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Allianz GI: arriva il soft landing, ecco come investire

Una bussola è posta su una pagina di giornale che riporta le quotazioni azionarie

Nelle ore piccole della notte, Jerome Powell  pensa alle decisioni da prendere per condurre l’economia statunitense verso il soft landing, ovvero una condizione di rallentamento economico, ma non di decrescita, con un tasso di inflazione stabilizzato sull’obiettivo della Banca centrale, il 2%. Lo ha dichiarato nel corso delle audizioni di ieri e martedì davanti al Congresso USA.

Enzo Corsello, responsabile per l’Italia di Allianz Global Investors, forse non fa le ore piccole la notte pensando al soft landing ma è convinto che il governatore della Federal Reserve sia sulla buona strada per ottenerlo. “Allianz GI propende per uno scenario di soft landing nella seconda metà del 2024 ma la distribuzione dei possibili accadimenti è molto più ampia rispetto alle stime di mercato” ha affermato Corsello nel corso della presentazione del Mid Year Market Outlook dell’asset manager.

Infatti, se lo scenario centrale è rappresentato dall’”atterraggio morbido”, le probabilità che si sviluppino situazioni alternative quali l’involuzione dell’economia che porti alla recessione dopo le elezioni USA o al contrario uno scenario di “non landing” che costringa a mantenere i tassi elevati ancora a lungo, sono ancora elevate.

 

Tassi di interesse, arrivano i tagli

Dopo tanta attesa i tagli ai tassi di interesse potrebbero essere dietro l’angolo dell’estate. Settembre è infatti il mese più gettonato per assistere alla prima riduzione, di 25 punti base, da parte della Federal Reserve. Per il country head Italia di Allianz GI la Fed replicherà a dicembre per un totale di 50 punti base di riduzione. La BCE, che ha già tagliato, agirà ancora due volte entro la fine dell’anno mentre la Bank of England dovrebbe muoversi in agosto.

“C’è una desincronizzazione dei sentieri di crescita e delle politiche monetarie” ha evidenziato Corsello, che poi ha proseguito: “In generale la crescita è robusta dappertutto e noi pensiamo che in questo ciclo di economia post-shock (quello generato dalla pandemia ndr) l’inflazione sia destinata a rimanere strutturalmente al di sopra del ciclo precedente, circa l’1,5% in più”.

I mercati finanziari paiono accontentarsi dei tagli previsti entro la fine del 2024, anche se, ha ricordato Massimiliano Maxia, senior fixed income product strategist di Allianz GI, “alla fine dello scorso anno si prevedevano 6 o 7 tagli dei tassi di interesse da parte della Fed”.

 

Ultima chiamata di Allianz GI per il mercato obbligazionario

Sulla base dello scenario di soft landing descritto nell’outlook di Allianz GI e dei rischi che hanno ancora probabilità elevate di svilupparsi, Corsello e Maxia hanno individuato un numero consistente di opportunità di investimento.

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, Massimiliano Maxia evidenzia la presenza di un’ultima finestra di opportunità grazie al continuo rinvio del taglio dei tassi di interesse. Finestra che, tuttavia, “sta per chiudersi. Il fatto che le Banche centrali non abbiano ancora attuato una politica accomodante permette ancora di investire a rendimenti interessanti sia nella componente governativa che in quella societaria. Inoltre, non crediamo che il taglio dei tassi di interesse sarà particolarmente aggressivo, visto lo scenario di soft landing”.

Quanto alla duration, lo strategist di Allianz GI non ritiene necessario operare eccessivi allungamenti ma propende per uno spostamento graduale verso i 5 anni. Solo se le condizioni economiche peggiorassero sensibilmente rispetto alle previsioni si potrebbe pensare ad andare oltre l’orizzonte temporale di medio termine.

Governativi e corporate investment grade rimangono buone occasioni nello scenario di base mentre non viene considerato utile andare ad aumentare il rischio con gli high yield: “Con i rendimenti attualmente disponibili sul mercato è inutile andare a cercare posizioni più rischiose, anche se non ci aspettiamo un aumento sensibile dei default”.

 

Sull’azionario possibile la ripresa cinese

Sul fronte del mercato azionario il mantra è la selettività. In primo luogo geografica, con gli Stati Uniti da preferire all’Europa per la superiorità schiacciante sul tema dell’intelligenza artficiale. Nel Vecchio continente si possono trovare comunque ottime occasioni, soprattutto tra le small cap che, in alcuni casi, si distinguono per la solidità dei bilanci pur essendo a sconto sul mercato. Nel complesso, nonostante le valutazioni siano più convenienti in Europa che negli Stati Uniti, le “società del Vecchio continente soffrono sul fronte della capacità di generare profitti. I margini operativi delle società europee – ha proseguito Corsello – sono ai picchi e l’Europa è molto vulnerabile al tema energia”.

Valutazioni interessanti sono presenti anche sul mercato inglese che Corsello osserva con attenzione: “Dopo il riprezzamento seguito alla Brexit e i disastrosi 44 giorni del governo di Liz Truss, ora c’è una maggioranza laburista che sosterrà la crescita. I titoli inglesi partono da valutazioni interessanti e possono beneficiare della prossima riduzione dei tassi di interesse. Offrono inoltre un bel mix settoriale: società pharma, quindi difensive, industria estrattiva che in questo momento può spinta dall’aumento della richiesta di materie prime”.

Il grafico a bande verticali colorate mostra quali asset class sono in questo momento sopravvalutate o sottovalutate sui mercati
La valutazione degli asset globali – Fonte: Allianz Global Investors Global Economics & Strategy, Bloomberg, Datastream. Dati al 31 maggio 2024.

E poi ci potrebbe essere il risveglio della Cina. “Seppure i problemi sono tanti – è il commento del responsabile per l’Italia di Allianz GI – il livello di valutazione delle azioni cinesi è molto interessante. Inoltre la grande attenzione sull’innovazione che la Cina sta ponendo in alcune aree fa del mercato asiatico, che ha valutazioni del 50% inferiori rispetto a quelle USA, un’area interessante da inserire in portafoglio”.

 

Allianz GI predilige un portafoglio multiasset

Il tempo del portafoglio classico 60-40 si è esaurito. Non più per la mancanza di rendimento del mercato obbligazionario, tornato invece a macinare risultati, quanto perché oggi alle due asset class principali possono e devono essere affiancate anche altre attività: asset reali, oro e materie prime, titoli legati all’industria estrattiva, mercati privati. “Un portafoglio così composto ha – è la conclusione di Enzo Corsello – un valore superiore alla somma delle parti”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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