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Rublo-renminbi: la Cina aumenta banda di oscillazione

Rublo: la Cina aumenta la banda di oscillazione con renminbi, ecco cosa significa

Il rublo guadagna qualche posizione nel mercato valutario, dopo la decisione da parte della Cina di allargare la banda di oscillazione nei confronti del renminbi. L’annuncio è arrivato dal China Foreign Exchange Trade System, che ha stabilito che a partire da venerdì 11 marzo sarà consentito alla moneta russa di variare fino al 10% rispetto a quella cinese, da un punto medio giornaliero fissato dalla People’s Bank of China.

Pechino non ha un sistema di cambio flessibile nel proprio territorio, ma ogni mattina la Banca Centrale stabilisce una parità per i cambi intorno alla quale viene stabilito un intervallo di variazione, per la maggior parte dei cross valutari del ±5%. Bisogna risalire al 2014 per trovare una mossa simile da parte del Dragone, quando all’epoca fu raddoppiato l’intervallo di oscillazione tra dollaro USA e yuan al 2%.

 

Quali effetti nei rapporti tra Russia e Cina della decisione sulla banda di oscillazione?

Cosa significa questa decisione della Cina in un momento storico così delicato come questo? La Russia sta letteralmente affondando dal punto di vista finanziario a seguito delle ripetute sanzioni imposte dall’Occidente. Il debito pubblico sta per andare in default, nonostante i tentativi del Governo e della Banca di Russia di salvare la baracca. Il rublo continua a essere venduto sul mercato valutario e sono davvero in pochi quelli che oggi punterebbero su una valuta ostracizzata in ogni parte del mondo.

La Cina in questo contesto si è astenuta dal colpire Mosca con proprie sanzioni, anche e soprattutto perché il Paese guidato da Vladimir Putin rappresenta un fornitore chiave di petrolio e gas naturale. Ma c’è di più, ovviamente. I 2 Paesi hanno cristallizzato negli anni un patto anti-occidentale per de-dollarizzare il commercio bilaterale, in particolare da quando la Russia è stata sottoposta a sanzioni per la prima volta nel 2014, con l’annessione della Crimea. Quindi sembra chiaro che quello di Pechino sia un evidente ricorso a soccorrere un alleato claudicante.

Questo dimostra che la posizione assunta da Xi Jinping sia di una neutralità ragionata ma che potrebbe sfociare in qualcosa di diverso, una volta fatti tutti i calcoli del caso. Il cambio di fascia di negoziazione ha quindi lo scopo di sostenere il commercio tra Cina e Russia in considerazione della recente volatilità del rublo. Ciò implica che non vi è di fatto alcuna intenzione da parte della seconda superpotenza mondiale di interrompere i rapporti con Mosca, come ormai stanno facendo gradualmente le aziende di tutto il mondo.

Ken Cheung, capo stratega dei cambi asiatici presso Mizuho Bank, ha affermato che la decisione di allargare l’intervallo di prezzo faciliterà il commercio, migliorando la liquidità del mercato. A suo giudizio, mantenendo la banda del 5%, sarebbe stato estremamente difficile stabilire il tasso di cambio tra rublo e renminbi.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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