Riunione BCE: il dilemma, inflazione o crescita

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La riunione BCE che si concluderà domani nel primo pomeriggio non modificherà il livello attuale dei tassi di interesse nella zona euro, che rimarranno fermi al 4,25%, mentre i tassi di deposito si attestano al 3,75% dopo il primo taglio di 25 punti base effettuato in giugno.
Anche le attese per il meeting successivo, il 12 settembre, danno al momento elevate certezze: si attende una seconda riduzione dello 0,25% al 4%. Attenzione però ai dati che verranno pubblicati tra la riunione BCE di luglio e la seguente, nonché alle convulsioni politiche della Francia.

 

Gli indicatori da tenere d’occhio tra la riunione BCE di luglio e quella di settembre

Shaan Raithatha, strategist senior di Vanguard, consiglia di tenere d’occhio tre indicatori da ora a settembre:

 

  • I dati flash sull’inflazione che verranno resi noti a luglio e agosto;
  • La pubblicazione dei salari, della produttività e dei profitti aziendali per il secondo trimestre.

 

Da qui potrebbero arrivare brutte sorprese per chi si attende un taglio dei tassi di interesse a settembre. “Sebbene i principali membri del Consiglio direttivo della BCE, come il vicepresidente Luis de Guindos, abbiano dichiarato che l’inflazione sarà irregolare nel breve termine e che ciò non dissuaderà la BCE dall’effettuare tagli, sorprese significative al rialzo di questi dati, in particolare sul fronte dei servizi, potrebbero essere sufficienti a giustificare il mantenimento della politica fino al quarto trimestre” è il commento dello strategist.

 

Riunione BCE: “political dependency”

La BCE in questo momento potrebbe dover tenere conto anche dello scenario politico che si sta delineando nel Vecchio continente, in particolare in Francia. Secondo Jill Hirzel, senior investment specialist di Insight Investment (BNY Investments), “la Banca centrale europea monitorerà attentamente gli eventi in Francia, dove i partiti di sinistra stanno cercando di raggiungere un accordo per un nuovo primo ministro. Un compromesso tra partiti rischia di indebolire il rigore fiscale e aumentare le pressioni inflattive, ma un mancato accordo potrebbe d’altro canto creare un’incertezza politica tale da frenare la crescita”.

Per Kevin Thozet, membro del Comitato per gli investimenti di Carmignac, il peso maggiore della situazione in Francia si scaricherà sulla crescita: “L’incertezza politica potrebbe pesare sulla Francia, la seconda economia della regione, con una riduzione della fiducia delle imprese e delle famiglie”.

 

Inflazione o crescita?

Il dilemma che sarà alla base delle scelte nella prossima riunione della BCE e in quelle successive è quello tra crescita e inflazione, ovvero il tema della data dependency più volte richiamato dalla presidente Christine Lagarde. Richiamo che ci sarà anche domani a parere degli analisti di Goldman Sachs: “Ci aspettiamo che nella conferenza stampa la Lagarde mostri un tono simile ai suoi commenti a Sintra, riconoscendo la persistenza dell’inflazione nei servizi ma concludendo che il processo di disinflazione generale rimane sulla giusta strada”.

L’inflazione nei servizi è particolarmente importante per la BCE in questo momento. Su di essa si scaricano le dinamiche salariali. Inoltre la stagione estiva ha già portato a un innalzamento dei prezzi. “L’inflazione di fondo di giugno (stabile al 2,9%) ha sorpreso leggermente al rialzo (di 0,1%) rispetto alle previsioni medie della Banca centrale europea per il secondo trimestre” fa notare Thozet, che prosegue: “È improbabile che l’inflazione dei servizi tenda a diminuire, con i grandi eventi estivi che aggiungono vivacità ai prezzi di hotel e ristoranti. Ad esempio, basandosi su Londra 2012 e sulla stretta attuale nel mercato del lavoro, le Olimpiadi di Parigi potrebbero aggiungere oltre 10 punti base all’indice dei prezzi al consumo tra luglio e agosto, e il tour europeo di Taylor Swift probabilmente contribuirà all’aumento dei prezzi (l’anno scorso, il tour di Beyoncé ha aggiunto tra 0,2 e 0,3 punti percentuali all’inflazione svedese)”.

Nel frattempo la crescita europea si indebolisce. Per gli analisti di Goldman Sachs “è probabile che la crescita risulti leggermente inferiore alle proiezioni di giugno nel secondo trimestre”. “Lo slancio della crescita ha deluso – aggiunge Raithatha -. Ad esempio, si veda la produzione industriale tedesca e il PMI dei servizi dell’area dell’euro. La ripresa dell’attività manifatturiera ha deluso a giugno, sebbene gli effetti stagionali potrebbero giocare un ruolo, dato il numero di giorni festivi nella regione”. Gli indicatori di previsione a breve termine collocano l’espansione del PIL della regione a un tasso marginalmente positivo per l’anno in corso, ma la ripresa dell’attività manifatturiera ha deluso a giugno.

 

BCE, le attese per le riunioni successive

Le aspettative degli analisti per le riunioni BCE che mancano da qui alla fine dell’anno sono sostanzialmente allineato ma iniziano a divergere quando si sposta l’orizzonte al 2025.

Il taglio dei tassi in settembre, così come la pausa nella riunione di luglio, è dato per scontato ma, secondo Geoff Yu, EMEA market strategist di BNY Mellon, “la BCE avrà bisogno di ulteriori conferme sul calo delle aspettative dell’inflazione prima di accelerare il passo sul taglio dei tassi”.

Kevin Thozet di Carmignac nota che “il mercato prevede a malapena due tagli per il resto dell’anno e altri due per il 2025” ma che le obbligazioni a breve e media scadenza “potrebbero iniziare a prezzare maggiormente un ciclo di allentamento. Esse rappresentano la grande maggioranza dei nostri investimenti in ambito sovrano europeo”.

Per Shaan Raithatha di Vanguard la BCE manterrà un ritmo trimestrale nella riduzione dei tassi di interesse. Ciò significa che il tasso di deposito dovrebbe scendere al 3,25% entro fine anno e attestarsi al 2,25% entro la fine del 2025. I tassi di interesse a livello centrale dovrebbero invece scendere al 3,75% e al 2,75%.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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