Azioni globali: il sell-off attuale assomiglia a quello dell’era Covid

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Il crollo delle azioni globali nelle ultime sedute ha fatto tornare alla memoria situazioni di crisi simili verificatesi in passato sui mercati. Gli osservatori finanziari hanno trovato somiglianze con la tempesta del 2020, quando il mondo intero fu travolto dalla pandemia da Covid-19.

In primo luogo anche allora gli investitori erano molto esposti all’azionario prima della caduta. Inoltre entrambe le situazioni si inframmezzano nel rally di lungo periodo partito dopo la grande crisi del 2008. In secondo luogo, ora come allora  si è verificata un’improvvisa crisi di fiducia nell’economia. La differenza è che cinque anni fa intervennero le Banche centrali con una montagna di liquidità iniettata nei mercati. Oggi, invece, la paura del ritorno dell’inflazione rappresenta un freno alla politica espansiva degli istituti monetari. In terzo luogo, la volatilità è esplosa, in maniera del tutto analoga a quanto accadde nella primavera del 2020, come testimonia la risalita dell’indice della paura, il Vix. C’è da dire che le oscillazioni di mercato stanno diventando più violente praticamente in ogni crisi finanziaria. Nel contempo, oggi la domanda di copertura attraverso le opzioni è aumentata in maniera vertiginosa similmente a quanto accaduto nel 2020.

 

Azioni globali: con i dazi, indici visti ancora in calo

Il tracollo delle azioni nel 2020 non durò molto. Fu concentrato soprattutto nel mese di marzo, ma poi i mercati si ripresero in fretta e ben presto si incamminarono verso nuovi record. Succederà lo stesso questa volta? Secondo gli strategist di JPMorgan Chase, se non si vedrà una via di uscita dalla guerra dei dazi il mercato affronterà “un’altra fase di ribasso”. Tuttavia, “nel trimestre in corso, l’incertezza circa la guerra commerciale sarà contenuta e alcuni indicatori tecnici indicano un rally di sollievo nel breve termine”.

Al momento le speranze che si arrivi a un accordo sui dazi sono ridotte, almeno stando alle prese di posizione dei leader mondiali. Il presidente statunitense Donald Trump ha ribadito che i dazi sono necessari e ha minacciato la Cina di aumentare i prelievi al 50% dopo che Pechino ha imposto tariffe del 34% sui prodotti importati dagli USA. Il governo cinese, dal canto suo, ha ribadito che intende condurre la guerra commerciale fino in fondo. Anche dall’Unione europea arrivano pochi segnali di distensione. La presidentessa della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato preparativi per una risposta imponente a Trump se non ci sarà un accordo a “zero tariffe”.

La situazione per ora sembra destinata a essere parecchio incerta. John Flood, specialista del trading di Goldman Sachs vede molta volatilità nel mercato e “probabilmente non si sono ancora visti i minimi a breve/medio termine a livello di indici”, ha affermato. Gli strategist della banca di investimento americana stimano una discesa delle valutazioni delle azioni di un ulteriore 10%-15% se i dazi dovessero innescare una recessione globale.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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