Uranio: prezzo ai massimi da 16 anni e il rally può proseguire - Borsa&Finanza
Cerca
Close this search box.

Uranio: prezzo ai massimi da 16 anni e il rally può proseguire

Uranio: ecco perché potrebbe esserci un nuovo rally dai top di 16 anni

I prezzi dell’uranio potrebbero iniziare un nuovo rally dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi 16 anni. Kazatomprom – il più grande produttore del minerale al mondo – ha avvertito che  difficilmente raggiungerà gli obiettivi di produzione 2025 a causa di “ritardi nei processi estrattivi e della scarsa disponibilità di acido solforico”. Quest’ultimo è un materiale estremamente importante per le operazioni di estrazione.

Il conseguente calo dell’offerta potrebbe impattare sui prezzi, innescando un ulteriore aumento delle quotazioni. La compagnia statale kazaka rappresenta oltre un quinto della produzione mondiale di uranio e l’annuncio sopraggiunge mentre altri grandi operatori nel settore sono in difficoltà.

 

Uranio: le altre cause che hanno spinto in alto i prezzi

Ad appesantire il contesto relativo al mercato dell’uranio vi è anche la situazione in Niger – settimo produttore mondiale della materia prima – dopo il colpo di Stato militare dello scorso anno. La Francia è un grande importatore di uranio dal Niger, importazioni fondamentali per far funzionare le centrali nucleari da cui ricava oltre due terzi della sua elettricità. Da quando il Paese nordafricano è finito nel caos, Parigi non ha più ricevuto spedizioni. Recentemente, il presidente francese Emmanuel Macron ha viaggiato in Kazakistan, Mongolia e Uzbekistan con l’obiettivo di trovare fonti di approvvigionamento alternative, ma per ora la situazione appare critica.

Altre preoccupazioni giungono dalla Russia, sesto produttore mondiale di uranio e il principale nel processo di “arricchimento” che rende più facile estrarre il combustibile nucleare dai minerali di uranio. A dicembre gli Stati Uniti hanno approvato alla Camera un disegno di legge che vieta le importazioni di uranio arricchito russo. Ancora deve esserci il passaggio al Senato e poi la firma del presidente alla Casa Bianca Joe Biden, ma la Russia potrebbe applicare misure di ritorsione verso l’Occidente tagliando le forniture.

 

Dove andranno le quotazioni?

Tutti questi fattori che limitano l’offerta devono essere messi in relazione con un aumento della domanda molto robusto, in accelerazione dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina e il sopraggiungere della crisi energetica. Inoltre, l’energia nucleare è tornata sotto i riflettori nella conferenza mondiale sul clima COP28, a novembre, con oltre 60 Paesi che hanno sostenuto un piano per aumentare fino a tre volte la capacità produttiva di energia rinnovabile entro la fine del decennio.

Cosa bisogna attendersi nei prossimi mesi? Secondo gli analisti di Citibank, le quotazioni del metallo raggiungeranno una media di 110 dollari per libbra nel 2025, dai circa 105 dollari attuali. “I principali fattori rialzisti sono stati la chiusura delle miniere a causa di anni di sovrapproduzione e prezzi bassi” ha scritto la banca in un rapporto. La visione rialzista è appoggiata da Jefferies, secondo cui “con le dinamiche a breve termine che rimangono favorevoli, i prezzi sembrano sulla buona strada per superare i massimi storici di giugno 2007 di 136 dollari per libbra”.

A giudizio di Guy Keller, gestore di portafoglio presso la società di investimento e consulenza Tribeca, l’insufficienza dellofferta, che dura da un decennio, continuerà poiché “siamo nel bel mezzo del più grande programma di costruzione di reattori degli ultimi decenni”. Secondo Jonathan Hinze, presidente di UxC, invece, “è improbabile che i prezzi subiscano uno shock a breve dagli attuali valori”, in quanto “la maggior parte delle utility stipula contratti a lungo termine per il carburante”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

ARTICOLI CORRELATI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *