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Come investire con la BCE ancora rialzista sui tassi di interesse

Una fotografia di Christine Lagarde, presidente della BCE, durante una conferenza stampa. Sullo sfondo, la bandiera europea

Oggi alle 14:15 la BCE comunicherà la propria decisione sui tassi di interesse in eurozona accompagnata da comunicato, nuove previsioni economiche e conferenza stampa di Christine Lagarde alle 14:45. Una giornata segnata in rosso nell’agenda degli investitori che dovranno decidere come investire nella seconda metà dell’anno. Il preambolo, tuttavia, non lo ha scritto la Lagarde e nemmeno i falchi della BCE bensì il presidente della Federal Reserve Jerome Powell che ha promesso nuovi rialzi dei tassi sui Fed Funds, almeno mezzo punto percentuale in più entro fine anno.

 

Come investire sull’azionario: non è il momento per ciclici e small cap

La BCE è un’istituzione indipendente e tuttavia non può prescindere da quello che fa la principale Banca centrale al mondo, la Fed. Se quest’ultima decide di proseguire nel rialzo dei tassi, le probabilità che anche Francoforte segua aumentano. Pertanto, ai due ritocchi dei tassi già attesi (oggi e a luglio) se ne potrebbero aggiungere altri. Cattiva notizia per il mercato azionario.

Per Matt Peron, direttore della ricerca di Janus Henderson “a metà maggio, le stime sugli utili per l’intero anno 2023 dell’indice S&P 500 e dell’indice MSCI World erano scese rispettivamente del 12% e dell’8%. Considerando l’aspettativa di ulteriori rialzi dei tassi e l’inasprimento delle condizioni del credito, ci aspettiamo che le previsioni sugli utili aziendali scendano ulteriormente”.

Tuttavia, pur prevedendo una recessione degli utili, l’analista di Janus Henderson ritiene l’economia globale sia abbastanza forte e solida da evitare una flessione profonda e prolungata. Inoltre le Banche centrali, avendo alzato i tassi e ridotto la liquidità in circolazione, hanno ora qualche strumento in più per intervenire nel caso la situazione si deteriorasse. La sua indicazione su come investire, quindi, è di non fuggire dal mercato ma “rimanere investiti mantenendo un atteggiamento difensivo fino a quando non emergerà maggiore chiarezza sulla prossima fase del ciclo”.

Titoli di qualità, di società con bilanci solidi e flussi di cassa costanti, dovrebbero essere al riparo da rischi di ribassi imprevisti mentre sarebbero in grado di sfruttare eventuali ripartenze del mercato se la crescita economica dovesse superare le attese. Per Matt Peron anche i titoli delle Big Tech rientrano in questa categoria mentre l’esposizione a società con leva finanziaria eccessiva dovrebbe essere tenuta al minimo. In stand by vanno invece mantenuti i settori più ciclici, come l’energia, e le small cap in genere.

 

Come investire sull’obbligazionario: scadenze lunghe e intermedie

Kevin Thozet, membro del Comitato investimenti di Carmignac ipotizza invece diversi scenari in base ai quali decidere come investire, in quanto le Banche centrali hanno fatto capire che le decisioni dipendono molto dai dati economici. Secondo lo strategist, una conferma del rallentamento economico e del ritmo attuale di discesa dell’inflazione spingerà i livelli dei tassi di interesse a livelli molto più bassi mentre se l’economia mostrasse segni di tenuta maggiori, le Banche centrali sarebbero indotte ad alzarli ulteriormente il che peserebbe sui rendimenti obbligazionari di più lungo periodo.

“In questo contesto – ha spiegato Thozet – prediligiamo le obbligazioni core con scadenze lunghe e intermedie, tra i 5 e i 10 anni. Le scadenze più brevi dipendono troppo dalla volatilità dei dati economici come l’occupazione, i salari, gli indicatori anticipatori”.

 

BCE, ecco le attese

Il rialzo dei tassi di 0,25 punti percentuali nella riunione della BCE che si conclude oggi è pienamente scontato e il consensus attribuisce un’elevata probabilità che a luglio vi sia una replica, il che porterebbe i tassi di interesse dal 3,25% attuale al 3,75%.

“Sebbene l’inflazione core nell’eurozona abbia sorpreso al ribasso a maggio, le pressioni di fondo sui prezzi rimangono forti. L’economia dell’area dell’euro sembra resiliente, l’inflazione rimane troppo alta e il mercato del lavoro eccezionalmente rigido” fa notare Konstantin Veit, portfolio manager di PIMCO, secondo il quale la BCE non darà indicazioni forti per le prossime riunioni ma semplicemente indicherà l’intenzione di aumentare ancora i tassi di interesse. “Riteniamo che i rischi siano quindi legati a un aumento dei tassi per un periodo più lungo rispetto alle aspettative del mercato di un rialzo di 25 punti base a giugno” conclude Veit.

Per Francois Rimeu, senior strategist di La Francaise AM, “la presidente Lagarde probabilmente ribadirà che c’è ancora del lavoro da fare per riportare l’inflazione all’obiettivo del 2% in modo tempestivo”. Verranno confermati, secondo lo strategist, sia la fine dei reinvestimenti dell’Asset purchase program (APP), sia il reinvestimento del Pandemic program (PEPP) fino a fine 2024. L’asset manager francese ha proposto anche le sue previsioni sulle nuove stime economiche della BCE:

 

  • Tassi di crescita più bassi per il 2023, dall’1% allo 0,9%;
  • Tassi di crescita più bassi per il 2024, dall’1,6% all’1,5%;
  • Tassi di crescita più bassi per il 2025, dall’1,6% all’1,5%;
  • Inflazione leggermente inferiore nel 2023, rispetto alle previsioni di marzo (5,3% headline e 4,6% core);
  • Inflazione leggermente inferiore nel 2024, rispetto alle previsioni di marzo (2,9% headline e 2,5% core);
  • Convergenza verso l’obiettivo del 2% nel 2025, coerentemente con le previsioni di marzo rispettivamente a 2,1% per l’inflazione headline e 2,2% per l’inflazione core.

 

Anche Paul Diggle, capo economista di abrdn, prevede una riduzione delle stime economiche. Tuttavia ricorda che “il Consiglio direttivo ha dato meno peso alle previsioni negli ultimi tempi, concentrandosi invece sul superamento dell’inflazione e sulla necessità di inasprire la politica monetaria per farvi fronte”. Secondo il capo economista i segnali della BCE indicano ulteriori aumenti dei tassi di interesse ma non chiariscono quanti. La sua attesa, in ogni caso, è che l’ultimo ritocco arrivi a luglio.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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