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Tassi Fed: ora il mercato sconta solo due tagli nel 2024

Tassi Fed: ora il mercato sconta solo due tagli nel 2024

Gli investitori si stanno convincendo che i tassi Fed non saranno tagliati di quanto indicato nell’ultima riunione della Banca centrale USA il mese scorso. In quell’occasione il governatore della Federal Reserve, Jerome Powell, ha confermato che entro la fine del 2024 l’istituto monetario abbasserà il costo del denaro per tre volte. Tuttavia il mercato degli swap sui tassi di interesse sta scontando circa 60 punti base di allentamento monetario, il che implica due tagli di cui il primo entro settembre.

Alla base di questa valutazione c’è un’economia USA ancora in grande spolvero, come testimoniato dai dati economici. L’ultima conferma è arrivata dal mercato del lavoro. Nel mese di marzo ci sono stati 303 mila nuovi occupati nei settori non agricoli, molto al di sopra dei 212 mila attesi. Nello stesso tempo il tasso di disoccupazione è scivolato al 3,8%, al di sotto del 3,9% previsto dal consensus.

In questo momento non c’è nemmeno l’ombra della recessione paventata fino allo scorso anno e quindi i responsabili della politica monetaria della Fed potrebbero non vedere alcuna urgenza di tagliare i tassi di interesse. Tra l’altro l’inflazione è ancora ostica, essendosi attestata, nell’ultima rilevazione al 3,2%. Un livello ben lontano dall’obiettivo di lungo periodo della Banca centrale al 2%. Questa settimana saranno rilasciati i dati sull’indice dei prezzi al consumo che forniranno un quadro ancora più nitido della situazione generale.

 

Tassi Fed: per gli economisti rimarranno alti a lungo

A sostenere la tesi che i tassi Fed rimarranno alti ancora per un po’ è l’amministratore di JPMorgan Chase, Jamie Dimon, che nella consueta lettera annuale agli azionisti ha avvertito come l’elevata spesa pubblica potrebbe tenere alti tassi e inflazione per un tempo più lungo di quanto i mercati si aspettano. “È importante notare che l’economia è alimentata da grandi quantità di spesa pubblica in deficit e dagli stimoli passati” ha scritto Dimon. “C’è anche una crescente necessità di aumentare la spesa mentre continuiamo la transizione verso un’economia più verde, ristrutturando le catene di approvvigionamento globali, aumentando la spesa militare e combattendo l’aumento dei costi sanitari”.

La dinamica dei tassi di interesse dipenderà dai dati, sottolinea Rainer Guntermann, strategist di Commerzbank, che mette in evidenza come sia molto importante che l’inflazione diminuisca e non acceleri di nuovo affinché la Fed si muova in senso accomodante. “Dopo il rapporto sorprendentemente forte sulle buste paga di venerdì e i commenti da falco di alcuni membri della Fed durante il fine settimana, i dati sull’inflazione statunitense di mercoledì saranno cruciali” ha detto. La scorsa settimana il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari ha ventilato la possibilità che nessun taglio dei tassi di interesse venga effettuato quest’anno se il costo della vita non dovesse imboccare nuovamente la strada della discesa.

“Personalmente, non sarei sorpreso se vedessimo meno tagli dei tassi” ha dichiarato George Lagarias, capo economista di Mazars Wealth Management. Quella americana “è un’economia forte”, ha aggiunto, anche se “sostenuta dal debito”. Questo significa che “la Fed farà fatica a trovare il pretesto per tagliare presto i tassi”, ha concluso.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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