Sono Lussemburgo, Irlanda e Svizzera a guidare la classifica dei Paesi più ricchi al mondo per Pil pro capite nel 2025. La graduatoria è stata realizzata da Visual Capitalist, portale canadese specializzato nell’elaborazione dei dati e nella loro visualizzazione attraverso infografiche. Il sito ha fatto riferimento agli ultimi dati del Fondo monetario internazionale, che ogni anno mappa in dollari il Pil pro capite mondiale e le dinamiche patrimoniali a livello globale.
Incrociando i numeri dell’Fmi con quelli della Banca Mondiale e del Global Wealth Report 2025 di Ubs, Visual Capitalist ha arricchito la sua valutazione con due liste ulteriori: una basata sul reddito nazionale lordo pro capite realizzato nel 2024 e una sulla ricchezza media per adulto nell’arco dello stesso anno. Considerando questi tre set di dati, il Lussemburgo si conferma la nazione più ricca al mondo sia per Pil pro capite che per patrimonio medio. L’Italia risulta in ripresa moderata, ma con forti diseguaglianze.
In questo articolo:
- I 50 Paesi più ricchi al mondo nel 2025
- La situazione dell’Italia tra luci e ombre
I 50 Paesi più ricchi al mondo nel 2025
La nazione più ricca del mondo è il Lussemburgo: il suo Pil pro capite ammonta nel 2025 a 140.941 dollari, il reddito nazionale lordo pro capite arriva a 91.470 dollari (quarto al mondo dietro Bermuda, Norvegia e Svizzera) e il patrimonio medio è di 395.340 dollari. Al secondo posto per Pil pro capite c’è l’Irlanda con 108.919 dollari, mentre sul gradino più basso del podio si classifica la Svizzera con 104.896 dollari. Nella graduatoria del reddito nazionale lordo pro capite, primeggiano Bermuda, Norvegia e Svizzera con, rispettivamente, 140.280 dollari, 98.280 dollari e 95.900 dollari.
Secondo Numbeo, database specializzato nel calcolo del cost of living, il Lussemburgo è anche il Paese con la qualità della vita più alta al mondo. Nel ranking di Visual Capitalist, gli Stati Uniti sono invece la nazione più ricca in assoluto per Pil pro capite, pari a 89.105 dollari nel 2025, in base alla popolazione che supera i 10 milioni di abitanti. A dominare la lista, oltre ai centri di ricchezza offshore come appunto Lussemburgo, Irlanda, Svizzera, Singapore, Paesi Bassi e Hong Kong, sono i grandi produttori di petrolio: il Qatar al decimo posto, gli Emirati Arabi Uniti al 23esimo e l’Arabia Saudita al 43esimo.
Il Regno Unito e Francia e Germania, considerate il “motore” dell’Unione europea, registrano un drastico calo in termini di ricchezza pro capite: nonostante tre delle maggiori economie al mondo, sono fuori dalla top 10. La Germania è in 19esima posizione, il Regno Unito in 20esima e la Francia in 24esima. Male anche il Giappone che scende al 38esimo posto con un Gdp per capita di 33.956 dollari. Naturalmente questa graduatoria non tiene conto di fattori cruciali come la distribuzione del reddito, la qualità della vita e la sostenibilità dell’economia. Ecco la classifica dei 50 Paesi più ricchi al mondo nel 2025 in base al Pil pro capite:
- Lussemburgo: 140.941 dollari;
- Irlanda: 108.919 dollari;
- Svizzera: 104.896 dollari;
- Singapore: 92.932 dollari;
- Islanda: 90.284 dollari;
- Norvegia: 89.694 dollari;
- Stati Uniti: 89.105 dollari;
- Macao: 76.314 dollari;
- Danimarca: 74.969 dollari;
- Qatar: 71,653 dollari;
- Paesi Bassi: 70.480 dollari;
- Australia: 64.547 dollari;
- San Marino: 59.603 dollari;
- Austria: 58.192 dollari;
- Svezia: 58.100 dollari;
- Belgio: 57.772 dollari;
- Israele: 57.760 dollari;
- Hong Kong: 56.031 dollari;
- Germania: 55.911 dollari;
- Regno Unito: 54.949 dollari;
- Finlandia: 54.163 dollari;
- Canada: 53.558 dollari;
- Emirati Arabi Uniti: 49.498 dollari;
- Francia: 46.792 dollari;
- Nuova Zelanda: 46.126 dollari;
- Malta: 45.735 dollari;
- Andorra: 45.263 dollari;
- Cipro: 41.132 dollari;
- Italia: 41.091 dollari;
- Porto Rico: 38.605 dollari;
- Aruba: 37.775 dollari;
- Bahamas: 36.784 dollari;
- Spagna: 36.192 dollari;
- Slovenia: 35.332 dollari;
- Brunei: 34.970 dollari;
- Corea del Sud: 34.642 dollari;
- Taiwan: 34.426 dollari;
- Giappone: 33.956 dollari;
- Repubblica Ceca: 33.039 dollari;
- Estonia: 32.760 dollari;
- Guyana: 32.326 dollari;
- Lituania: 30.835 dollari;
- Arabia Saudita: 30.099 dollari;
- Portogallo: 30.002 dollari;
- Kuwait: 29.951 dollari;
- Bahrain: 28.857 dollari;
- Slovacchia: 27.130 dollari;
- Polonia: 26.805 dollari;
- Barbados: 25.901 dollari;
- Grecia: 25.756 dollari.

La situazione dell’Italia tra luci e ombre
Nella graduatoria per Pil pro capite, l’Italia è al 29esimo posto mondiale con 41.091 dollari, una quota nettamente inferiore a nazioni europee come Paesi Bassi (11esimi con 70.480 dollari), Austria (14esima con 58.192 dollari), Belgio (16esimo con 57.772 dollari), Germania (19esima con 55.911 dollari) e Francia (24esima con 46.792 dollari). La Spagna, 33esima con un Pil pro capite di 36.192 dollari, cresce molto più velocemente dell’Italia e ha un patrimonio medio comparabile (13esima, 126.290 dollari) grazie all’elevato tasso di proprietà di immobili di residenza.
Nella classifica del patrimonio medio, l’Italia si piazza in 14esima posizione globale con 124.473 dollari, prima degli Stati Uniti con 124.041 dollari. Il dato, significativo di come l’Italia stia ancora godendo della ricchezza accumulata in passato, va letto insieme al valore dell’economia sommersa, che secondo l’Istat ha raggiunto nel 2024 un valore di 182 miliardi di euro, in crescita di 16,3 miliardi rispetto all’anno precedente. Nell’indice di Gini, il coefficiente che misura il livello di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza all’interno della popolazione, l’Italia è nella parte alta della classifica delle disuguaglianze con il punteggio di 0,334.
Le disparità strutturali dell’Italia sono confermate dal Global Wealth Report 2025 di Ubs Global Wealth Management. Il rapporto ribadisce che nel corso del 2024, al netto dell’inflazione, la ricchezza media per adulto è aumentata del 3,81% e quella mediana di quasi il 15%, ma guardando all’intero decennio, il calo della ricchezza media è del 9% e la ricchezza mediana è cresciuta appena del 4,7%. La divergenza tra valori medi e mediani mostra che “le fasce patrimoniali medie si sono avvalse di una crescita della ricchezza ben più rapida delle fasce alte”. Il futuro della ricchezza delle famiglie dipenderà dalle politiche di redistribuzione dei redditi e dalla gestione dei trasferimenti patrimoniali intergenerazionali, costituiti principalmente da immobili e attività finanziarie per un totale di oltre 2.300 miliardi di euro.









