Risparmio gestito: tutte le ragioni del consolidamento

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Il settore del risparmio gestito attraversa un periodo di significativo consolidamento, Negli ultimi anni numerose fusioni e acquisizioni hanno modificato il panorama competitivo portando alla creazione di grandi attori dominanti. PitchBook, società attiva nel settore del venture capital, in un recente studio ha evidenziato un aumento del 20% delle operazioni M&A nel settore finanziario europeo nel 2023. Tra le operazioni citate anche l’acquisizione di Kairos Partners da parte di Anima, accordo siglato a novembre.

“I gestori patrimoniali puntano sempre più a offrire una gestione patrimoniale completa, utilizzando fusioni e acquisizioni per rafforzare le proprie capacità e aumentare la propria quota di mercato” spiega un report elaborato da Cerulli Associates, intitolato Wealth Manager Consolidation: Analyzing the Factors Behind a Ripe M&A Deal Environment, che offre una panoramica delle dinamiche che alimentano questo fenomeno e prevede ulteriori impatti sui mercati.

 

Cosa spinge il consolidamento nel risparmio gestito

Diversi fattori chiave guidano il consolidamento nel settore del risparmio gestito e della gestione patrimoniale. Negli ultimi dieci anni la ricerca di crescita dimensionale è stato uno degli obiettivi principali delle operazioni di M&A nel comparto. Questo ha portato a un mercato dominato da pochi attori principali. Secondo il report di Cerulli oggi il 57% degli asset in gestione (AUM) è nelle mani delle prime cinque società di asset management che il Thinking Ahead Institute identificava a fine 2022 in:

 

  1. BlackRock
  2. Vanguard
  3. Fidelity Investments
  4. State Street Global
  5. J.P. Morgan Chase

 

Tuttavia non si tratta solo di una crescita dimensionale. I gestori patrimoniali si stanno muovendo verso la fornitura di servizi a 360 gradi. In tal senso le operazioni di fusione e acquisizione servono a rafforzare la capacità in ambiti dove non si è presenti ed espandersi lungo la catena del valore. Per Cerulli ciò avviene in risposta a una precisa richiesta della clientela. Il 57% delle famiglie interpellate nello studio preferirebbe avere tutte le attività finanziarie presso un unico istituto (il 32% già lo fa).

In generale, lo studio di Cerulli ha identificato sei chiavi di lettura delle operazioni di fusione e acquisizione nel settore del risparmio gestito:

 

  • Crescita dimensionale;
  • Inserimento di nuove capacità;
  • Ingresso in nuovi canali;
  • Rafforzamento delle capacità tecnologiche;
  • Catturare un segmento maggiore della catena del valore;
  • Espansione geografica.

 

Attenzione a questi rischi

Sebbene le operazioni di M&A nel settore dell’asset management apportino dei benefici, l’unione di due gruppi è sempre un processo difficile. Bing Wildert, direttore generale di Cerulli, sottolinea come “a seguito di una fusione o acquisizione, le aziende raramente emergono come macchine ben oliate che forniscono capacità e offerte di servizi di altissimo livello. L’integrazione verticale dei sistemi tecnologici, la migrazione degli account dei clienti e i cambiamenti nella cultura del posto di lavoro sono tutti potenziali punti critici quando un’organizzazione si ristruttura”.

Per questo motivo, secondo l’analisi di Cerulli le società di gestione patrimoniale che decidono di effettuare un’acquisizione devono avere un piano per trasferire i clienti verso modelli di servizio che soddisfino le loro esigenze.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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