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Azioni europee: ecco perché la BCE potrebbe consolidarne il rally

Azioni europee: ecco perché la BCE potrebbe consolidare il rally

Le azioni europee potrebbero consolidare il rally con il taglio dei tassi di interesse da parte della Banca centrale europea (BCE), secondo gestori patrimoniali e strategist di mercato. Dall’inizio dell’anno, lo STOXX 600 ha realizzato una performance di quasi l’8%, ma potrebbe avere ancora gambe per correre. Domani l’Eurotower dovrebbe ridurre il costo del denaro di un quarto di punto dopo un lungo periodo di restrizione monetaria.

La mossa ha una portata storica, in quanto si tratterebbe della prima volta in cui la BCE anticipa la Federal Reserve in un ciclo di politica monetaria. Di solito è la Banca centrale americana a fare da guida. Stavolta, però, le condizioni generali dell’economia impongono un avvicendamento insolito. Negli Stati Uniti l’economia è ancora forte e l’inflazione particolarmente ostinata, pertanto la Fed tergiverserà ancora un po’ prima di diventare accomodante. In Europa, invece, l’inflazione è ormai a un passo dall’obiettivo di lungo periodo del 2%, mentre solo da poco l’economia è uscita dalla recessione grazie a dati macro sorprendenti dei quattro principali Paesi principali (Germania, Francia, Italia e Spagna).

Di conseguenza, Francoforte può osare di più in questo momento, abbastanza sicura del fatto che l’inflazione per ora non rialzerà la testa. Semmai il punto è quante volte taglierà quest’anno, dopo la prima sforbiciata di domani. I trader stanno scontando due tagli, ma le cose possono cambiare in fretta con l’arrivo di nuovi dati nei prossimi mesi.

 

Azioni europee: la BCE sosterrà il rally?

Ogni volta che c’è una politica monetaria espansiva in atto le azioni europee guadagnano valore. Secondo un’analisi di Goldman Sachs, dall’inizio degli anni ’80 ad oggi, le Borse del Vecchio continente sono cresciute in media del 2% nel mese successivo a un taglio dei tassi e il rally a 12 mesi è risultato essere più forte se nel contempo l’economia si è irrobustita.

Gli esperti ritengono che anche stavolta le azioni ne trarranno vantaggio. “Ciò che è cruciale giovedì sono le nuove prospettive di crescita e inflazione della BCE. Ci aspettiamo un rimbalzo della crescita nell’Eurozona nei prossimi trimestri, quindi questo dovrebbe essere positivo per le azioni” ha affermato Lilia Peytavin, strategist di portafoglio presso Goldman Sachs a Parigi.

A giudizio di Luca Paolini, chief strategist di Pictet Asset Management, domani potrebbe non esserci un grande balzo delle azioni in quanto il mercato lo ha già scontato, ma “l’impatto psicologico non può essere ignorato considerando che i fondamentali si stanno lentamente muovendo nella giusta direzione”. In questi giorni, gli strategist di Citigroup hanno scritto in un rapporto che le azioni europee sono da preferire a quelle americane in quanto nel lungo termine i tassi in Europa alla fine si stabilizzeranno intorno al 2%, un livello più alto della media degli ultimi dieci anni, con i titoli ciclici che otterranno particolare beneficio.

 

Alcuni rischi

Ci sono alcuni rischi che però dovranno essere presi in considerazione. Innanzitutto il settore bancario potrebbe risentire di un calo dei rendimenti sul mercato. Il periodo di tassi elevati è stato una manna per le banche sul fronte della redditività netta da interessi, perché hanno alzato i tassi attivi sui prestiti e mutui concessi a famiglie e imprese lasciando praticamente fermi i tassi passivi sui depositi dei clienti. Con il nuovo ciclo di tagli, i ricavi dal core business diminuiranno, sebbene ci saranno risvolti positivi su altre aree di business, come l’investment banking e il trading, nonché sugli asset in portafoglio e sull’attività di prestito. Le banche in Europa sono state protagoniste nel rally che ha caratterizzato le azioni finora.

Un altro grande rischio da valutare è il ritorno dell’inflazione, o comunque un carovita più ostico del previsto. Questo significherebbe che il percorso di ulteriori tagli dei tassi sarebbe messo in discussione. Alcuni ritengono che la rapida crescita dei salari e quindi le pressioni sui prezzi metteranno i bastoni tra le ruote alla BCE. “Allo stato attuale, riteniamo che un taglio della BCE questa settimana possa presto essere visto come un errore politico”, ha affermato Gabriele Foa, gestore di portafoglio di Algebris Investments.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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