Banche europee: per JP Morgan è partita la stagione delle fusioni

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La mossa a sorpresa di UniCredit di acquistare una partecipazione del 9% del colosso bancario tedesco Commerzbank ha messo in agitazione il settore delle banche europee, mentre cresce il risiko su possibili fusioni e acquisizioni nei prossimi mesi. Oggi l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, ha confermato quanto trapelato nei giorni scorsi, ossia che un’acquisizione completa del rivale tedesco è un’opzione sul tavolo.

L’operazione però non sarà facile, perché intanto potrebbe trovare un’opposizione politica che si materializza in un passo indietro del governo di cedere la sua quota rimanente del 12%. I sindacati, che occupano posti nel consiglio di amministrazione e nel consiglio di sorveglianza della banca, hanno già dichiarato guerra, in quanto temono che una proprietà italiana possa innescare un licenziamento di massa. Questo è un aspetto che non può essere ignorato dal governo, anche in vista delle elezioni del prossimo anno. Se i lavoratori dovessero perdere il loro posto, la base elettorale per l’attuale maggioranza verrebbe inevitabilmente a restringersi.

In secondo luogo, per superare la soglia del 10% la banca italiana dovrà chiedere l’autorizzazione alla Banca centrale europea. Questa è un’ipotesi già caldeggiata ieri nel comunicato della società a margine dell’operazione. L’Eurotower però non dovrebbe osteggiare un’eventuale scalata, se non altro perché da diverso tempo le autorità europee spingono affinché nel settore bancario del Vecchio Continente ci sia un maggiore consolidamento per superare il problema della frammentazione e per tenere testa ai giganti statunitensi.

Se l’obiettivo di UniCredit sarà condotto in porto, in Germania potrebbe nascere un nuovo gigante bancario attraverso una delle più grandi fusioni transfrontaliere mai avvenute nella regione. In particolar modo, le nozze potrebbero essere il trampolino di lancio per una serie di fusioni in tutta Europa.

 

Banche europee: è arrivata l’ora delle fusioni?

A essere convinti che le banche europee darebbero vita a diversi accordi a seguito dell’acquisizione di Commerzbank sono gli analisti di JP Morgan Chase. “Le fusioni e acquisizioni nel settore bancario sono state storicamente innescate dallo slancio delle operazioni annunciate”, hanno scritto gli analisti guidati da Kian Abouhossein in una nota giovedì. “Ci aspettiamo un maggiore flusso di notizie sulle fusioni e acquisizioni delle banche europee in futuro”. Questo avrebbe conseguenze “positive sulle valutazioni delle banche che storicamente sono state viste come obiettivi”, hanno aggiunto gli esperti.

Ma quali potrebbe essere gli istituti coinvolti? JP Morgan Chase indica le aziende di credito italiane Banco BPM e Banca Monte dei Paschi di Siena, la francese Société Générale SA, l’azienda di credito portoghese Banco Comercial Portugues SA e la britannica Standard Chartered. Al centro della questione c’è però Commerzbank, di cui gli analisti consigliano di comprare le azioni alzando il rating da “neutrale” a “sovrappeso”. Un accordo con UniCredit permetterebbe al titolo Commerzbank di arrivare a 17,6 euro per azione, ovvero circa il 20% in più rispetto all’ultimo prezzo di chiusura di ieri, osservano gli analisti della più grande banca degli Stati Uniti.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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