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Tommaso Giulini, chi è e che cosa fa il presidente del Cagliari

Un primo piano di Tommaso Giulini

“Il calcio ha significato troppo per me e continua a significare troppe cose”. È l’incipit di una famosa lettera di Tommaso Giulini sul senso del pallone, il pericolo rappresentato dalla Superlega europea e la sua esperienza da presidente del Cagliari. Con tono appassionato, citando il cult Febbre a 90′ di Nick Hornby, l’imprenditore milanese racconta in prima persona gli entusiasmi, le emozioni e le delusioni vissute da quando ha acquistato lo storico club sardo. Ma chi è di preciso Giulini e come è arrivato ad essere il proprietario del Casteddu?

 

Chi è Tommaso Giulini: la biografia

Classe 1977, laureato in Economia aziendale alla Bocconi di Milano, Giulini comincia la sua carriera in Francia, lavorando come marketing manager per la Intelligent Sales Object. È il padre a riportarlo in Italia per affidargli la direzione della Fluorsid, di cui è direttore commerciale nel 2003, amministratore delegato dal 2006 al 2014 e presidente dal 2014 ad oggi. Sotto la sua guida e attraverso una serie di acquisizioni strategiche, l’azienda diventa leader globale nel settore fluorochimico.

Nell’arco di un decennio, Giulini rilancia Fluorsid con un decisivo aumento di capitale e la collaborazione di alcuni compagni di studi del periodo alla Bocconi. Non solo: è consigliere di amministrazione in Laminazione Sottile S.p.A. dal 2005 al 2017, presidente di ICIB S.p.A. dal 2010 al 2016 e di SFM SA (Société pour la Fabrication du Magnésium) dal 2012 al 2018. Ora da numero uno di Fluorsid e del Cagliari, si definisce “al 50% uomo d’azienda e al 50% presidente di un club di calcio”.

 

Da dove viene il suo patrimonio

Il patrimonio di Giulini arriva dall’azienda di famiglia: l’industriale milanese è il numero uno della Fluorsid S.p.A., importante realtà del comparto chimico e minerario fondata nel 1969 dal padre, il conte Carlo Enrico Giulini. Sotto la sua guida e quella del CEO Lior Metzinger, la multinazionale è un player mondiale di riferimento nella produzione e vendita di fluoruro di alluminio e fluoroderivati.

Stabilimenti, uffici e miniere della Fluorsid sono situati strategicamente in diversi Paesi dell’area EMEA. La sede amministrativa è a Milano, quella produttiva è divisa tra Macchiareddu (nella zona industriale di Cagliari), Treviglio (nell’area di Bergamo) e Odda, nel mezzo di un fiordo in Norvegia trasformato in uno dei siti industriali più efficienti ed ecologici d’Europa.

L’azienda conta pure una miniera di fluorite a Sheffield in Inghilterra, due sedi in Svizzera (una a Losanna per l’attività di trading di metalli, prodotti chimici e minerali ed una a Martigny per la produzione di magnesio) e una piattaforma logistica in Bahrein per il commercio nei mercati asiatici. Con questa mossa in Medio Oriente, Fluorsid rifornisce sette Paesi del Golfo. All’anno 2020 il fatturato dell’impresa è di 461 milioni di euro (con una crescita del 255% nel giro di sei anni), l’utile di 32,2 milioni e il patrimonio netto di 163 milioni. La sola divisione italiana nel 2021 ha fatturato 143 milioni.

 

Il passato da calciatore

Da giovane Giulini faceva il portiere: il suo mito era (e rimane tutt’ora) Walter Zenga, per un (breve) periodo anche suo allenatore al Cagliari. Pur essendo di fede nerazzurra, tanto che da grande farà parte per un periodo (dal 2005 al 2013) del consiglio d’amministrazione dell’Inter, entra nelle giovanili del Milan.

L’esperienza tra i pali di Giulini dura poco: gioca sempre a livello dilettantistico nella squadra U.S. Orione, storica società calcistica nel cuore di Milano. In un numero di Tuttorione (il giornale di informazione ai sostenitori del club) datato 1993, il presidente di lungo corso Leonardo Castiglioni festeggia la promozione degli Allievi definendo capitan Giulini come un “portierone” bravo nel comandare la difesa.

 

Da quanto tempo gravita nel calcio

Chiusa l’esperienza da calciatore, Giulini milita per otto anni nel CdA dell’Inter (la sua famiglia è legatissima ai Moratti) e nel 2011 sonda la possibilità di rilevare la Pro Patria da Savino Tesoro. Sfumata quest’operazione, bisogna aspettare il 2014 per l’ingresso nel Cagliari, dopo ventidue anni di presidenza Cellino. Prima di diventarne presidente, l’imprenditore lombardo va spesso a vedere le partite al Sant’Elia.

