua storia, ecco perché

Renminbi al più grande calo mensile della sua storia, ecco perché

Il renminbi cinese chiuderà probabilmente il mese facendo registrare il più grande calo mensile mai avuto. Ad aprile la valuta di Pechino ha perso oltre il 4% nei confronti del dollaro statunitense, facendo peggio del 2015, quando la People’s Bank of China attuò una svalutazione una tantum della propria moneta, o del 2018 nel pieno della guerra commerciale tra USA e Cina. 

Ad aver oggi intensificato il sell-off del renminbi, la notizia riportata dall’agenzia di stampa cinese Xinhua che il Governo sta per attuare un pacchetto di spesa infrastrutturale a tutto campo, con lo scopo di coprire i danni generati dalla chiusura delle attività in alcune città cinesi come Shanghai a causa Covid-19. In particolare Xi Jinping avrebbe promesso ulteriori misure a sostegno del mercato immobiliare, che in questo momento è moribondo nel Paese, oltre a provvedimenti di carattere valutario con l’obiettivo di sostenere la crescita economica e di stabilizzare l’economia. 

La caduta del renminbi è stata inasprita dalla vendita di asset cinesi da parte degli investitori esteri, in quanto i rendimenti in crescita dei titoli di Stato USA hanno superato quelli sulle obbligazioni in renminbi per la prima volta negli ultimi 12 anni. Ciò ha determinato deflussi che hanno aumentato la pressione valutaria. Ken Cheung, capo stratega dei cambi in Asia presso la Mizuho Bank, ha affermato che i deflussi esercitano ulteriore pressione sul renminbi mangiando l’avanzo commerciale della Cina.

 

Renminbi: la reazione della PBoC

Adesso cosa farà la PBoC? La Banca Centrale cinese in realtà consente al renminbi un’oscillazione massima del 2% rispetto al punto medio della fascia di negoziazione stabilita giornalmente. Quindi potrebbe intervenire per fermare le vendite, scoraggiando qualsiasi velleità speculativa sulla valuta. Questa settimana tuttavia ha impostato il punto medio della banda di oscillazione in maniera più debole rispetto a quanto previsto dai mercati. 

Secondo Cheung, la PBoC potrebbe adottare misure per stabilizzare il mercato. In verità l’esperto si aspettava che l’istituto monetario avrebbe reimpostato un premio sui contratti a termine in valuta che aveva eliminato nell’ottobre 2020, per rendere più costoso puntare sulle mosse del renminbi. 

A giudizio di Steve Cochrane, capo economista dell’area Asia-Pacifico di Moody’s, l’indebolimento del renminbi è un aspetto positivo per l’economia cinese, che si basa fondamentalmente sull’export. Questo spiega in parte il motivo per cui non vi siano ulteriori mosse politiche atte a frenare l’andamento del tasso di cambio con il dollaro. 

Quest’ultimo comunque  è condizionato fortemente anche dalla politica monetaria della Federal Reserve, che quest’anno si appresta a stringere sul costo del denaro per almeno 7 volte, generando giocoforza un rafforzamento del biglietto verde.

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