Wall Street: ecco perché il rally è entrato in un campo minato

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I campanelli d’allarme suonati con lo shutdown negli Stati Uniti e con le elevate valutazioni delle azioni non hanno distolto gli investitori a Wall Street dagli acquisti. L’indice S&P 500 ha registrato il suo 27esimo record storico da giugno, arrivando a quota 6.731 punti nella seduta del 2 ottobre, prima di arretrare a 6.715 in chiusura.

Anche il mercato delle opzioni mostra ottimismo. Secondo i dati del trading desk di Goldman Sachs, nelle ultime 20 sessioni sono stati scambiati in media circa 40 milioni di contratti. Si tratta di gran lunga del numero più alto mai registrato. Contestualmente, nella settimana fino al 1° ottobre, gli investitori si sono accaparrati fondi azionari statunitensi per 36,41 miliardi di dollari, in quello che è stato il più grande acquisto netto settimanale in quasi 11 mesi (dati Lseg). In questo articolo:

 

  • Wall Street: attenzione a questo indicatore
  • Perché gli investitori potrebbero continuare a comprare

 

Wall Street: attenzione a questo indicatore

Gli investitori dovrebbero prestare attenzione a un indicatore tecnico che in passato ha avuto un grande significato per le quotazioni a Wall Street. Si tratta del Bloomberg Intelligence Market Pulse Index, costruito su vari parametri attinenti all’ampiezza del mercato, alla correlazione tra i titoli, e alla performance relativa delle azioni più volatili.

Da due mesi si trova sopra un valore di 0,6, che viene considerato dagli analisti di Bloomberg Intelligence una “zona di pericolo“. Quando è successo in altre occasioni, i guadagni sono stati deboli nei mesi successivi, ha affermato Michael Casper, equity strategist di Bloomberg Intelligence. L’esperto tuttavia lo definisce un “segnale di avvertimento molto precoce”, quindi “il mercato può continuare ad andare avanti”. 

 

Perché gli investitori potrebbero continuare a comprare

Se gli investitori avessero seguito l’indicatore di Bloomberg, avrebbero perso un rally poderoso a Wall Street negli ultimi mesi. Ormai si è creata una sorta di Fomo (fear of missing out), ovvero paura di perdere l’occasione dei rialzi azionari. Pertanto, sono in pochi a scommettere che il rally abbia fine, nel momento in cui l’ottimismo sull’intelligenza artificiale seguita a spingere sull’acceleratore e la Federal Reserve ha nuovamente iniziato a tagliare i tassi di interesse.

“La storia dell’intelligenza artificiale e dei settori adiacenti sta suscitando enormi sentimenti Fomo e a ogni tick al rialzo delle azioni, più acquirenti si riversano sul mercato”, ha detto Joe Gilbert, gestore di portafoglio presso Integrity Asset Management. “È difficile combattere lo tsunami di ottimismo fino a quando non emerge uno shock negativo significativo”. Secondo Walter Todd, presidente e direttore degli investimenti di Greenwood Capital Associates, “le azioni hanno beneficiato di un cambiamento significativo da parte della Fed, evidenziato dal discorso del presidente Jerome Powell a Jackson Hole alla fine di agosto, con i tagli dei tassi che sono stati il catalizzatore per una corsa continua”. 

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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