I titoli di Stato italiani attraggono per il loro rendimento superiore rispetto a quello di altri governativi dell’area euro. Il Btp a 30 anni, per esempio, rende intorno al 4,5% mentre sulla parte a breve della curva si arriva al 2%. Nonostante ciò, secondo Daniele Bivona, portfolio manager di AcomeA, il profilo di rischio/rendimento non è attraente nell’attuale fase del ciclo economico. “Il tratto breve è ancora fortemente ancorato alla politica monetaria della BCE e i rendimenti rimangono compressi tra il 2% e il 2,50% sull’anno, mentre la parte lunga della curva ha risentito del recente rialzo dei rendimenti core europei, innescato in parte dall’annuncio del nuovo piano fiscale tedesco”. E allora, dove cercare valore sui titoli di Stato?
I titoli di Stato più interessanti dell’eurozona
Nella gestione dei portafogli dei fondi AcomeA Performance e AcomeA TR Breve termine, Daniele Bivona guarda alle recenti variazioni di prezzo dei titoli di Stato. Gli annunci sui piani di investimento in difesa e infrastrutture hanno generato una correzione nelle quotazioni delle obbligazioni sovrane dei Paesi europei, ma “non ancora generato livelli di rendimento tali da offrire un punto di ingresso particolarmente interessante”. Il portfolio manager ammette comunque che “l’area del decennale del Btp intorno al 4% di rendimento può rappresentare una soglia psicologica importante, soprattutto per la clientela retail, e potrebbe generare un certo supporto tecnico in termini di domanda”.
Se il posizionamento sui Btp è “neutrale”, AcomeA ha iniziato a costruire posizioni “vicino ai minimi sulla duration core e semi-core (Germania, Austria e Francia) dove la parte lunga ci sembra offrire un profilo di rischio rendimento più asimmetrico rispetto al Btp”.
Il panorama extra eurozona
“In un’ottica di un portafoglio obbligazionario diversificato e comunque con un orizzonte di medio-lungo termine e un approccio globale, le nostre preferenze vanno sulla parte lunga della curva nel Regno Unito, che mantiene una struttura fiscale solida”. Bivona, in particolare, punta l’attenzione sul titolo UK a 45 anni, che offre un rendimento del 5,25% e “sembra offrire un profilo di rischio/rendimento interessante”.
Sempre restando sulla parte lunga della curva, anche i titoli statunitensi legati all’inflazione, i cosiddetti Tips, offrono opportunità interessanti, con un rendimento di circa il 2,4% per le scadenze al 2051. “L’impatto immediato delle tariffe della nuova amministrazione Trump dovrebbe essere inflazionistico nel breve termine – spiega il portfolio manager di AcomeA – ma nel medio periodo il rallentamento della crescita potrebbe portare la Fed a tagliare più quanto il mercato stia prezzando con impatto al ribasso sui tassi reali”.
I Tips si comporterebbero bene anche in scenari meno chiari “come ad esempio la continuazione del trend disinflazionistico, dove i tassi reali dovrebbero calare in parallelo con i nominali” e anche in scenari in cui la Fed inasprisca la politica monetaria. “Anche in questo caso – conclude Bivona – i Tips dovrebbero essere meno vulnerabili rispetto alle obbligazioni nominali”.
Egitto e Brasile rappresentano invece le opportunità nei mercati emergenti. L’Egitto 2026, che rende circa il 6% con una volatilità storica contenuta e il bond dell’International Bank for Reconstruction and Development sul Brasile con scadenza 2031, che rende circa il 13% con rating AAA, sono i due titoli citati da Bivona, che si dichiara “molto fiducioso che l’Egitto riesca a onorare il debito almeno fino al 2026 e oltre” mentre sul Brasile i tassi “crediamo stiano raggiungendo il picco e che la Banca centrale stia per terminare il ciclo di rialzi”.
Spazio anche per i convertibili
Nel segmento delle obbligazioni societarie il contesto attuale rimane complesso. I livelli di valutazione appaiono estremamente compressi, mentre i rischi macroeconomici e geopolitici continuano ad aumentare. Per questo motivo, molti investitori stanno evitando il mercato corporate tradizionale, preferendo strumenti più dinamici come le obbligazioni convertibili.
Le obbligazioni convertibili offrono un’interessante combinazione, secondo il portfolio manager di AcomeA, tra il rendimento fisso del bond e il potenziale upside derivante dall’andamento del titolo azionario sottostante. Tra le opzioni più interessanti spiccano “il FEMSA 2026 in euro, che rende circa il 2,7%, ed è un titolo convertibile in Heineken. Ha un rating a singola A e rende circa 50 punti base in più del Btp a un anno che ha un rating inferiore con un potenziale upside di circa il 27%. Nella stessa famiglia, c’è anche Campari 2029, con una scadenza un po’ più lunga, che però rende circa il 3,8%, pari a circa 150 punti base in più rispetto al Btp di pari scadenza con un potenziale di rialzo di circa il 30%”.
Rispetto ai Btp di pari scadenza, queste obbligazioni convertibili offrono un rendimento competitivo e un profilo rischio/rendimento più asimmetrico. Inoltre, la loro performance è strettamente legata alla crescita economica e alla ripresa dei consumi, elementi che potrebbero favorire una rivalutazione del capitale nel medio-lungo periodo.









