BCE: Lagarde avverte, niente cambio di rotta sui tassi - Borsa&Finanza

BCE: Lagarde avverte, niente cambio di rotta sui tassi

BCE: Lagarde avverte, niente cambio di rotta sui tassi

Dalla Presidente della Banca Centrale Europea (BCE) Christine Lagarde è arrivata una nuova stoccata ai mercati finanziari: sui tassi d’interesse non ci sarà alcun cambio di rotta nella politica monetaria. Il motivo? L’inflazione rimane troppo elevata. In sintesi, è quanto ha affermato al World Economic Forum di Davos quest’oggi l’ex-FMI, non nuova a certe uscite dagli effetti dirompenti sulle Borse. Oggi infatti le principali piazze finanziarie in Europa sono in calo di ben oltre il punto percentuale.

Lagarde ribadisce il concetto che l’inflazione deve essere portata tempestivamente all’obiettivo della Banca Centrale del 2% e che prima di allora è inutile attendersi qualsivoglia forma di accomodamento. Tali dichiarazioni rischiano di creare ulteriore fermento all’interno del Board della BCE, dove il dibattito è ancora acceso sull’entità del prossimo aumento del costo del denaro. Alcuni membri stanno ragionando sul fatto che il carovita della zona euro ha finalmente iniziato a diminuire e le quotazioni del gas stanno crollando. Di conseguenza, potrebbero spingere per un rincaro dei tassi a febbraio più basso rispetto al mezzo punto percentuale previsto.

Dall’altro lato vi sono i falchi del Consiglio Direttivo, che viceversa rimangono della posizione di andare avanti con lo stesso ritmo nel rialzo dei tassi, dal momento che ancora l’inflazione è forte e l’economia Ue ha resistito meglio del previsto alla guerra Russia-Ucraina. Infatti, Lagarde prevede ora più una “piccola contrazione” che una recessione. “Le notizie sono diventate molto più positive nelle ultime settimane. Non è un anno brillante, ma è molto meglio di quanto abbiamo temuto”, ha detto.

 

BCE: l’Olanda al fianco di Lagarde

La linea dura di Lagarde è appoggiata pienamente dal Governatore della Banca Centrale olandese Klaas Knot, che oggi a Davos ha osservato come l’inflazione non abbia ancora svoltato l’angolo e che alcuni sviluppi macroeconomici recenti non sono compatibili con un ritorno dei prezzi al consumo verso il target della BCE. Francoforte “non si fermerà a un solo rialzo da mezzo punto, questo è sicuro”, ha affermato il banchiere olandese.

L’Amministratore Delegato di Deutsche Bank, Christian Sewing, non vede un’ulteriore restrizione della politica monetaria della BCE, ma ha espresso solidarietà alla linea portata avanti da Christine Lagarde. “Sta facendo le cose giuste dall’estate scorsa e posso solo incoraggiarla. Il peggio che potrebbe succedere è un’inflazione che non sia sotto controllo”, ha detto.

 

Il problema dell’Italia

La presa di posizione di Lagarde non fa certamente felice l’Italia, che si troverebbe a sostenere oneri finanziari più pesanti in rapporto all’enorme debito pubblico. A mettere benzina sul fuoco, l’esternazione del Primo Ministro olandese Mark Rutte, secondo cui occorre “ridurre l’indebitamento pubblico, ancora troppo alto in Paesi come l’Italia e la Francia, che appesantisce la crescita”. In particolare Rutte punta il dito sulla spesa pensionistica. “Dobbiamo fare riforme strutturali, in particolare delle pensioni. Se si guarda all’Italia, alla Francia e ad altri, questi spendono dal 10% al 15% del PIL nelle pensioni, togliendo risorse che potrebbero aiutare le famiglie contro l’inflazione”, ha dichiarato.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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