I mercati stanno aspettando pazienti le prossime mosse di Unicredit su Commerzbank. Nel frattempo i colloqui tra le due banche sono in una fase di stallo, mentre l’istituto tedesco si affanna a preparare una difesa più coriacea per impedire l’acquisizione da parte del rivale italiano. In Gae Aulenti si attende il responso della Banca centrale europea sulla possibilità di salire al 29,9% del capitale sociale di Commerzbank. Al momento Unicredit detiene un pacchetto azionario del 9%, che arriverebbe al 21% dopo il lasciapassare dell’Eurotower. La quota mancante è stata prenotata dall’istituto guidato da Andrea Orcel attraverso prodotti derivati.
Le mosse disperate di Commerzbank
Il dilemma in questo momento è se andare allo scontro frontale oppure provare un dialogo per arrivare una fusione pacifica. Secondo quanto riferito da Citigroup in una nota, i vertici di Unicredit e Commerzbank si incontreranno di nuovo a breve, dopo il primo approccio poco più che formale avvenuto il mese scorso. Il management dell’azienda di credito tedesca ha ribadito che un’aggregazione può essere possibile solo se avviene in maniera amichevole valutando le sinergie potenziali e i rischi.
Nel frattempo il clima rimane teso. Commerzbank sta provando a giocare tutte le sue carte per impedire che la seconda banca italiana fagociti la pari tedesca come fatto con HypoVereinsbank. Dopo che il governo tedesco, ostile fin dall’inizio a una combinazione, ha tentato senza successo la strada Deutsche Bank e di una improbabile fusione con Commerzbank, quest’ultima starebbe ora sperimentando un’altra tattica: acquisire una banca tedesca di medie dimensioni.
Secondo alcune indiscrezioni, l’idea sarebbe venuta dagli advisor dell’istituto di Francoforte, Goldman Sachs e UBS. Nel mirino di un possibile M&A ci sarebbero la Hamburg Commercial Bank e la Oldenburgische Landesbank. La prima è di proprietà di Cerberus e J.C. Flowers, che l’hanno acquistata nel 2018 per circa 1,2 miliardi di dollari; la seconda è controllata dal fondo Apollo, dopo che nel 2017 Allianz ha venduto il 90% per 300 milioni di euro. La mossa si pone come obiettivo quello di ostacolare le mire di Unicredit rendendo più difficile l’acquisizione di un istituto che ne sta già assorbendo un altro. Finora si tratta solo di voci, ma che sono in linea con quanto affermato recentemente dall’amministratore delegato di Commerzbank, Bettina Orlopp, secondo cui la banca deve “tenersi pronta per possibili acquisizioni, per quanto siano da escludere operazioni azzardate e controproducenti”.
Nelle ultime ore si è espresso sulla vicenda Unicredit-Commerzbank anche Mario Hoellinger, amministratore delegato di HypoVereinsbank. Il top manager ha detto che quello dell’istituto di credito italiano “al momento è un investimento strategico e nulla di più”. Tuttavia, ha rimarcato l’importanza di “parlare e scambiare opinioni” in merito a qualsiasi operazione di aggregazione. La situazione resta ingarbugliata e in questo periodo è appesantita dalla crisi di governo in Germania, con il cancelliere Olaf Scholz che ha indetto le elezioni per il 23 febbraio 2025 dopo l’uscita dei liberali dalla maggioranza parlamentare che sostiene l’esecutivo.
Azioni Unicredit: gli analisti alzano l’obiettivo di prezzo
L’incertezza legata al dossier Commerzbank non ha scalfito il giudizio positivo che gli analisti hanno nei confronti delle azioni Unicredit, anche grazie alla trimestrale presentata la scorsa settimana che ha riportato ancora una volta una situazione economico e finanziaria della banca estremamente solida. Oggi gli analisti di HSBC hanno alzato il target price sul titolo a 50 euro, il che rappresenta uno spazio di crescita di circa il 25% rispetto all’ultima chiusura a 40,10 euro. L’upgrade dell’istituto finanziario londinese segue di un giorno quello di Morgan Stanley, che ha alzato l’obiettivo su Unicredit in Borsa da 43 a 44 euro, sulla base di un incremento del 3% delle stime sull’utile netto per il periodo 2024-2026.









