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BoE: il piano di acquisto dei Gilt potrebbe estendersi, ecco perché

BoE: il piano di acquisto dei Gilt potrebbe estendersi, ecco perché

La BoE non si ferma più e ha avvertito in privato le banche inglesi che il programma di acquisto di Gilt in scadenza venerdì 14 ottobre potrebbe essere esteso, se lo condizioni lo richiedono. Nel frattempo, però, ha ricordato ai fondi pensione che il supporto sta per finire, quindi di riuscire a trovare un equilibrio in questi giorni per rimettersi in sesto. Il settore, tuttavia, ha già fatto sapere in questi giorni che necessita di più tempo per evitare che possa ripetersi la vendita forzata della fine del mese scorso, evento che ha costretto la Banca d’Inghilterra a intervenire per la prima volta. Alcuni avrebbero addirittura chiesto il prolungamento del mini quantitative easing fino alla fine del mese. Il Governatore Andrew Bailey è molto preoccupato di questo e ha lanciato un brusco avvertimento ai gestori dei fondi di tagliare le posizioni più vulnerabili prima di porre fine agli acquisti dei bond.

Tutto ciò lascia pensare che alla fine per evitare un’altra caduta fragorosa, la Banca Centrale cercherà di fare un’uscita più cadenzata e meno traumatica. La reazione nei mercati dei Gilt è contrastata oggi, con i bond a breve scadenza che hanno rendimenti in lieve discesa, mentre quelli a scadenza più lunga presentano una risalita importante dei rendimenti. In particolare, i rendimenti dei bond a 2 anni scendono di 0,2 punti percentuali al 4,17%, mentre quelli dei Gilt decennali salgono di 330 punti base al 4,585%. La sterlina ha recuperato posizioni sul dollaro USA, con il GBP/USD che è cresciuto dell’1% a 1,1080.

 

BoE: la stabilità finanziaria è divenuta prioritaria

Questa settimana è stata particolarmente calda sul fronte delle mosse attuate dalla BoE per cercare di calmare i mercati in piena agitazione. Il dietrofront sul piano di riduzione fiscale fatto dal Cancelliere Kwasi Kwarteng non è servito molto a impedire che i rendimenti dei Gilt tornassero nei pressi dei massimi dai tempi della grande crisi del 2008. Per questa ragione, dapprima l’istituto monetario ha portato da 5 a 10 miliardi di sterline la cifra giornaliera di acquisto dei bond, poi ha inserito nel programma anche le obbligazioni indicizzate all’inflazione, che costituiscono quasi la metà del portafoglio dei fondi pensione.

Secondo Philip Shaw, economista di Investec, la BoE sta combattendo con obiettivi contrastanti, in quanto “la sua azione sulla stabilità finanziaria è ancora effettivamente una forma di politica monetaria più facile”. A giudizio di Peter Schaffrik, economista di RBC Capital Markets, la Bank of England potrebbe non avere molta scelta che estendere il suo sostegno al mercato obbligazionario e rinviare il piano di inasprimento quantitativo, in quanto l’esigenza di mantenere una certa stabilità finanziaria inizia a prendere il sopravvento sugli altri obiettivi come quello di combattere l’inflazione.

Daniele Antonucci, capo economista e macro strategist di Quintet Private Bank, sospetta che ci saranno “alcune settimane di volatilità e incertezza sul mercato”. A suo giudizio l’instabilità è stata creata dalla politica fiscale e la BoE “sta cercando comprensibilmente di adempiere al suo mandato per la stabilità finanziaria”.

Una critica all’istituto centrale è arrivata da Mark Hedges, un fiduciario professionista di Capital Cranfield Pension Trustees Limited. “Dare ai fondi pensione una finestra di due settimane per mettere le cose in ordine non è stata una buona idea perché li ha trasformati in venditori forzati e non ha pensato molto alla natura delle attività dei fondi pensione e alla velocità con cui possono essere trasformate in denaro”, ha affermato l’esperto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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