BoJ: il controllo della curva dei rendimenti al centro della riunione di mercoledì

BoJ: il controllo della curva dei rendimenti al centro della riunione di mercoledì

BoJ: il controllo della curva dei rendimenti al centro della riunione di mercoledì

Crescono le attese per la riunione della Bank of Japan (BoJ) di mercoledì 18 gennaio, dove saranno prese le decisioni sulla politica monetaria. I tassi d’interesse dovrebbero rimanere invariati, ovvero a -0,1%, ma tutte le attenzioni sono rivolte a ciò che farà la Banca Centrale riguardo il controllo della curva dei rendimenti (YCC). A dicembre, l’istituto governato da Haruhiko Kuroda ha aumentato la banda di oscillazione dei rendimenti delle obbligazioni a 10 anni da ±0,25% a ±0,5%. Se la BoJ allarga ancora la banda di altri 25 punti base, come il mercato si attende, questo potrebbe aprire la strada per il primo aumento dei tassi d’interesse dopo decenni.

 

BoJ: aumenterà la banda di oscillazione dei rendimenti obbligazionari?

Il piano della BoJ finora è stato quello di effettuare un controllo della curva dei tassi in maniera ordinata, almeno fino a quando la pressione sull’inflazione da parte dell’aumento dei salari non si fosse accentuata, o quantomeno fino alla scadenza del mandato di Kuroda nel mese di aprile. Tuttavia, la mossa di dicembre ha trasmesso il messaggio al mercato obbligazionario che il rialzo dei tassi d’interesse fosse cosa imminente. Giocoforza, sono aumentate le pressioni sui bond e i rendimenti la scorsa settimana hanno scavalcato il limite dello 0,5%, costringendo la Banca Centrale a intervenire con l’acquisto di obbligazioni di emergenza. L’autorità monetaria oggi ha annunciato l’intenzione di effettuare altri acquisti di emergenza nel caso ce ne fosse bisogno, mentre alcune fonti interne hanno rivelato che “la normalizzazione della politica monetaria non è un affare fatto”.

Il punto è che adesso la BoJ si trova in una posizione scomoda, dove non emerge chiarezza in quelle che sono le sue reali intenzioni. Un innalzamento della banda di oscillazione a 0,75% questa settimana sarebbe un altro input dato al mercato che il costo del denaro salirà molto presto, con la conseguenza che i titoli di Stato giapponesi potrebbero ulteriormente andare sotto pressione. Ciò rischierebbe di mandare in aria i piani della BoJ, che sta aspettando indicazioni più forti dal mercato del lavoro prima di intervenire. Nella riunione tra due giorni, quindi, il Consiglio Direttivo dovrà fare una considerazione su quanto le distorsioni del mercato obbligazionario siano forti da giustificare altre azioni della Banca.

 

Cosa pensano gli analisti

Alcuni analisti accostano la situazione della BoJ a quella della Reserve Bank of Australia (RBA). Nel novembre del 2021 la Banca Centrale australiana ha abbandonato il suo obiettivo di rendimento triennale, dopo aver sottovalutato i rischi dell’inflazione. “Le cose sembrano simili a quando la RBA è stata costretta ad abbandonare il suo obiettivo triennale”, ha detto Naomi Muguruma. Tuttavia, la scorsa estate Kuroda aveva allontanato questo parallelo, in quanto i rendimenti a 10 anni sarebbero meno influenzati da quelli a 3 anni nella percezione del mercato dei futuri movimenti dei tassi. Muguruma ha aggiunto che “se la funzione del mercato obbligazionario continua a deteriorarsi prima della riunione di politica monetaria della BoJ, il rischio di una fine anticipata dello YCC potrebbe aumentare”

Secondo Mari Iwashita, capo economista di mercato di Daiwa Securities, in questo momento si stanno vedendo tutti i limiti del controllo della curva dei rendimenti della BoJ. “Allargare nuovamente la banda non risolverà le distorsioni nella curva dei rendimenti. È meglio rimuovere l’obiettivo di rendimento a 10 anni, ma una revisione dello YCC solleverebbe questioni di responsabilità”.

Gli analisti di Citigroup sostengono che, se dovesse arrivare Hiroshi Nakaso come sostituto di Kuroda al vertice della BoJ ad aprile, ci sarebbe da aspettarsi una modifica della politica monetaria nel prossimo futuro. “Quando arriverà il nuovo governatore, la fascia obiettivo di controllo della curva dei rendimenti potrebbe essere a 100 punti base”, hanno scritto gli esperti della banca americana. Citigroup ipotizza altre due modifiche da 25 punti base della curva nelle prossime due riunioni. “In uno scenario più aggressivo, la politica di controllo dei rendimenti potrebbe terminare entro giugno, ma molto dipenderà anche dall’andamento del mercato obbligazionario e dell’inflazione”, ha aggiunto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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