“Il calcio è in una profonda fase di evoluzione e rinnovamento e in questo contesto va visto il mio coinvolgimento”, sono le sue prime parole da presidente dei rossoblù.

Il progetto che ho in mente per il Cagliari è ambizioso e si fonda su principi chiari: sviluppo di un progetto tecnico di successo, crescita del settore giovanile, integrazione con il territorio, innovazione e internazionalizzazione del brand.

 

Il progetto del nuovo stadio

Il fiore all’occhiello del Cagliari targato Tommaso Giulini sarà lo stadio: un impianto all’avanguardia che dal 2025-2026 sorgerà accanto all’Unipol Domus, al posto del vecchio Sant’Elia. Partner industriale del progetto è il Gruppo COSTIM, controllata dalla famiglia Bosatelli e da Francesco Percassi.

Il financial advisor è Monitor Deloitte e lo studio legale è Chiomenti. La progettazione è affidata a David Manica e Sportium. La concessione comunale ha una durata di 50 anni. È confermata la collaborazione con Unipol; gli altri partner sono Accor e Snow Group che contribuiranno alle aree ricettive come gli hotel sotto l’insegna Mövenpick e i centri benessere. La società definisce l’opera “un impianto innovativo e da vivere a 360 gradi, sia per lo sport che per gli eventi e la vita quotidiana della comunità”.

La futura curva Nord del nuovo stadio di Cagliari
La futura curva Nord del nuovo stadio di Cagliari (foto: Cagliari Calcio)

 

Quanto ha investito nel Cagliari

Quando acquista il Cagliari da Massimo Cellino nell’estate del 2014, Giulini versa 36 milioni di euro per l’88,92% della società. Questo esborso si aggiunge a una massiccia campagna acquisti, allo sviluppo del centro tecnico di Assemini e all’allargamento delle Academy su tutto il territorio dell’isola per cercare tra i giovani sardi i futuri Nicolò Barella. L’investimento previsto per il nuovo stadio è invece tra i 125 e i 130 milioni di euro.

Il Cagliari di Giulini chiude il bilancio al 30 giugno 2022 con un valore della produzione di 76 milioni di euro, ricavi per 3,2 milioni e un rosso di 16,2 milioni. L’EBITDA è negativo per 64,7 milioni, il debito netto è di 16,8 milioni e il patrimonio netto di 11,7 milioni. Il fatturato complessivo è comunque aumentato rispetto ai 67,9 milioni del 2015.

L’acquisto più costoso nel corso della sua presidenza è quello di Nahitan Nández: il centrocampista argentino viene comprato nel 2019 dal Boca Juniors per la cifra di 16,2 milioni di euro. La cessione record è invece quella di Nicolò Barella, cresciuto nel settore giovanile e venduto all’Inter nel 2020 per 32,5 milioni.

 

I risultati sportivi nel corso della sua presidenza

Il Cagliari, come spesso è successo ad altre storiche provinciali del calcio italiano dall’Atalanta di Antonio Percassi all’Udinese di Giampaolo Pozzo, è passato dal post Gigi Riva e i difficili anni Ottanta al rilancio dei Novanta e i risultati altalenanti dei Duemila. Dal 2014 a oggi, Giulini viaggia a una media di quasi un allenatore esonerato a stagione.

Il presidente dei Quattro Mori parte male nella sua avventura: nel 2014-2015 cambia tre allenatori (Zeman, Zola e Festa) e retrocede in Serie B. Il riscatto è immediato nella stagione successiva: con Massimo Rastelli in panchina, il Cagliari vince il campionato al primo posto e torna in Serie A. Dal 2016, la squadra infila cinque stagioni consecutive nel massimo campionato: nel 2016-2017 ottiene l’undicesimo posto finale con 47 punti (il migliore risultato dell’era Giulini), mentre per il resto è quasi sempre in zona rossa evitando la retrocessione per il rotto della cuffia.

Nonostante le ambizioni europee e un calciomercato scoppiettante con gli acquisti di Diego Godín, Martín Cáceres e Giovanni Simeone, il Cagliari chiude la stagione 2021-2022 con la retrocessione in B, complici i tre cambi di allenatore (Semplici, Mazzarri e Agostini) e le polemiche che travolgono Giulini tra un bilancio d’esercizio chiuso in negativo, l’epurazione dei due difensori uruguaiani, le litigate con i giornalisti in diretta televisiva e le dure contestazioni dei tifosi. Ci vuole il ritorno in panchina di Claudio Ranieri per riportare Casteddu in Serie A per la stagione 2023-2024. La promozione arriva in extremis grazie al gol di Pavoletti al 94′ nella finale play-off contro il Bari. Ironia della sorte, proprio nell’anno in cui il Leicester, la squadra che Ranieri ha portato a vincere la Premier, retrocede in Championship.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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