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Tassi di interesse: chi taglierà per prima tra Fed e BCE?

Nell'immagine Christine Lagarde della BCE e Jerome Powell della Fed presenziano congiuntamente a un incontro pubblico

Jerome Powell e Christine Lagarde hanno riacceso i mercati finanziari con messaggi accomodanti sui tassi di interesse. I governatori rispettivamente della Federal Reserve e della Banca centrale europea hanno apparecchiato la tavola per il primo taglio dopo un lungo periodo di restrizione monetaria, spingendo al rialzo le Borse delle due sponde dell’Atlantico.

Powell ieri ha testimoniato davanti al Congresso dichiarando che la Fed “non è lontana dall’avere la fiducia necessaria per iniziare a tagliare” e alimentando la speranza del mercato che la prima sforbiciata possa essere una cosa imminente. “Stiamo diventando più fiduciosi sul fatto che l’inflazione si stia muovendo in modo sostenibile verso il 2%. E quando avremo la fiducia totale e non saremo lontani da quella soglia, sarà opportuno ridurre il livello di restrizione in modo da non portare l’economia in recessione”.

Non è stato molto diverso il segnale lanciato da Christine Lagarde alcune ore prima, in occasione della conferenza stampa a chiusura della consueta riunione periodica di politica monetaria della BCE. Lasciando fermi i tassi di interesse al 4,5% (4% i tassi sui depositi), la presidente dell’Eurotower si è detta fiduciosa sulla riduzione del carovita verso il target di lungo periodo. Tuttavia ha precisato che l’istituto monetario necessita di “ulteriori prove” di un percorso in tale direzione. Prove che in parte potrebbero arrivare già ad aprile, ma sarà soprattutto a giugno si avrà un quadro più completo con tutti i dati necessari sul mercato del lavoro.

 

Tassi di interesse: ecco chi farà la prima mossa

Quindi, chi taglierà i tassi di interesse per prima tra Fed e BCE? Dai mercati arrivano le prime risposte. L’euro si è rafforzato nei confronti del dollaro, il che implica che i trader valutari si aspettano che Francoforte si muova in anticipo. Lagarde ha già fatto capire che giugno potrebbe essere la data fatidica, mentre Powell appare più cauto in virtù della forza dell’economia americana. Se la BCE dovesse anticipare la collega americana, si verificherebbe una cosa insolita, perché normalmente è la Fed a tracciare un percorso, seguita a ruota dall’Eurotower. “Lagarde è stata la più esplicita possibile per un taglio dei tassi a giugno” ha detto l’analista capo di Danske Bank, Piet Christiansen.

Tuttavia alcuni economisti ritengono che fare il primo passo per la BCE la metterebbe nelle condizioni di smorzare l’entità dei tagli complessivi. “L’incertezza permane in termini di ritmo di allentamento una volta avviato il ciclo di taglio dei tassi”, ha affermato Frederik Ducrozet, responsabile della ricerca macroeconomica di Pictet Wealth Management. Dello stesso avviso è Carsten Brzeski, economista della banca olandese ING, secondo cui “questa volta il messaggio è stato chiaro da parte di Lagarde, che sta cercando di tagliare a giugno. La domanda più grande è quanto velocemente taglierà da quel punto”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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