Rialzo tassi d'interesse? Ecco 2 soluzioni per i risparmiatori 
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Rialzo tassi d’interesse? Ecco 2 soluzioni per i risparmiatori 

Rialzo tassi d'interesse? Ecco 2 soluzioni per i risparmiatori 

A partire dalla riunione del 15-16 marzo, la Federal Reserve alzerà i tassi d’interesse. L’inflazione ormai ha raggiunto un livello negli Stati Uniti che necessita un intervento deciso da parte dell’Autorità monetaria, sebbene rispetto a qualche tempo fa bisognerà procedere con maggiore cautela alla luce dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Il pericolo infatti di una recessione è dietro l’angolo ed è quindi probabile che Jerome Powell alzerà il costo del denaro solo di 25 punti base e non di 50 come il mercato si aspettava prima dell’invasione russa. Ad ogni modo la stretta sarà solo la prima di una serie che, salvo eventi catastrofici, dovrebbe essere abbastanza lunga. Il punto è che l’aumento dei tassi si tradurrà inizialmente in una risalita del costo dei mutui alle famiglie e dei finanziamenti alle imprese, ma non in una crescita del rendimento riconosciuto ai risparmiatori sui depositi. Kurt Spieler, Chief Investment Officer per la divisione di gestione patrimoniale presso la First National Bank di Omaha, spiega questo soprattutto con il fatto che il sistema finanziario è pieno di liquidità in questo momento e ha meno esigenze di attirare i depositi con tassi più alti.

 

 

Risparmi: le contromisure per tassi d’interesse più alti

A questo punto sorge la necessità da parte delle persone che hanno dei risparmi presso le loro banche di tutelarsi cercando delle soluzioni. Ve ne possono essere 2 in particolare. La prima consiste nel selezionare accuratamente le banche, non trascurando quelle online che spesso offrono dei ritorni più interessanti in virtù di minori costi sostenuti. Ci sono degli istituti di credito che hanno molta liquidità e non riescono a piazzarla tutta con i prestiti, in tali casi è molto difficile che aumentano i tassi sui depositi. Viceversa, esistono banche che hanno all’attivo un numero elevato di mutui e finanziamenti che necessitano di essere equilibrati con nuovi depositi, per questo sono disposte a riconoscere un rendimento maggiore. Inoltre, ci sono da considerare altre realtà minori o arrivate da poco sul mercato che, per restare competitive e attrarre nuovi clienti, garantiscono delle condizioni allettanti che è difficile trovare altrove. In genere, si può dire che le grandi banche leader sulla piazza difficilmente saranno smosse dalla tendenza a far lievitare i tassi di mutui e prestiti molto prima di quelli sui depositi.La seconda soluzione è quella di mollare i depositi bancari e investire i propri fondi in asset fruttiferi senza assumersi il rischio della volatilità di mercato delle azioni. Ad esempio sono molto interessanti gli I-Bond, ossia una particolare categoria di Buoni del Tesoro che proteggono totalmente dall’inflazione, oltre a garantire un tasso di interesse fisso. I titoli hanno una durata minima di un anno e l’interesse viene guadagnato mensilmente. L’unico inconveniente è che, se si riscattano entro 5 anni, gli I-Bond non riconoscono gli ultimi 3 mesi di interessi. Alla fine, vista l’alta liquidità, lo strumento può essere utilizzato come una sorta di fondo di emergenza, pagando una piccola penale come se fosse un’assicurazione nel caso ci dovesse essere il riscatto prima del quinquennio.

 

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