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Azioni: hedge fund via dagli USA, ora puntano sull’Europa

Azioni: gli hedge fund si allontanano dagli USA e ora puntano l'Europa

Gli hedge fund si stanno allontanando dalle azioni americane per dirigersi verso quelle europee. Secondo i dati rilasciati da Goldman Sachs, i grandi investitori hanno diminuito il peso a Wall Street al livello più basso dal 2013, mentre hanno aumentato quello in Europa al record assoluto.

Quest’anno le Borse statunitensi hanno sovraperformato quelle del Vecchio continente. L’indice S&P 500 è salito del 14,85%, mentre il Nasdaq Composite ha realizzato una performance del 30,76%. A spingere così in alto le quotazioni sono stati fondamentalmente due fattori: il calo dell’inflazione USA, che ha alimentato le aspettative che la Federal Reserve potesse terminare il ciclo di rialzi dei tassi d’interesse e procedere con i primi tagli già quest’anno; il boom dell’intelligenza artificiale che ha spostato denaro verso le grandi aziende tecnologiche.

In Europa il rally è stato più contenuto, con lo Stoxx 600 che ha guadagnato il 5,55%, mentre il FTSE 100 della Borsa di Londra viaggia addirittura in territorio negativo (-2,39%). Gli investitori europei sono stati frenati dalle attese che la BCE continui a mantenere un atteggiamento da falco almeno fino a quando l’inflazione Ue si sarà drasticamente raffreddata, come ha ripetutamente sostenuto la presidente Christine Lagarde. In Gran Bretagna addirittura il carovita è tornato a ruggire, costringendo la Bank of England a ricorrere alle maniere pesanti aumentando i tassi d’interesse oltre le aspettative del mercato nell’ultima riunione ufficiale. Ed è questo il motivo principale che ha messo in fuga gli investitori dalle azioni britanniche.

 

Azioni: ecco perché gli hedge fund si allontanano dagli USA

Ora però la convinzione degli hedge fund che il rally delle azioni tech negli Stati Uniti possa continuare è venuta meno, alla luce delle valutazioni eccessive che hanno raggiunto alcune società tecnologiche. Bisogna considerare che le performance dell’S&P 500 e del Nasdaq Composite sono state guidate da poche mega cap, il che alimenta le preoccupazioni che un’inversione possa far crollare i listini.

“Il rally degli Stati Uniti guidato da azioni del calibro di Nvidia, Apple e Amazon ha lasciato alcune società sopravvalutate rispetto al loro potenziale di guadagno”, ha affermato Alison Savas, direttore degli investimenti presso Antipodes Partners. Pertanto, “è difficile giustificare i multipli di molte di queste aziende tecnologiche”, ha aggiunto. Di conseguenza, “stiamo investendo in società in Europa che hanno uno sconto rispetto ad aziende simili in altri mercati come gli Stati Uniti” ha concluso.

A giudizio di Samantha Rosenstock, responsabile della ricerca sugli investimenti presso Man FRM, “i fondi che cercano di trarre profitto dalla scelta di singoli vincitori e perdenti hanno trovato scarse opportunità in un mercato in cui una manciata di azioni altamente valutate ha guidato la maggior parte dei guadagni”. Rispetto agli Stati Uniti, “le valutazioni in Europa sono più basse e quindi sono più interessanti”, ha detto.

Un altro fattore per cui gli hedge fund stanno scaricando le azioni USA riguarda il fatto che la Fed questo mese potrebbe riprendere ad alzare il costo del denaro dopo la pausa di giugno. Non si sa esattamente se sarà l’ultimo rialzo o se ne avverranno altri, perché ciò dipende dai dati macroeconomici attinenti all’inflazione e al mercato del lavoro. Tuttavia, il momento in cui la Banca centrale passerà a una linea accomodante si è allontanato nel tempo.

Con l’aumento dei tassi di interesse, “i titoli value dovrebbero sovraperformare i titoli growth, il che di solito è meglio per l’Europa” ha affermato Ankit Gheedia, responsabile della strategia azionaria e dei derivati per l’Europa di BNP Paribas. L’esperto però mantiene una certa prudenza: “Sarei cauto nel vendere tecnologia statunitense e Nasdaq a titolo definitivo”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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