Azioni USA? Per i gestori dei fondi meglio Europa e mercati emergenti

Azioni USA? Per i gestori dei fondi meglio Europa e mercati emergenti

Azioni USA? i gestori dei fondi scelgono Europa e mercati emergenti

Le prospettive per le azioni USA sono diventate più cupe nel sentiment dei grandi investitori. Un sondaggio condotto da Bank of America tra i gestori di fondi globali riporta un allontanamento dal mercato azionario americano per cercare fortune in Europa e nei mercati emergenti. L’indagine tra 253 asset manager, che supervisionano un patrimonio combinato di 710 miliardi di dollari, evidenzia come il 39% detenga una posizione sottopesata nelle azioni USA a gennaio, a fronte del 12% del mese di dicembre. Questo implica il più grande calo in un mese dal 1985. Nel contempo, oltre il 25% dei gestori sta sovrappesando le azioni europee del 4% a gennaio, rispetto a un sottopeso del 10% di dicembre. Bisogna precisare che si ha un sovrappeso quando viene assegnata una quota maggiore a una regione rispetto alla sua ponderazione in un indice di riferimento che valuta la performance di un gestore.

Gli investitori sono ancora spaventati che una recessione negli Stati Uniti possa materializzarsi presto, dopo la serie di rialzi dei tassi della Federal Reserve attuata nel 2022 per combattere l’inflazione più alta degli ultimi 40 anni. La Banca Centrale americana dovrebbe rallentare il ritmo quest’anno, ma molto dipende dal corso dei prezzi al consumo. Secondo gli intervistati del sondaggio, il tasso terminale più probabile è visto al 5%, mentre cala dal 44% al 20% il numero di partecipanti che vede il tasso di interesse dei fondi federali almeno al 5,25%. “I grandi investitori stanno dicendo per la prima volta da marzo 2020 che la politica monetaria è troppo restrittiva. Stanno dicendo alle Banche centrali che il ciclo di stretta monetaria ha funzionato troppo bene ed è ora di smettere di aumentare i tassi di interesse”, ha dichiarato Michael Hartnett, capo stratega degli investimenti presso BofA global research.

 

Azioni USA: le previsioni per il 2023

Alla luce di tutto questo, quali sono ora le prospettive sulle azioni USA nel 2023? Oltre il 50% dei gestori ha sostenuto che l’indice S&P 500 sarà scambiato al di sotto dei 4.000 punti alla fine dell’anno, mentre il 37% prevede un livello maggiore. A giudizio di Michael Wilson, strategist di Morgan Stanley, gli utili societari e i margini di profitto probabilmente deluderanno significativamente se ci sarà una recessione economica. “Il principale colpevole è il contesto inflazionistico elevato e volatile che probabilmente comprometterà la redditività”, ha affermato. Mentre, Jamie Fahy, stratega globale di Citigroup, sostiene che il mercato azionario statunitense soffrirà se il settore tecnologico inizia a vedere più declassamenti degli utili.

Le previsioni delle principali banche d’affari fatte il mese scorso sull’S&P 500 spaziavano da un massimo di 4.500 punti di Deutsche Bank a un minimo di 3.400 punti di BNP Paribas. Finora il principale benchmark statunitense ha guadagnato il 3,95% a 3.991 punti quest’anno, a fronte però di un +8,5% in dollari USA dello Stoxx600 europeo e del +7,8% dell’indice MSCI dei mercati emergenti.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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