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Bce, svolta da falco. Ecco a cosa guardare ora

Bce, svolta da falco, cosa guardare ora

La riunione della Bce ieri ha mantenuto le promesse (dal punto di vita degli investitori le minacce). Francoforte non ha mosso i tassi ma ha confermato la svolta da falco. A luglio terminerà il Qe e ci sarà il primo rialzo dei tassi di interesse, di 25 punti base. E sarà solo l’antipasto, perché anche a settembre i tassi verranno ritoccati al rialzo, magari di 50 punti base, come puntualizzato dalla governatrice Christine Lagarde nella conferenza stampa che ha seguito la riunione.

“Se le prospettive di inflazione nel medio periodo permarranno tali o si deterioreranno, un incremento maggiore sarà appropriato alla riunione di settembre”

ha dichiarato il numero uno di Francoforte.

 

A cosa guardare ora

Dunque occhi puntati sull’andamento dei prezzi al consumo, le cui stime sono state riviste al rialzo dalla stessa Bce al 6,8% per l’anno in corso, al 3,5% nel 2023 e al 2,1% nel 2024. Siamo ben lontani dal rientro rapido dell’inflazione pronosticato nella parte finale del 2021. Attenzione però anche all’andamento della crescita con lo spauracchio recessione che preoccupa anche i banchieri centrali. In questo caso, per l’Eurozona, le stime sono state riviste al ribasso: al +2,8% per quest’anno e al +2,1% nel 2023 e 2024.

 

Riunione Bce, i commenti degli analisti

Una riflessione, quella sulla crescita, che si ritrova nella parole di Pietro Baffico, European Economist di Abrdn:

“Non sorprende che il Consiglio direttivo non abbia ancora dettagliato la velocità dei successivi aggiustamenti di politica monetaria, poiché si è concentrato sulla prima fase di questo percorso. Pur propendendo per un atteggiamento da falco, citando un percorso graduale ma sostenuto, la Bce ha sottolineato il suo approccio dipendente dai dati”.

Troppo e troppo presto, con riferimento al rialzo dei tassi, potrebbe essere una strategia rischiosa per Anna Stupnytska, Global Macro Economist di Fidelity International:

“Le continue sorprese al rialzo dell’inflazione europea e la sua persistenza, così come l’inasprimento della Fed, stanno aumentando la pressione sulla Bce affinché anticipi la normalizzazione della politica. Il rapido ampliamento dei differenziali di politica monetaria rispetto alla Fed rappresenta una sfida per la Bce, con la rivalutazione dell’euro-dollaro sotto i riflettori. Ma fare troppo e troppo presto sarebbe probabilmente una strategia più rischiosa per la Bce, alla luce dell’indebolimento della crescita e del rischio di frammentazione degli spread dei paesi periferici”.

Stupniska si spinge fino a ipotizzare una recessione:

“I venti contrari legati alla guerra in Ucraina, alla politica cinese zero Covid e all’inasprimento delle condizioni finanziarie globali continueranno a pesare sulla crescita dell’Eurozona, portando probabilmente a una recessione nei prossimi mesi. Riteniamo possa essere difficile per la Bce eseguire un rapido ritorno ai tassi positivi, dati i vincoli di crescita e frammentazione, e che il percorso di inasprimento sarà meno in salita e più breve di quanto attualmente implicito nei prezzi di mercato”.

La reazione dei mercati finanziari alla riunione conferma i timori sollevati dai due esperti. In particolare, l’allargamento dello spread tra Btp e Bund preoccupa la stessa Bce che ha più volte dichiarato di avere in preparazione uno strumento che impedisca la frammentazione dei mercati obbligazionari. Tuttavia, come sottolinea Konstantin Veit, senior portfolio manager European Rates di Pimco:

“Nella riunione di ieri non sono stati forniti dettagli. Rimaniamo scettici sul fatto che la Bce annunci un back-stop credibile ex ante. Sebbene sia possibile prevedere che la Bce alla fine effettui un numero di rialzi dei tassi inferiore a quello attualmente previsto dal mercato, nel resto dell’anno l’inflazione dell’Eurozona rimarrà probabilmente molto elevata e la pressione sulla Bce per un intervento a breve e medio termine sarà elevata”.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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