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Stellantis che fare con l’azione dopo avvio seconda fase buyback

Una catena di montaggio del gruppo Stellantis. In primo piano una Jeep

Stellantis ha annunciato l’avvio della seconda fase del programma di riacquisto di azioni proprie per un valore massimo di 3 miliardi di euro, precedentemente annunciato il 15 febbraio scorso. L’azienda ha firmato un accordo con una società di investimento che deciderà quando effettuare gli acquisti indipendentemente da Stellantis, fino a un importo massimo di 1 miliardo di euro. La seconda fase del programma è iniziata lo scorso 23 maggio e terminerà entro il 30 agosto.

Stellantis prevede di annullare le azioni ordinarie acquisite tramite questo programma, a eccezione di quelle che saranno destinate ai futuri piani di azionariato per i dipendenti e ai piani di compenso basati su azioni per un valore fino a 500 milioni di euro.

L’obiettivo è di incoraggiare la cultura della proprietà delle azioni tra i propri team, evitando nel contempo la diluizione per gli azionisti attuali. Al momento, l’autorizzazione residua per il programma di riacquisto ammonta a circa 297 milioni di azioni. Stellantis detiene attualmente 172.498.930 di azioni ordinarie proprie che rappresentano il 4,28% del totale del capitale sociale emesso, comprese le azioni ordinarie e speciali.

 

Azioni Stellantis: quotazioni alle prese con il supporto a 20 euro

Le azioni Stellantis sembrano essere impostate al rialzo nel breve termine nonostante la performance negativa registrata nella seduta di venerdì (-0,46%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente ribassista che le ha portate a realizzare un minimo sul livello 19,968 euro, per poi rimbalzare leggermente nel corso del pomeriggio.

Dopo il massimo storico toccato lo scorso 26 marzo sul livello 27,350 euro, l’azione ha drasticamente invertito la propria rotta con un violento e perdurante movimento ribassista, posizionandosi al di sotto di una ben delineata trendline discendente, e senza alcun ritracciamento degno di nota, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente in area 20 (2 maggio).

Da quel momento i corsi hanno iniziato a muoversi in laterale all’interno di una stretta congestione senza mai superare la soglia dei 21,560 euro. Poiché il già citato supporto sul livello 20 sembra tenere (toccato più volte ma mai violato) per l’immediato futuro è lecito attendersi un rimbalzo che riporti le quotazioni verso il livello superiore della compressione di volatilità che ha accompagnato Stellantis durante il mese scorso.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 20,380 con target nell’intorno dei 21 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 20 con obiettivo molto vicino al livello 19,380. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Supertrend mentre sia l’indicatore Parabolic Sar che la media mobile a 25 sono diventati ribassisti a inizio aprile. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 39.


L’andamento di breve termine del titolo STELLANTIS

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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